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Natale do crisi, ma per l’albero spendiamo oltre 100€

Natale, per l’Albero si spendono 109 euro, per un presepe 105 euro, Adoc pubblica le guide all’acquisto di luminarie e abeti in sicurezza, per la campagna “RegaloSicuro

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Roma, 8 dicembre 2014 – Luminarie, alberi di Natale e presepi iniziano spuntare nelle case dei consumatori. L’Adoc ha calcolato che per addobbare un albero di Natale occorrono circa 109 euro, tra spesa per l’albero e addobbi vari. Un prezzo in linea con gli anni passati, anche per quanto riguarda la realizzazione di un presepe.

“Per comprare un albero e addobbarlo per intero quest’anno spenderemo 109 euro, lo 0,8% in più dello scorso anno – dichiara Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc – per l’albero la spesa varia dai 45 ai 120 euro, mentre per un set composto da luci per esterno, un centro tavola, una ghirlanda e due vetrofanie si spendono in media 50 euro. Prezzi stabili anche per i presepi, uno base costa circa 105 euro, appena l’1% in più dello scorso anno. I prodotti artigianali, con lavorazioni in legno o ceramica, costano circa il 10% in più, ma la qualità è migliore. Per chi non può permettersi, o non intende affrontare tale spesa, un set natività base costa in media 25,90 euro, lo stesso prezzo dell’anno scorso. Si risparmia e si mantiene viva la tradizione. Aumenta anche il numero di chi, per piacere o per necessità, si fa le decorazioni per il Natale da solo. Un bel modo di passare il tempo, magari insieme alla famiglia, e allo stesso tempo di decurtare sensibilmente le spese.”

L’Adoc, nell’ambito della campagna “RegaloSicuro”, presenta oggi due diverse guide: una sull’acquisto e sull’uso in sicurezza delle luminarie, l’altra sull’acquisto e sull’utilizzo degli alberi di Natale. Due utili vademecum che permetteranno di scegliere con attenzione e consapevolezza quali prodotti acquistare, e di utilizzarli nel modo più corretto al fine di evitare incidenti e situazioni spiacevoli.

Consigli per l’acquisto ed utilizzo sicuro delle luci di Natale:

1. Non acquistare prodotti di dubbia provenienza, verifica che il commerciante, negozio fisico o online, sia certificato. Le luci di Natale devono tassativamente attenersi ai requisiti di sicurezza della Direttiva 2006/95/CE e agli standard della EN60598

2. Luci di Natale: preferire prodotti certificati con un marchio di qualità, come IMQ, che garantisce che il prodotto è stato sottoposto a severi test prima di essere immesso sul mercato e che, anche durante la fase di commercializzazione, viene periodicamente controllato. Controlla che il prodotto riporti sull’etichetta il marchio di fabbrica, il nome dell’azienda produttrice/importatore, la marcatura CE, che sia dotato di istruzioni in lingua italiana e che riporti la specifica se si tratti di prodotto per uso interno e/o esterno

3. Usare prodotti specifici per gli esterni, riconoscibili, oltre che per l’indicazione per uso esterno, riportata sull’etichetta, perché hanno il cavo in gomma e sono segnati dalle sigle IP23 o IP44

4. Se volete riusare le luci dell’anno precedente, controllatene attentamente lo stato

5. Catena luminosa: predisporre una presa per ogni spina e, se non è possibile, usare una presa multipla

6. Se si usano alberi veri, evitare di nascondere le prese multiple mettendole a contatto con il terriccio, per evitare i rischi di dispersione

7. Per fissare una catena luminosa non utilizzare ganci metallici che, in caso di dispersione di corrente, fungerebbero da conduttori né metterle a contatto con decorazioni dell’albero metalliche;

8. Nei modelli in cui è possibile sostituire lampadine utilizzare solo luci dello stesso tipo e della medesima tensione, altrimenti c’è il rischio di corto circuito

9. Nel caso in cui non sia possibile sostituire le luci fulminate, si consiglia di non utilizzare la catena luminosa

10. Non lasciare le lucine accese quando si va a letto e non lasciarle incustodite.

Consigli per l’acquisto di alberi di Natale

1. Se volete comprare un albero nuovo, meglio scegliere un abete vero, coltivato da un produttore locale, in modo da ridurre l’impatto sull’inquinamento dovuto al trasporto. Fate attenzione all’altezza del vostro soffitto, in modo da prenderlo più basso e sistematelo lontano da caloriferi e spifferi.

2. Se invece preferite alberi artificiali, cercate prodotti Made in Italy, di qualità, in modo che possano durarvi il più a lungo possibile.

3. Evitate addobbi natalizi realizzati con materiali sintetici, difficilmente smaltibili. Potete decorare l’albero con materiali naturali quali pigne, gusci di noce,ecc.

4. Finite le festività, potete piantare l’albero vero in giardino, in un parco, in aiuola, purché dietro autorizzazione comunale in caso di spazi pubblici. In alcuni negozi, è possibile acquistare un abete in comodato d’uso.

5. Se non avete possibilità di ripiantarlo o muore, potete gettare l’abete alla raccolta differenziata, non nel cassonetto o direttamente con l’umido. Informatevi presso l’azienda per i servizi ambientali della vostra città/del vostro comune chiedendo del sito di compostaggio più vicino a casa vostra. Se avete un camino o una stufa, usate rami e tronchi come legna da ardere, e abbassate il riscaldamento.

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Trasporto ferroviario Lazio, firmato il protocollo per ridurre le controversie con gli utenti

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Questo è l’assessore ai trasporti della Regione Lazio Michele Civita . Oggi abbiamo firmato un accordo che prevede che in caso di problemi con le ferrovie regionali del Lazio i consumatori posso conciliare anziché litigare.

Non abbiamo risolto i problemi dei consumatori che subiscono ogni giorno disservizi abominevoli, ma abbiamo almeno iniziato qualcosa.

Ho chiesto a Michele Civita di farci capire cosa intende fare la regione sulla mobilità innovativa, visto che ormai il Lazio è una sola grande città di 6 milioni di abitanti e da alcuni punti si impiegano anche 3 ore per raggiungere il centro della capitale.

Insomma non chiediamo Hyperloop Transportation Technologies . Il Governo americano ha appena approvato la richiesta preparare gli scavi tra la 53esima strada di New York e Washington D.C., luoghi che nei progetti di Elon Musk possono essere raggiunti in 29 minuti di viaggio, divisi da 364 chilometri di rete stradale che attualmente si possono percorrere in circa 3 ore.

Il Lazio sembra essersi fermato ai tempi della #ciociara di Sofia Loren. Quando dalla provincia si arrivava a #roma a dorso del mulo o i più fortunati in bicicletta monomarcia (come mi raccontava mio nonno).

Alcuni land tedeschi hanno annunciato da pochi giorni che sperimenteranno il trasporto pubblico gratuito per combattere l’inquinamento urbano.

 

Il Lazio che farà? Visto che è una delle aree urbane più popolose d’europa?

Lo sapremo solo dopo il #4marzo !!!

Codici Associazione Consumatori Luigi Gabriele

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Consumatori

Bollette della luce come per l’acqua, da oggi pagheremo la corrente anche ai morosi e le aziende non potranno più fallire

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Codici: ecco l’ultima perla dell’Autorità per l’energia, la socializzazione integrale della morosità

“Quando ci sono da socializzare i profitti si chiamano in causa le aziende, quando invece si devono spalmare i debiti si chiama il consumatore – afferma Luigi Gabriele di Codici – l’ultima perla di questa Autorità per l’energia, la peggiore Autorità di tutti i tempi”.

Dopo il Canone Rai anche l’evasione delle bollette elettriche verrà spalmata su tutti i consumatori in bolletta, verrà qui inserita un’altra voce che costituirà il contributo che verrà pagato da tutte le famiglie per coprire i costi lasciati dai clienti morosi, quindi chi paga la bolletta elettrica, già salata a prescindere dal proprio consumo in seguito alla nuova riforma tariffaria, dovrà pagare anche per chi la evade.

Ovviamente questo provvedimento andrà a danneggiare i consumatori ed andrà invece a salvaguardare le aziende, queste morosità infatti hanno in passato portato al fallimento di alcune di esse del mercato libero.

Già esiste Il CMOR, e cioè il coefficiente per morosità delle utenze energia, cioè il corrispettivo eventualmente addebitato dal nuovo fornitore di energia al cliente finale, il quale abbia situazioni di morosità pregressa nei confronti del suo precedente fornitore di energia elettrica. A causa di un inadempimento contrattuale nei confronti del precedente, il cliente finale moroso diventa quindi debitore per il pagamento del corrispettivo CMOR nei confronti dell’attuale fornitore.
Ingiusto ma perlomeno rimaneva configurato tra moroso e nuovo fornitore.

Oggi si aggiunge l’integrale spalmatura a tutti gli utenti degli oneri non pagati dai morosi. Questo è drammatico, ma questa Autorità già lo ha reso operativo nel servizio idrico da un paio di anni, per questo in alcuni luoghi le bollette sono stratosferiche, oggi il problema è che lo stesso principio viene esteso all’elettricità.

Come sempre il bancomat d’Italia, il consumatore, subirà anche il rastrellamento delle morosità elettriche che ammonterebbero a 200 milioni di euro.

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Bollette. Cos’è la truffa del POD e come difendersi

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Il cosiddetto Point Of Delivery è il codice identificativo dell’utenza di energia elettrica di un singolo consumatore

 

La “truffa del POD” è solo uno degli inganni che purtroppo continuano ad affliggere il nostro paese, ma sta diventando giorno dopo giorno più rilevante. Una truffa che può venire attuata sia dal vivo che tramite telefono e che ha l’obiettivo di estorcere al consumatore informazioni preziose per intestargli (di nascosto) nuovi contratti più onerosi.

Iniziamo col dire che il POD, ovvero il Point Of Delivery, è un codice che identifica l’utenza di energia elettrica di ciascuno di noi: viene riportato all’interno della bolletta della luce e, purtroppo, conoscerlo spesso e volentieri è sufficiente per richiedere un cambio di contratto anche senza informare il diretto interessato.

La truffa del POD può avere luogo sia attraverso un operatore porta a porta che attraverso una semplice telefonata e si svolge bene o male nelle seguenti modalità: l’utente viene contattato da un soggetto che si qualifica come operatore della compagnia in questione e chiede per l’appunto di avere il codice POD, fingendo spesso e volentieri di averne bisogno per verificare inconvenienti immaginari o per applicare tariffe più convenienti.

Il primo modo per difendersi da questo tipo di truffa consiste ovviamente nel non comunicare il proprio POD e non consegnare vecchie bollette. La stessa richiesta di questo tipo di informazioni deve suonare come un vero e proprio campanello d’allarme, visto che il vostro fornitore di energia elettrica è sempre e comunque a conoscenza del vostro codice identificativo.

Un altro consiglio, in caso di contatto telefonico, è quello di non pronunciare la parola “sì”: è infatti possibile che venga letteralmente “tagliata” ed “incollata” ad arte per venire trasformata in un assenso a proposte contrattuali che in realtà non sono mai state sottoposte all’attenzione del contraente.

Se vi rendete conto di avere subito la truffa del POD, o se e ritenete di avere ricevuto una visita o una telefonata sospetta, contattate immediatamente sia il vostro fornitore di energia elettrica sia la Polizia. Questi raggiri vanno combattuti e da questo punto di vista noi di CODICI siamo da anni a disposizione, per fornire una consulenza ed aiutare i cittadini ad orientarsi in quella che purtroppo a volte sembra una giungla. Il nostro sportello legale è sempre aperto, quindi non abbiate timore di segnalarci eventuali comportamenti scorretti: il nostro numero di telefono è lo 065571996, mentre la nostra mail è segreteria.sportello@codici.org.

 

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