Roma, 13.09.2017. Ius soli? Lo Ius esiste già, da 25 anni. Pochi se ne sono accorti ma questo diritto è presente nel nostro ordinamento dal 1992, cioè dalla “Prima Repubblica”.
Lo ricordavamo tempo fa (1), ma l’informazione che abbiamo trasmesso è stata ignorata.
Infatti, la legge n.91 del 1992, all’art. 4, comma 2, prevede che: “Lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore eta’, diviene cittadino se dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dalla suddetta data”.
Ricordavamo che si tratta di un diritto soggettivo (non una concessione dello Stato), condizionato alla sussistenza di tre requisiti:
1) essere nati in Italia;
2) aver risieduto ininterrottamente in Italia fino ai diciotto anni;
3) rendere dichiarazione di volontà di essere cittadino italiano (elezione di cittadinanza) entro un anno dal compimento della maggiore età.
Quindi a ben vedere, la normativa attualmente in vigore, se da un lato costringe il minore ad attendere il diciottesimo anno di età per poter scegliere la cittadinanza italiana, dall’altra ha applicazione più ampia poiché non richiede la titolarità, da parte di un genitore, del permesso di soggiorno comunitario per soggiornanti di lungo periodo.
Compito dei media sarebbe quello di informare ma, come siamo sempre più convinti, i giornali servono a vedere che giorno è, i tg a sentire le previsioni meteo e i “talk show” a rincretinire il popolo (serie webeti).
Primo Mastrantoni, segretario Aduc