Seguici su

Consumatori

Nissan Qashqai GPL 1600 difettose, Codici le guida in tribunale

Caso Nissan, prima udienza il 30 settembre

La prima udienza dell’azione inibitoria di CODICI verso Nissan è stata stabilita per il prossimo 30 settembre

Pubblicato

il

Roma, 15 luglio 2015 – È stata fissata per il prossimo 30 settembre la prima udienza di presentazione delle parti per il caso Nissan. Questa la vicenda per tappe.

La prima comunicazione risale a marzo dell’anno scorso. Il proprietario di una Nissan Qashqai 1600, su cui era stato montato un impianto Gpl da un’officina autorizzata, lamentò a CODICI alcuni problemi: la macchina in salita arrancava fino a spegnersi. Un rischio elevato per la vita del guidatore, dei passeggeri e di chi gli sta intorno. A questa segnalazione ne sono giunte in seguito delle altre.

All’origine dei problemi vi era l’installazione dell’impianto gpl che dava luogo a disservizi di varia natura, fra cui generiche difficoltà di carburazione e la recessione delle sedi delle valvole.

CODICI ha immediatamente bussato al servizio consumatori dell’azienda automobilistica giapponese. “Nonostante la casa madre abbia inizialmente dimostrato interesse nell’ascoltare i reclami – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale CODICI –, ad esempio, grazie a una serie di incontri, l’Associazione era riuscita a ottenere l’impegno a richiamare tutti i proprietari che lamentavano i disservizi per valutare i casi e provvedere ai rimborsi, successivamente, la risposta è stata deludente. I buoni e i rimborsi sono risultati, infatti,  totalmente insufficienti a fronte di spese per riparazioni anche superiori i 1600 euro. Inoltre non è stata data loro alcuna garanzia che a seguito del servizio di manutenzione operato sui veicoli i problemi non si ripetano”. Per questi motivi CODICI ha deciso di intraprendere un’azione inibitoria contro Nissan.

Nell’azione inibitoria di CODICI è stato sottolineato il pericolo che questo difetto di fabbricazione può arrecare alla sicurezza del guidatore e delle altre persone. A fondamento di questo rischio sono state riportate le testimonianze di molti consumatori vittime di episodi fra loro simili. Ad esempio un automobilista di Bergamo ha ricordato come, superati i 90.000 km, la sua macchina abbia iniziato a spegnersi in salita. “L’ho fatta vedere dal mio meccanico il quale non è stato in grado di risolvermi il problema se non dicendomi che le Nissan hanno questo difetto e che non si può fare niente se non cambiare la testa del motore con 1500/2000 euro”, ricorda il consumatore nella sua segnalazione inserita nell’atto

Vi ricordiamo che per partecipare è necessario iscriversi al sito di codici www.codici.org e accedere alla pagina del modulo. Il termine per aderire coincide con la prima udienza che il tribunale deciderà di fissare. E’ possibile contattare l’Associazione all’indirizzo mail sportello.codici@codici.org oppure al numero 06 5571996 (Lun. – Ven. dalle 13.30 alle 18.30).

Per maggiori informazioni clicca qui

Per conoscere il parere del Segretario Nazionale CODICI CLICCA qui

Clicca per commentare

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply

Consumatori

Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

Pubblicato

il

Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

Continua a leggere

Consumatori

Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

Pubblicato

il

La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

Continua a leggere

Consumatori

Paghereste un caffè l’80% in più della media? La polemica su Starbucks a Milano

Pubblicato

il

Starbucks, il colosso del caffè americano sbarca in Italia con il primo mega store a Milano: per il nostro Paese si tratta di una piccola rivoluzione culturale che da una parte, sicuramente, amplia la concorrenza tra bar e caffeterie, dall’altra suscita qualche perplessità sui costi, davvero molto alti. Pagare un caffè espresso 1,80 è davvero esagerato, senza contare i 3,50 euro del caffè americano, per poi salire di prezzo per caffè più sofisticati: è l’80% in più rispetto alla media milanese!

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili dell’Osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico, infatti, che utilizza i prezzi ufficiali rilevati dagli Uffici comunali di statistica nell’ambito della rilevazione mensile dell’Istat, in media il caffè espresso a Milano costa 1 euro, 1,10 euro la quotazione massima. Da Starbucks, quindi, si paga l’espresso, mediamente, 80 centesimi più rispetto al resto della città, 70 centesimi di differenza considerando i bar più cari. Considerato che per molti il caffè al bar è un’abitudine giornaliera irrinunciabile, diventa quasi un lusso!

Ma quanto costa, invece, il caffè fatto in casa? In generale utilizzando 7 grammi di miscela,  il caffè casalingo costa mediamente 12 centesimi, quindi andare da Starbucks ci costa il 2471% in più della tazzina di caffè home made.

Non tutti sanno però che il costo del caffè di casa dipende anche dallo strumento utilizzato: una tazzina di caffè con la tradizionale moka costa infatti circa 0,12 centesimi, mentre con la macchinetta a capsule 0,41 centesimi; per sapere qual è la macchinetta per il caffè più adatta alle diverse esigenze e confrontare i prezzi del caffè fatto con moka, macchinetta automatica, a capsule o a cialde, leggi la nostra indagine Quanto ci costa un caffè espresso fatto in casa

Autore: Unione Nazionale Consumatori

Continua a leggere