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Nevicata del 2010, automobilisti bloccati a Firenze sull’A1. Autostrade sanzionata per i disagi

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Cittadini bloccati in macchina per 30 ore. Autostrade per l’Italia sanzionata per 350mila euro

Il TAR ha respinto il ricorso di ASPI. Grande vittoria di AGMC e CODICI: la causa dura da quasi 8 anni…

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (TAR) ha respinto il ricorso presentato dalla società Autostrade per l’Italia S.P.a. e di fatto ha confermato la sanzione di 350mila euro impostale dall’Autorità Garante della Concorrenza del Mercato (AGMC), con l’intervento di CODICI, per avere posto in essere una pratica commerciale scorretta, che è consistita nel rilascio agli utenti di informazioni incomplete ed intempestive in relazione alla effettiva situazione di viabilità su tratte autostradali in concessione in situazioni di particolare criticità, per altro senza predisporre adeguate misure emergenziali di gestione del traffico e/o dell’infrastruttura autostradale.

L’Associazione CODICI è intervenuta nel procedimento giudiziario, a fianco dell’Autorità, per ribadire la condotta scorretta della soc. Autostrade alla luce degli articoli 20, comma 2, 22, 24 e 25 del Codice del Consumo, che sanzionano le condotte commerciali scorrette e le pratiche aggressive ingannevoli.

La condotta esaminata fa riferimento nello specifico ai giorni 17 e 18 dicembre 2010 nel tratto autostradale fiorentina(Autostrada A1 Milano/Napoli, direzione nord, in prossimità di Firenze). Giorni in cui, a seguito di precipitazioni nevose , come testimoniato da diversi consumatori che si sono rivolti a CODICI, si era verificato un blocco continuativo della viabilità per circa 30 ore. Proprio le segnalazioni dei consumatori sono state fondamentali per accertare l’assenza di informazioni corrette e tempestive circa le effettive condizioni di viabilità sul tratto in questione: sia attraverso il canale Isoradio, sia tramite pannelli a messaggio variabile (PMV).

Inutile sottolineare che una tempestiva comunicazione dello stato di crisi di cui sopra avrebbe potuto evitare, o per lo meno attenuare, i disagi conseguenti al blocco della circolazione. A ciò si aggiunge la totale inadeguatezza dal punto di vista della gestione dell’emergenza, con cittadini bloccati in galleria per circa 10 ore, che non hanno ricevuto alcun tipo di assistenza ed hanno passato la notte al freddo e senza cibo. A ciò si aggiunga inoltre che una precipitazione nevosa su un tratto appenninico, per quanto intensa, non può essere considerata un evento eccezionale tale da abbassare il livello medio di diligenza che ci si aspetta da ASPI.

L’Associazione CODICI ha ribadito, nel corso del giudizio, i contorni della vicenda: se i cittadini avessero avuto comunicazione preventiva dello stato in cui versava il tratto autostradale in questione, avrebbero optato per percorsi alternativi, evitando situazioni di disagio e, tra l’altro, rendendo più semplice la risoluzione della crisi in atto. Per il resto è chiaramente inaccettabile che, dinnanzi a quella che era diventata una vera e propria emergenza, non si sia trovato il modo di fornire quanto meno cibo e bevande a centinaia di persone impossibilitate a muoversi.

Queste le dichiarazioni di Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di CODICIAccogliamo con soddisfazione la decisione del TAR, così come accogliamo con soddisfazione ogni decisione orientata a tutela dei consumatori. Ci teniamo soprattutto a ribadire ancora una volta ai cittadini che ottenere giustizia è possibile: non scoraggiatevi, non fatevi impressionare e, soprattutto, affidatevi a professionisti seri”.

Se avete subìto un torto non restate con le mani in mano. Lo sportello legale di CODICI è sempre aperto: per contattarci o avere ulteriori informazioni sulla nostra attività potete visitare il sito www.codici.org, inviare una mail all’indirizzo segreteria.sportello@codici. org, o telefonare al numero 065571996.

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Consumatori

MUTUI PRIMA CASA- Appello ADICONSUM al Governo: rifinanziare presto

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Appello di Adiconsum al Ministro dell’Economia, Giovanni Tria:
rifinanziare al più presto il Fondo Consap per l’acquisto della prima casa.
Nessun onere a carico dello Stato per il rifinanziamento

15 gennaio 2019 – Sulla nostra pagina facebook continuano ad arrivare numerose richieste di consumatori in merito al rifinanziamento del Fondo Consap per l’acquisto della prima casa, lamentando anche il fatto che, a dispetto delle esigue risorse rimaste ma comunque ancora presenti, alcuni istituti di credito stanno declinando le domande di accensione dei mutui con questa modalità già da alcuni mesi – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale.

Lo scorso novembre – prosegue Danilo Galvagni, Vice Presidente di Adiconsum –  ci eravamo attivati lanciando l’allarme sull’imminente esaurimento delle risorse del Fondo Consap, inviando una lettera al Ministro, Giovanni Tria, chiedendo, oltre  ad un intervento urgente di rifinanziamento, anche l’apertura di un Tavolo con tutti gli stakeholder, comprese le Associazioni Consumatori, per omogeneizzare le regole e aumentare le opportunità. Questa lettera, purtroppo, al momento è ancora disattesa.

Il Fondo di garanzia Consap – continua Galvagni – ha svolto in questi anni un duplice ruolo: di tutela sociale, da un lato, permettendo l’accesso al credito anche a quelle persone prive di determinati requisiti (si pensi in primis al lavoratore con contratto di lavoro atipico) e di volano nel settore dell’edilizia, dall’altro.

Rivolgiamo, quindi, un appello al Ministro dell’Economia Tria – conclude De Masi – affinché intervenga al più presto per rifinanziare il Fondo, considerato che tale operazione non richiede alcun onere a carico dello Stato.

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Consumatori

Guerra TAXI vs NNC, secondo l’antitrust va liberalizzato il settore

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è stata sentita in audizione informale dinnanzi alla IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni) della Camera dei Deputati in merito al disegno di legge di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2018, n. 143 “Disposizioni urgenti in materia di autoservizi pubblici non di linea”. 
Nel corso dell’audizione è stato evidenziato come nel settore della mobilità non di linea si sia sviluppata nei tempi più recenti una domanda molto estesa e diversificata di servizi che tende a non distinguere più tra attività soggette a obblighi di servizio pubblico (taxi) e attività di mercato (NCC) e che, legata ad un concetto di mobilità urbana di tipo intermodale di servizi, fa ampio ricorso ai nuovi strumenti resi possibili dall’innovazione tecnologica.

In questo quadro, qualunque riforma organica della disciplina di settore dovrebbe avere quale obiettivo ultimo il pieno soddisfacimento delle nuove esigenze dei consumatori, affinché gli stessi possano trarre pieno beneficio dalle innovazioni tecnologiche e dai mutamenti intervenuti nelle modalità di offerta dei servizi.

A tale riguardo, l’Autorità ha posto in luce come le modifiche introdotte dal Decreto in via di conversione non appaiano andare nella direzione auspicata. Il mantenimento infatti di vincoli nelle modalità di prenotazione dei servizi e delle restrizioni territoriali all’offerta di servizi NCC, unitamente all’inutilizzabilità delle piattaforme tecnologiche e alla moratoria nel rilascio di nuove autorizzazioni, tenderà a rendere sempre più difficile l’incontro della domanda e dell’offerta, con l’effetto di deprimere il benessere dei consumatori finali in termini di minore ampiezza e qualità dei servizi offerti e di prezzi più elevati.

        Sulla base di tali considerazioni, l’Autorità ha ribadito il proprio favore a un disegno di riforma complessiva della normativa del settore della mobilità non di linea secondo le linee avanzate nelle sue numerose segnalazioni in senso pro-concorrenziale e nel rispetto rigoroso del principio di proporzionalità.

Nelle more di tale processo di riforma, l’Autorità ha sottolineato la necessità di procedere, in sede di conversione, a modificare quelle parti del Decreto idonee a mantenere o addirittura a rafforzare ingiustificate restrizioni concorrenziali nel settore della mobilità non di linea.

In particolare, l’Autorità ha suggerito di: i) eliminare ogni limitazione alle modalità di prenotazione del servizio di NCC; ii) abrogare le norme della legge n. 21/92 che di fatto determinano restrizioni territoriali all’operatività delle imprese NCC; iii) abrogare la norma che introduce una moratoria al rilascio di nuove autorizzazione NCC sino alla realizzazione del registro nazionale.

Roma, 16 gennaio 2019

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Consumatori

CONSOB: verso la nomina di Marcello Minenna. OK dei consumatori

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16 gennaio 2019 – Esprimiamo soddisfazione per le dichiarazioni dei leaders di maggioranza di voler procedere alla copertura della presidenza della Consob, già dal prossimo Consiglio dei Ministri, indicando nella persona di Marcello Minenna, il candidato da nominare.

Consideriamo il prof. Minenna, la sua storia personale e la sua indipendenza dalla politica e dai poteri finanziari, una figura di garanzia per i risparmiatori e per i cittadini tutti, al fine di contrastare le distorsioni e le problematiche che si sono determinate, spesso causate dal potere delle elite finanziarie. 

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