di Luigi Gabriele
Il provvedimento
Su segnalazione di Confconsumatori, è stata sanzionata da AGCM la Fire Spa, in qualità di professionista, svolgente attività di recupero crediti. Il professionista, al 31 dicembre 2012, risulta avere un fatturato pari a 36.443.075 euro. Il professionista ha ricevuto incarico da parte di diverse società di provvedere al recupero dei propri crediti e non è, quindi, titolare dei crediti per i quali sono stati notificati gli atti di citazione. Le mandanti nello specifico sono: Agos Ducato S.p.A., Seat Pagine Gialle S.p.A., GDF Suez Energie S.p.A., Sorgenia S.p.A. e Securisation Services Funding S.A. – hanno conferito l’incarico di svolgere le attività di gestione e di recupero dei crediti regolamentando, in modo più o meno puntuale, gli adempimenti e le comunicazioni “infraprocedimentali

La pratica commerciale oggetto di valutazione si sostanzia nel fatto che, al fine di tentare di recuperare vari crediti, il professionista ha inoltrato a diversi consumatori, per il tramite di avvocati, atti di citazione (con l’indicazione fittizia della data della prima udienza) presso sedi di Giudici di Pace sistematicamente diverse da quelle territorialmente competenti, senza procedere – nella quasi totalità dei casi – ad iscrivere a ruolo la causa.

La condotta del professionista integra una pratica commerciale aggressiva ai sensi degli artt. 24 e 25 del Codice del Consumo, in quanto idonea ad indurre il consumatore ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso. In particolare, ai sensi dell’articolo 25, comma 1, lettera e), del Codice del consumo, rubricato “ricorso a molestie, coercizione o indebito condizionamento”, è considerata aggressiva una pratica basata su “qualsiasi minaccia di promuovere un’azione legale ove tale azione sia manifestamente temeraria o infondata”.

Lo schema tipo degli atti di citazione, in particolare, in combinato disposto con il fatto che a fronte di migliaia (4.160) di atti di citazione inoltrati solo una percentuale bassissima (il 3,43%) riguarda citazioni instaurate presso Giudici di pace competenti per territorio e solo una percentuale altrettanto bassa (l’1,49%) riguarda le cause iscritte a ruolo, conferma tanto la pratica quanto il relativo fine meramente aggressivo.

La condotta del professionista appare idonea a determinare nel consumatore medio un indebito condizionamento, ingenerando il convincimento che, a prescindere dalla fondatezza della propria posizione debitoria, sia preferibile provvedere rapidamente al pagamento dell’importo richiesto, piuttosto che esporsi ad un contenzioso giudiziario. Gli atti di citazione – manifestamente temerari – inoltrati sono idonei a esercitare, infatti, nei confronti dei destinatari, un notevole grado di pressione psicologica suscettibile, nella sostanza, di determinare un significativo condizionamento delle scelte e dei comportamenti.

La pratica commerciale in esame appare, inoltre, non conforme al livello di diligenza professionale ragionevolmente esigibile nel caso di specie, in quanto non si è riscontrato da parte del professionista “il normale grado della specifica competenza ed attenzione” che ragionevolmente ci si poteva attendere, avuto riguardo alle caratteristiche dell’attività svolta.

Pertanto, la pratica oggetto di contestazione risulta aggressiva e scorretta, in violazione degli artt. 20, comma 2, 24 e 25 del Codice del Consumo, in quanto contraria alla diligenza professionale e idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico dei consumatori interessati.

Sulla base di tali elementi, si ritiene di determinare l’importo della sanzione amministrativa pecuniaria applicabile alla Fire S.p.A. nella misura di 300.000 € (trecentomila euro).

A questo punto se il comportamento viene ripetuto nel 99% dei casi e pare che non è la prima volta, la domanda che sorge spontanea è: ma le società mandati a chi si affidano?