Il Sen. Bianco dichiara che il Ddl Sanità tutela gli operatori. E i cittadini?

Nonostante il no al referendum i loro interessi continuano a non essere tutelati

Il voto del Senato è previsto entro la fine dell’anno. Dalla sessione del Forum Risk management di Firenze dedicata al Ddl sulla Responsabilità professionale, alcuni interventi che ci lasciano basiti, ovvero quelli dei relatori del Ddl.

Il presidente della Commissione Igiene e Sanità Emilia Grazia De Biasi respinge le accuse che inquadrano la norma come sbilanciata in favore dei professionisti a discapito dei cittadini, così Amedeo Bianco Sen. Pd e Relatore al Senato e Federico Gelli (Pd) che è stato relatore del testo alla Camera.

Difendono il provvedimento che è in attesa di essere approvato al Senato, affermando che si tratta di una legge molto moderna che cambia la cultura della sicurezza nel nostro Paese e che garantisce una possibilità di indennizzo più rapido e certo per i cittadini che dovessero subire un danno dal sistema sanitario. Certo dimenticando a questo proposito di dire che l’onere della prova ricade sul paziente quindi spetta a quest’ultimo dimostrare il danno subito, attraverso quale accesso ai dati, dato che con gli ultimi emendamenti presentati è saltato del tutto l’articolo 4 sulla trasparenza dei dati delle prestazioni sanitarie, fra cui la documentazione clinica del paziente.

Sostengono inoltre gli ulteriori passi in avanti dovuti all’affidamento all’Istituto Superiore di Sanità della validazione dell’accreditamento delle linee guida da parte delle Società scientifiche: è una cosa straordinaria affermano! Anche in questo caso vi è una condivisione di principio nell’individuare comportamenti conformi atteso i gravi dislivelli di preparazione e di aggiornamento degli operatori sanitari nelle diverse parti del nostro Paese, ma le linee guida sono realizzate da società scientifiche  per loro natura privata, con i conseguenti possibili conflitti di interesse.

Fine ben preciso è anche quello di rimettere mano a tutto il sistema del contenzioso sanitario, infatti in seguito alla maggior tutela verso gli operatori che ne deriverà, anche Ania e le imprese assicuratrici potranno operare con maggiore serenità. Sono così state create le condizioni per far rientrare le assicurazioni in fuga dal sistema.

Ma noi ci chiediamo, in tutto questo la tutela del cittadino dove sta? Infatti è vero è stato fatto un ottimo lavoro ma sulla tutela degli operatori, non del cittadino. 

La vittoria del no al referendum non ha insegnato nulla agli Onorevoli che si stanno occupando di questo Ddl, da noi ribattezzato Salvamedici?