Come informa Il Fatto Alimentare, il motivo del ritiro è la presenza di deossinivalenolo (o DON o vomitossina), una micotossina appartenente al gruppo dei tricoteceni prodotta da alcune specie di Fusarium (F. graminearum, F. culmorum, ecc..). Le micotossine sono presenti in molti alimenti come cereali, frutta secca, legumi, spezie, cacao, caffè, latte. La loro pericolosità sulla salute si riversa sul lungo periodo, non si percepiscono effetti nell’immediato. Elemento che rende il pericolo per l’uomo ancor più subdolo. L’allerta assume dimensioni rilevanti, visto che il prodotto potrebbe essere stato venduto anche in altre regioni italiane. I consumatori come devono reagire? Stanno correndo dei pericoli?

“Ancora una volta il Ministero tace – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Non diffonde le notizie, non allerta i consumatori, che rimangono esposti al rischio perchè all’oscuro di tutto. Perché questo silenzio?”.
Dovrebbe essere un obbligo per il Ministero della Salute informare tempestivamente i consumatori, spiegare l’esistenza o meno di eventuali pericoli per la salute, mostrarsi disponibile a rispondere a tutte le domande che pongono i consumatori. Invece il silenzio rimane assordante. Perché questo atteggiamento?

Le problematiche che emergono palesemente dalle ultime e frequenti notizie di allerte alimentari mostrano chiaramente l’urgente necessità di ampliare i controlli su tutta la filiera alimentare, dalla produzione, al confezionamento, alla conservazione. Se gli allarmi continuano a perpetuarsi, è chiaro che un primo passo da fare sarebbe quello di ripensare alle azioni da implementare per salvaguardare la salute dei consumatori in campo alimentare.