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Nasce il primo accordo tra aziende energy e tlc. TIM e Sorgenia lanciano la prima offerta full digital

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La partnership nasce per rispondere alle esigenze dei professionisti e delle piccole imprese; punta su digitalizzazione, sostenibilità e risparmio per favorire lo sviluppo del business.

 

Milano, 4 ottobre 2018 – Prende il via la partnership tra TIM e Sorgenia rivolta al mondo business. Con un innovativo approccio full digital, le due aziende mettono a disposizione di professionisti e piccole imprese tecnologie di telecomunicazioni e ICT di ultima generazione ed energia pulita a condizioni particolarmente vantaggiose, offrendo risposte concrete alle esigenze primarie di ogni attività attraverso modalità semplici e immediate, in grado di ridurre i tempi e le distanze.

 

In particolare, grazie all’accordo, i clienti partita IVA che scelgono di sottoscrivere una fornitura con Sorgenia hanno diritto a uno sconto del valore di 50 euro sull’attivazione di una nuova linea TIM Business o su una già esistente. Le imprese possono così accedere all’ampio portafoglio di soluzioni digitali che affiancano i servizi voce e internet nell’ambito della “famiglia” d’offerta TIM Business, sfruttando al meglio le potenzialità della connettività broadband e ultrabroadband, fissa e mobile, con soluzioni informatiche avanzate per favorire la digital transformation delle aziende: dal cloud storage alla fattura elettronica, alla unified communication, fino alle applicazioni innovative per lo smart working.

 

Chi aderisce all’iniziativa utilizzerà per la propria attività solo energia 100% green, con il miglior prezzo sul mercato. Potrà inoltre gestire la propria fornitura di luce e gas Sorgenia in maniera full digital, da app, pc o tablet e, grazie al codice amico che riceverà in fase di sottoscrizione, potrà invitare i propri amici così da ottenere un risparmio fino a 3.000 euro per l’energia di cui si serve per la propria attività.
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ISTAT:LA SODDISFAZIONE DEI CITTADINI PER LE CONDIZIONI DI VITA – rapporto 2018

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  • Nei primi mesi del 2018, la soddisfazione dei cittadini per le condizioni di vita riprende a crescere leggermente dopo la stasi registrata nel 2017.
  • La stima della quota di persone di 14 anni e più che esprimono una elevata soddisfazione per la propria vita nel complesso passa dal 39,6% del 2017 al 41,4% dell’anno successivo.
  • In aumento anche la quota di persone soddisfatte della propria situazione economica, che raggiunge il 53,0% dal 50,5% del 2017.
  • La soddisfazione per la dimensione lavorativa è stabile: il 76,7% degli occupati si dichiara molto o abbastanza soddisfatto, sostanzialmente come nel 2017. Sono più soddisfatte del lavoro le donne (77,6%) rispetto agli uomini (76,1%).
  • Nel 2018, aumenta la quota di famiglie che giudicano la propria situazione economica stabile (dal 59,5% del 2017 al 62,5%) o migliorata (dal 7,4%
    all’ 8,1%).
  • Anche il giudizio sull’adeguatezza delle risorse economiche familiari mostra segnali di miglioramento: la quota di famiglie che le valuta adeguate sale dal 57,3% del 2017 al 59,0% del 2018.
  • Le relazioni familiari confermano i più alti livelli di apprezzamento: nel 2018 il 90,1% delle persone si ritiene soddisfatto. Elevata e in leggero aumento la quota di individui molto o abbastanza soddisfatti per le relazioni amicali (dall’81,7% del 2017 all’ 82,5%).
  • È stabile e su livelli alti anche la soddisfazione  per il proprio stato di salute (80,7% delle persone di 14 anni e più) e  per il tempo libero (66,2%).
  • Per le relazioni interpersonali prevale un atteggiamento di cautela. Il 77,7% delle persone ritiene che “bisogna stare molto attenti” nei confronti degli altri mentre solo il 21,0% pensa che “gran parte della gente è degna di fiducia”.
  • Le donne sono le più diffidenti: il 19,6% esprime un’opinione improntata a un atteggiamento di apertura verso gli altri, contro il 22,5% degli uomini.
  • La scarsa fiducia verso gli altri si esprime anche con la modesta quota di persone che reputano probabile vedersi restituire da parte di uno sconosciuto il portafoglio eventualmente smarrito (13,1%). La fiducia nella restituzione da parte di un vicino di casa sale invece al 72,1% e quella verso le forze dell’ordine è all’82,8%.
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Ecco come si informano gli utenti. Vince la RAI, ma contano anche le TV locali. Ecco i dati regione per regione

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Sono stati illustrati oggi presso la sede dell’ANCI, presenti i principali stakeholder del sistema informativo locale, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria, Vito Claudio Crimi, il Presidente dell’Agcom, Angelo Marcello Cardani e il Commissario Mario Morcellini, gli esiti dell’Indagine Conoscitiva sull’informazione locale
condotta dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Essa ha evidenziato caratteristiche e dinamiche dell’offerta e della domanda di informazione in Italia, con un focus particolare sull’ambito locale, e condotto una disamina approfondita dei sistemi
territoriali, oltre a mettere in luce le diversità territoriali e le criticità sotto il profilo del pluralismo informativo.
Una panoramica complessiva del sistema informativo locale consente di riscontare l’estrema rilevanza del servizio pubblico radiotelevisivo locale, visto che RAI è il primo gruppo di riferimento per l’informazione locale in 14 regioni. La particolare forza informativa della RAI in ambito locale impone adeguate riflessioni sulle modalità di concreta attuazione e vigilanza dei principi di pluralismo, obiettività, completezza e imparzialità cui deve essere ispirata l’azione della concessionaria di servizio pubblico,
oltre alla necessità di una accountability anche a livello locale. L’analisi evidenzia anche la presenza di alcuni gruppi editoriali nazionali (Monrif, GEDI, Caltagirone, Tosinvest) che ricoprono un ruolo importante a livello locale, anche se ci sono elementi che diluiscono il peso informativo di queste posizioni.
Si enucleano, d’altronde, due elementi di grave criticità che caratterizzano l’attuale fase dell’ecosistema dell’informazione locale. In primo luogo, la crisi, profonda e strutturale, che percorre i mezzi tradizionali (a partire dai quotidiani) che rischiano di scomparire in importanti aree del Paese. Ciò in un contesto in cui le nuove fonti digitali stentano a
trovare una collocazione e soprattutto un proprio modello di business. Si segnala anche l’emergere di difficoltà nel numero di voci informative indipendenti esistenti in alcuni mercati locali. Infatti, in talune regioni (in particolare, Trentino Alto Adige, Sardegna, Puglia, Molise e Sicilia) si rilevano posizioni di forza informativa di alcuni soggetti privati.

Indagine conoscitiva su “Informazione locale”

L’Indagine conoscitiva sull’Informazione locale, conclusa con delibera n. 570/18/CONS, ha analizzato le caratteristiche e le dinamiche dell’offerta e della domanda di informazione in Italia con un focus particolare sull’ambito locale, al fine di condurre una disamina approfondita dei sistemi regionali (e/o provinciali) e mettere in luce le diversità territoriali nonché eventuali criticità sotto il profilo del pluralismo informativo.

Come già sottolineato dall’Autorità nel corso di diverse analisi (cfr., tra le altre, le delibere nn. 19/14/CONS, “Indagine conoscitiva sul settore dei servizi Internet e della pubblicità online“; 146/15/CONS, “Informazione e Internet in Italia. Modelli di business, consumi, professioni” e il report “Il consumo di informazione e la comunicazione politica in campagna elettorale“), la componente locale riveste un ruolo di estrema importanza nella prospettiva di tutela del pluralismo all’interno del sistema informativo italiano e assume una rilevanza centrale per la vita democratica del nostro Paese.

I media locali, infatti, costituiscono una risorsa indispensabile del sistema informativo. L’ambito locale rappresenta una dimensione fondamentale del pluralismo, specie in una società globalizzata in cui le identità locali, da un lato, assumono un nuovo, fondamentale ruolo di connettività sociale, dall’altro, rischiano di perdere attenzione e approfondimento dall’ecosistema dell’informazione nazionale e internazionale.

L’informazione locale è caratterizzata da proprie specificità. La sua prossimità, immediatezza, identità e contestualizzazione costituiscono elementi essenziali della pluralità di culture, lingue, punti di vista, e, più in generale, della diversità che caratterizza le società contemporanee e che necessita di inclusione, anche mediale, e partecipazione attiva.

Nell’ambito della produzione di informazione, una disamina approfondita della professione giornalistica verrà realizzata attraverso la terza edizione dell’Osservatorio sul giornalismo.

Al fine di analizzare adeguatamente il sistema dell’Informazione locale, l’Autorità ha individuato specifici strumenti e ha svolto una serie di attività e di approfondimenti, attraverso una molteplicità di fonti, che riguardano l’intera filiera del sistema informativo.

Per stimolare una riflessione comune con i principali attori del sistema informativo, l’Autorità ha organizzato un evento per la presentazione dei risultati lunedì 11 febbraio 2018.

L’Autorità, infine, per agevolare la condivisione degli esiti dell’Indagine, ha reso disponibili anche i dati regionali, sia sotto forma di scheda grafica sia in formato open.


UFFICIO COMUNICAZIONE
stampa@agcom.it
www.agcom.it Tel. 06 – 69644919
Infine, l’Indagine fornisce per la prima volta complete informazioni di dettaglio relative a ogni singola regione italiana, con specifiche Schede di approfondimento in cui sono riportati i dati riconducibili al territorio, sia in termini di numerosità e qualificazione delle fonti informative, sia in termini economici.
Roma, 11 febbraio 2019

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Ryanair e Wizz Air, la nuova policy bagagli a mano inganna i consumatori sul prezzo del biglietto

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L’Autorità ha concluso due procedimenti istruttori avviati nei mesi di settembre e ottobre 2018 nei confronti delle compagnie aeree low-cost Ryanair e Wizz Air, accertando che le modifiche rispettivamente apportate alle regole di trasporto del bagaglio a mano grande, il trolley, costituiscono una pratica commerciale scorretta in quanto ingannano il consumatore sull’effettivo prezzo del biglietto, non includendo più nella tariffa base un elemento essenziale del contratto di trasporto aereo quale è il  “bagaglio a mano grande”.

Come emerso dalle istruttorie svolte, dal 1° novembre 2018 le due imprese consentono ai passeggeri di trasportare una sola borsa piccola, da posizionare sotto il sedile, e non il trolley, –con una significativa riduzione dello spazio a disposizione (rispettivamente – 65% e – 52%)- ed utilizzano per il nuovo servizio a pagamento proprio lo spazio dedicato negli aeromobili al trasporto del bagaglio a mano grande, le cappelliere.

Dall’istruttoria è emerso che corrisponde alle abitudini di consumo della quasi totalità dei passeggeri viaggiare con un bagaglio a mano grande al seguito.

Inoltre, il bagaglio a mano costituisce un elemento essenziale del servizio di trasporto aereo e il suo trasporto deve essere permesso senza sostenere alcun costo aggiuntivo. Infatti, anche sulla base della normativa europea in tema di trasporto aereo, i supplementi prevedibili ed inevitabili devono essere ricompresi nel prezzo del servizio base presentato sin dal primo contatto e, quindi, non possono essere separati da questo con la richiesta di somme ulteriori.

Pertanto, con la richiesta di un supplemento variabile tra i 5 ed i 25 euro per il bagaglio a mano grande (a seconda delle diverse modalità di acquisto in fase di prenotazione, al check in ovvero al gate), le due imprese hanno proceduto ad un aumento del prezzo del biglietto in modo non trasparente, scorporando dalla tariffa un servizio essenziale, prevedibile e inevitabile per la quasi totalità dei passeggeri.

Da ciò l’inganno per i consumatori, in quanto il prezzo da pagare alla fine del processo di prenotazione sarà quasi sempre superiore alla tariffa che viene presentata all’inizio del processo, quando avviene l’aggancio, nonché l’alterazione del processo di comparazione con i prezzi degli altri vettori che invece includono il bagaglio a mano.

 A Ryanair e Wizzair è stata irrogata una sanzione pecuniaria pari a, rispettivamente, 3 milioni e 1 milione di euro. Le compagnie dovranno comunicare all’Autorità entro 60 giorni le misure adottate in ottemperanza a quanto deciso.

 Roma, 21 febbraio 2019

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