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Nelle grandi citta’ il mattone rende il 4,8%

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29.05.2017

L’analisi dei rendimenti delle abitazioni nelle principali città italiane ci dice che il rendimento annuo lordo nelle grandi città italiane si è attestato intorno al 4,8%, in crescita dello 0,1% rispetto ad un anno fa.

 

L’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa ha messo a confronto le dinamiche di crescita dei prezzi degli immobili, dei canoni di locazione e dei rendimenti, nel periodo che va dal 2004 al II semestre 2016.

L’analisi è stata effettuata nelle grandi città italiane. La curva dei prezzi è stata calcolata facendo riferimento alle variazioni degli immobili per quanto riguarda il compravenduto della tipologia “medio usato” (immobili con caratteristiche e finiture non di particolare pregio ma neppure economiche e con più di 10 anni di età).

L’andamento delle variazioni dei canoni di locazione nel tempo è stato elaborato sul bilocale.

Tra le grandi città quelle che hanno il rendimento annuo lordo da locazione più elevato sono Verona (5,9%) e Palermo (5,4%).

 

CITTA’ RENDIMENTO ANNUO LORDO (%)
Bari 4,7%
Bologna 4,6%
Firenze 4,1%
Genova 4,9%
Milano 5,0%
Napoli 4,6%
Palermo 5,4%
Roma 4,3%
Torino 4,5%
Verona 5,9%

 

Nota: il rendimento annuo lordo di un immobile in locazione è il rapporto tra i canoni di locazione annui (cioè la somma delle 12 mensilità) e il capitale investito per l’acquisto dell’immobile.

Fonte: Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa

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Fatturazione a 28 giorni: oggi incontro tra Agcom e consumatori. Restituite i soldi!

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Codici intima agli operatori di restituire i soldi, annuncia azione di classe e procederà per indebito arricchimento

Sono 16,6 milioni i clienti della telefonia fissa secondo i dati dell’Osservatorio Agcom (ultimo trimestre 2017), ipotizzando una media di 20€ cadauno indebitamente incassati dagli operatori, tenendoci bassi, ebbene questi ultimi avrebbero percepito ben 3,2 miliardi di euro.

Nonostante le cifre da capogiro di cui sopra, gli operatori continuano a mettersi di traverso, non solo in merito ai rimborsi richiesti che di diritto spetterebbero ai consumatori, ma anche in merito a modalità e tempistiche dello storno dei giorni. Tanto è vero che, non è stato possibile renderlo efficace a partire sin da aprile, considerato troppo vicino per un corretto adempimento da parte degli operatori, secondo il Tar, che con provvedimento presidenziale del 26 marzo scorso, anche se affermava la ragionevolezza dello storno dei giorni, sospendeva lo stesso, perché appunto troppo prossimo temporalmente.

Codici all’incontro odierno ha ribadito che: è finito il tempo della negoziazione e che rispetto alle modalità e alle tempistiche per la restituzione di quanto le aziende hanno sottratto, sono state già a lungo agevolate.

Inoltre non è chiaro nemmeno di che cifre si stia parlando, perché non si sa esattamente quanti siano i consumatori coinvolti.

“L’Autorità deve emettere un provvedimento che stabilisca la restituzione delle somme ai consumatori nel più breve tempo possibile”, afferma Luigi Gabriele di Codici.

“Così come sono stati celeri a sottrarre i soldi, dopo che li avevamo, con una nota formale invitati a fare un passo indietro, oggi non intendiamo più avere un atteggiamento distensivo e pertanto non ci sono più le condizioni per negoziare alcunché continua Luigi Gabriele. Inoltre si parla sempre di danno per le aziende ed il loro bilancio, non c’è mai una chiara e netta presa di posizione in favore del consumatore che rimane sempre e comunque il bancomat preferito da tutte le aziende. Ancora, l’adeguamento del software aziendale per i rimborsi o lo storno dei giorni, non è un nostro problema, e comunque quanto è stato semplice e veloce adeguare il sistema informatico per percepire la tredicesima mensilità!”, tuona Luigi Gabriele.

Codici, qualora non venissero restituite le somme indebitamente percepite, avvierà un’azione di classe, è finito il tempo della comprensione.

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#svuotacarrello, colpiti persino assorbenti e profilattici

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Continua la nostra inchiesta sullo “svuotacarrello”, i rincari nascosti al supermercato. Parleremo inoltre dei rischi dei conti correnti e delle garanzie dei prodotti difettosi. L’appuntamento su Rai3 con Salvo Sottile ospite Luigi Gabriele

Per rivedere l’intera puntata ecco il link

Di seguito le video pillole dei momenti più importanti.

 

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ARERA: Davide Crippa paladino della trasparenza e chiarezza

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Ieri (n.d.r 17 aprile 2018) alla Camera dei Deputati nella COMMISSIONE SPECIALE PER L’ESAME DI ATTI DEL GOVERNO si è discusso DL 30/2018: Misure urgenti per assicurare la continuità delle funzioni dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA). C. 484 Governo.

Un provvedimento molto importante perché se da una parte assicura la continuità regolatoria, dall’altra evita che si abusi della situazione provvisoria per fare provvedimenti che esulano la tutela del consumatore e del mercato.

L’AEREA che ormai gestisce energia, gas, acqua e da qualche mese anche i rifiuti, si pone al centro delle vite dei cittadini ed oggi più che mai,ha bisogno di riconquistare credibilità e tutelare gli interessi dei consumatori.

Non sono molti i politici italiani che si occupano di questo tema, ma ce ne sono alcuni come Davide Crippa del M5S, che si mostrano competenti e altamente sensibili.

Importanti le sue dichiarazioni a verbale nel bollettino delle giunte e commissioni.

Riportiamo l’estratto delle sue dichiarazioni.

Davide CRIPPA (M5S) segnala innanzitutto che il proprio gruppo già in occasione dell’esame dell’ultimo disegno di legge di bilancio aveva presentato proposte emendative volte ad assicurare la continuità delle funzioni dell’ARERA, che non furono approvate dalla Commissione bilancio.
Proseguendo, si dichiara preoccupato per le modalità con le quali è stata disposta la proroga delle funzioni degli attuali componenti, giacché il termine previsto per la decorrenza dei novanta giorni è un termine futuro ed incerto che fa riferimento all’insediamento del primo
Governo formato successivamente alla data di entrata in vigore del decreto-legge.
Al riguardo osserva come l’insediamento di un nuovo Governo potrebbe avvenire in tempi non brevi e che in tal modo si limiterebbero alla sola ordinaria amministrazione e agli atti indifferibili ed urgenti, le funzioni dell’Autorità, in una fase, quale quella attuale del completo passaggio al libero mercato dell’energia, che richiederebbe invece una pienezza di poteri. In merito propone quindi di svolgere un’audizione di rappresentati dell’Autorità per comprendere con maggiore chiarezza quale sia il perimetro degli atti indifferibili e urgenti, che potranno essere compiuti dall’Autorità stessa in regime di prorogatio.

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