L’Associazione Consumatori CODICI chiede al Senato l’approvazione definitiva della proposta di legge sulla Class Action a tutela dei cittadini.

La legge (atto n. 1335), già approvata all’unanimità alla Camera dei Deputati, è bloccata nella Commissione Giustizia del Senato dal 3 giugno 2015. Più di un anno di totale immobilità, quindi, che non può essere più tollerato.

 

La legge prevede la tutela e il riconoscimento dei diritti collettivi dei cittadini contro lo strapotere, spesso illegittimo, delle lobby assicurative, bancarie, petrolifere, finanziare e delle multiservizi.
L’approvazione di questa proposta di legge appare necessaria se pensiamo ai casi più eclatanti degli ultimi anni, come il caso Volkswagen o gli scandali bancari e finanziari, per citarne uno, quello delle quattro banche popolari. E lo è ancora di più dinanzi alla moltitudine di truffe e raggiri, come le attivazioni non richieste fatte da operatori dell’energia o della telefonia, o le sempre più usuali truffe on-line. Ma è ugualmente necessaria anche se ipotizziamo i casi che potrebbero verificarsi in questi mesi sempre nel settore bancario e finanziario. Risulta evidente che se avessimo avuto la Class Action, avremmo avuto un modo per correre ai ripari nell’eventualità di tali situazioni. Avremmo un paese più giusto, dotato di uno strumento che garantisca giustizia.

Mentre la proposta di legge sull’azione di classe è bloccata da un anno, il Governo sta dando origine ad una legge sulla concorrenza che  introduce peggioramenti ancora maggiori ai diritti dei consumatori e dei mercati. Si pensi che l’abolizione del mercato di tutela per l’energia e il gas porterà all’obbligo, per 32 milione di utenze, di scegliere necessariamente un fornitore altrimenti si vedranno rincarare la fornitura di circa il 40%.

“Per tali motivi, chiediamo espressamente –dichiara Luigi Gabriele Affari Istituzionali Codici– che il DDL Concorrenza non venga approvato se, contestualmente, non è stata approvata la legge sull’azione di classe. Ci appelliamo, dunque, ai senatori, ai deputati e soprattutto al ministro della Giustizia Orlando, affinché non passi una legge sulla concorrenza di questo tipo senza aver prima posto un contraltare come la legge sull’azione di classe”.