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Nuova emergenza “Spread”: banche e finanziarie temono, ma a rischio sono ancora i risparmi delle famiglie.

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  dell’Avv. Francesco Luongo – Presidente Nazionale del Movimento Difesa del Cittadino

 

Ci risiamo! Il segnale: “Ok panico!” si è di nuovo illuminato in tutti i principali media nazionali in cui è un unico: “allarme! Spread, Agenzie di rating, Commissione Europea, BCE”. Un film già visto nel 2011, quando il differenziale tra il tasso di interesse tra BTP e Bund tedeschi giunse a toccare i 575 punti. Come da copione anche la “letterina”, stavolta della Commissione e non della BCE, con il severo monito di Bruxelles contro il 2,4% di “deficit” previsto dal Governo Conte ritenuto comunque eccessivo rispetto al tetto di Maastricht è del 3%, su un debito pubblico che ammonta a 2.302miliardi di euro. Ma proprio mentre un cupo terrore di perdere casa e averi viene generosamente elargito agli italiani a reti unificate, ecco che, leggendo il puntuale declassamento dei titoli di stato a Baa3 da Baa2 da parte di  Moody’s, viene fuori la colpa fondamentale del Belpaese e dei suoi abitanti, ovvero che: le famiglie italiane hanno elevati livelli di risparmio, un paracolpi importante sui futuri shock e anche un’importante potenziale fonte di finanziamento per lo Stato. Non ci soffermeremo sul patteggiamento di Moody’s del gennaio 2017 per 864 milioni di dollari con il Dipartimento di Giustizia USA o sui 1,37 miliardi di dollari a carico di Standard & Poor’s, colpevoli di aver falsato il rating dei mutui ipotecari tossici che portarono alla crisi del 2008. E’, invece, il risparmio degli italiani, tra i cittadini meno indebitati dell’Europa occidentale, a rappresentare la vera ossessione per la finanza internazionale e per la burocrazia economica dell’UE e di alcuni Paesi “amici”. Un enorme salvadanaio di sacrifici e buonsenso nazionale, che ammontava nel 2017 a ben 4.290,5 miliardi di euro, di cui 883,7 in contanti sui conti correnti. Senza parlare degli immobili delle famiglie proprietarie, secondo l’ISTAT, del 92% del patrimonio residenziale complessivo tra abitazioni private e seconde case per altri 4.632.126 miliardi di euro. Soldi veri e mattone, ben diversi dai 453mila miliardi di euro di titoli “derivati” scambiati nella sola Unione Europea in questa bolla finanziaria senza precedenti nella storia del pianeta. E’ in questa dicotomia tra debito pubblico, giunto ormai al 131,2% del PIL (oltre il doppio del 60% stabilito dall’Unione da perseguire con il Pareggio di bilancio ormai in Costituzione) e ricchezza privata degli italiani che vanno ricercate e comprese le ragioni ultime del pluriennale contrasto politico tra agenzie ed istituzioni finanziarie internazionali ed il nostro Paese, riesploso con un nuovo Governo, reo di voler fare “deficit” e non alzare IVA, tasse e perché no una bella patrimoniale. La domanda finale a questo punto è: chi detiene il nostro debito pubblico e perché c’è tanta preoccupazione e voglia di continuare con una austerity in cui l’Italia non cresce? I piccoli risparmiatori ed imprese ne posseggono solo il 5% per circa 132 miliardi (escludendo quello detenuto indirettamente nelle gestioni), banche e Fondi il 26%, mentre il 16% è in mano a Banca d’Italia e  BCE ed ,infine, gli investitori esteri ne possiedono il 35% (738miliardi) ridottisi al 31.2% negli ultimi mesi. In questi numeri e nei rispettivi interessi la chiave di volta per comprendere questa nuova emergenza spread e perché, anche stavolta, le famiglie rischiano di farne le spese.

 

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Mobile App: il caso dell’App Eni Gas & Luce mette in evidenza le criticità relative alla tutela dei dati personali

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Sono necessarie regole più stringenti e una corretta informazione agli utenti sui diversi sistemi di acquisizione.

Non ha tardato ad arrivare la risposta di Eni Gas & Luce a quanto riportato dai giornali con riferimento alla segnalazione avanzata dalla Federconsumatori sui sistemi di accesso alla loro applicazione per smartphone e tablet.

Già in sede di riscontro alla diffida che la nostra Associazione ha inviato alla Società, la stessa negando ogni tipo di responsabilità, sottolineava che “il sistema operativo denominato Android, sviluppato da Google per numerosi dispositivi mobili, presenta alcuni vincoli di ordine tecnico non escludibili e, quindi, inderogabili da parte degli sviluppatori di applicazioni che funzionano su tale sistema. Tra questi vincoli è ricompresa la necessità di consentire ad Android – imposizione di ordine puramente tecnico – di accedere ai contenuti multimediali e file direttamente sul dispositivo dell’utilizzatore […]”.

Ci preme ribadire che la nostra è una battaglia contro un sistema, assai diffuso, di acquisizione dei dati che vìola in modo palese i diritti di riservatezza degli utenti.

Accogliamo, pertanto, con estremo favore e seguiremo in modo dettagliato l’iter decisionale stabilito dal Garante della Privacy che ha chiesto a Google di fornire entro 15 giorni dalla comunicazione osservazioni e chiarimenti sulla vicenda.

Alla luce degli accadimenti sopra evidenziati, la Federconsumatori ha avviato un monitoraggio dei sistemi (tra cui spiccano le applicazioni scaricabili per i dispositivi mobili) che non solo richiedono in modo totalmente arbitrario l’accesso ai dati personali e sensibili (tra cui ad esempio il codice IBAN, gli stili di vita assunti, etc.) degli utenti che usufruiscono dei servizi delle piattaforme interessate, ma che cedono tali informazioni a società terze non meglio definite (quali ad esempio società assicurative).

È opportuno rilevare e contrastare con adeguati strumenti e con il supporto del Garante per la protezione dei dati personali tutte le criticità collegate a tali sistemi.

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Antitrust apre istruttoria contro GOOGLE su segnalazione di ENEL X

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Nella riunione dell’8 maggio 2019 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deliberato l’avvio di un procedimento istruttorio nei confronti di Alphabet Inc., Google LLC e Google Italy S.r.l. (nel complesso indicate come Google) per accertare un presunto abuso di posizione dominante in violazione dell’art. 102 del TFUE. 

Ieri i funzionari dell’Autorità hanno svolto ispezioni in alcune sedi delle società interessate con l’ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza. 

Google, tramite il sistema operativo Android, detiene una posizione dominante nel mercato dei sistemi operativi per smart device ed avrebbe rifiutato di integrare nell’ambiente Android Auto la app “Enel X Recharge”, sviluppata da Enel per fornire agli utenti finali informazioni e servizi per la ricarica delle batterie delle auto elettriche. 

Android Auto consente ai possessori di smartphone Android di utilizzare in maniera facile e sicura alcune app e funzionalità del telefonino quando sono alla guida di un veicolo. Pertanto, l’esclusione della app Enel X Recharge da Android Auto riduce la fruibilità di tale app da parte degli utenti e limita le possibilità di questi ultimi di usare le utilità della app, tra cui la prenotazione delle colonnine di ricarica. 

L’interesse di Google sembrerebbe quello di difendere e rafforzare il modello di business della propria app Google Maps, che offre una vasta gamma di servizi agli utenti finali, tra cui anche informazioni sulla localizzazione delle colonnine per la ricarica delle auto elettriche e indicazioni su come raggiungerle. Google Maps rappresenta altresì un punto di accesso agli utenti finali nonché al flusso di dati generato dalle attività degli stessi. 

Il procedimento si concluderà entro il 30 maggio 2020. 

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La lotta alla ludopatia approda a Genova. #nonfaredellatuavitaungioco

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Sabato 18 maggio 2019 dalle ore 15.00 alle 20.00

Il Tour di “Non Fare della Tua Vita un Gioco” fa tappa a

GENOVA in Piazza Giacomo Matteotti

15 maggio 2019 – Dopo le tappe di Roma, Milano, Cagliari prosegue il tour itinerante di “Non Fare della Tua Vita un Gioco”, il progetto coordinato da Adiconsum e cofinanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (MPLS), realizzato in collaborazione con altre associazioni dei consumatori .

Il Tour propone attività di informazione e di sensibilizzazione per i cittadini, sulla prevenzione del Gioco d’Azzardo patologico, e  girerà l’Italia con un divertente percorso ludico-esperienziale che consiste in una serie di prove di logica e di abilità, stimolando nei partecipanti riflessioni sul gioco consapevole e moderato.

Lo stand ospiterà anche gli atleti e i campioni sportivi, accompagnati da Ingrid Van Marle, campionessa olimpica di pattinaggio nonché Presidente di Amova Liguria(Associazione Medaglie d’Oro al Valore Olimpico) e da Kevin Albonetti, Presidente Sezione Giovani di Genova di A.N.A.O.A.I. (Associazione Nazionale Atleti Olimpici Azzurri d’Italia).
 Agli atleti e ai campioni presenti i ragazzi potranno porre domande, chiedere autografi e scattare selfie.
Ti aspettiamo
SABATO 18 MAGGIO 2019 DALLE ORE 15.00 ALLE ORE 20.00
PIAZZA GIACOMO MATTEOTTI a GENOVA

con i giochi di logica e abilità e con gli atleti e i campioni sportivi.

Non mancare all’appuntamento.
Vieni a scoprire come giocare consapevolmente e  responsabilmente.
Ringraziamo per la collaborazione il Comune di Genova nelle persone di Matteo Campora (Responsabile Rapporti con le Associazioni Consumatori); Paola Bordilli (Assessore alle Attività produttive e al Commercio; Stefano Anzalone (Delegato alle Attività sportive).

#nonfaredellatuavitaungioco

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