Pietro Giordano, Adiconsum:

L’etichetta nutrizionale non può ridursi ad un semaforo.

Nel semestre di presidenza europeo il Governo italiano si adoperi per scongiurare l’adozione di tale etichettatura.

Le conseguenze, per i consumatori da un lato e per le aziende dall’altro, sarebbero disastrose.

Si realizzi invece un piano straordinario di informazione sulla corretta alimentazione rivolta a giovani e meno giovani con il contributo delle Associazioni Consumatori

Il meeting di Rimini è stato occasione per riportare l’attenzione sulle c.d. “etichette a semaforo” già introdotte nel Regno Unito ed in alcuni Paesi del mondo anglosassone e di prossima introduzione anche in Francia e quindi a catena nei Paesi francofoni.

Da subito ci siamo schierati contro l’etichetta a semaforo, scrivendo alla Commissione europea perché non accogliesse la proposta avanzata dalla Gran Bretagna e si facesse invece garante dei prodotti Made in Italy – dichiara Pietro Giordano, Presidente nazionale di Adiconsum – Così come abbiamo scritto al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sottolineando come il Semestre di Presidenza italiano dell’Unione europea e la manifestazione Expo 2015 devono rappresentare un’occasione per costruire una maggiore consapevolezza verso un settore che di tutto ha bisogno, tranne che di barriere protezionistiche occulte e di opacità informativa verso i consumatori. Le etichette devono diventare vere e proprie carte d’identità degli alimenti per mettere in grado il consumatore di scegliere l’alimento meno nocivo alla propria salute. Necessario realizzare un piano straordinario di informazione sulla corretta informazione rivolta a giovani e meno giovani con il contributo delle Associazioni dei Consumatori