Le nuove regole sull’ISEE, entrate in vigore lo scorso 1 gennaio e che avrebbero dovuto garantire sulla carta una maggiore equità e il superamento di ostacoli e disparità, stanno creando l’effetto contrario, con un caos generale e danni per le categorie più deboli. Lo denuncia oggi il Caf Codacons, segnalando la paralisi che si sta registrando in tutta Italia.
La riforma dell’indicatore della situazione economica delle famiglie, scattata lo scorso 1 gennaio, registra rallentamenti a causa di ritardi nell’emanazione dei regolamenti attuativi. Gli enti locali hanno avuto poco tempo per adeguarsi alla norma, e a tutto ciò si è aggiunto il braccio di ferro tra Caf e Inps sulla convenzione nazionale, che ha di fatto paralizzato le attestazioni. A rallentare ulteriormente il passaggio al nuovo Isee, il fatto che gli istituti di credito non forniscono ad oggi alcuni dati richiesti, come la giacenza media dell’anno che va a sostituirsi al vecchio saldo del conto corrente.
A fare le spese di tale situazione – denuncia l’associazione – sono i soggetti deboli e le fasce di popolazione più disagiate, che a causa dei ritardi burocratici rischiano di non poter percepire, o di percepire con grande ritardo, le previste agevolazioni per i servizi pubblici: dall’asilo nido alle tasse universitarie fino al ticket sanitario e all’assistenza agli anziani. Chi infatti in questi giorni è tenuto a presentare il nuovo Isee si ritrova in un labirinto da cui appare difficile uscire.
In particolare sul fronte universitario si stanno registrando in questi giorni grandi disagi – segnala l’associazione – considerato che il pagamento delle tasse per le varie facoltà scadrà il prossimo 31 gennaio, e molte famiglie non sono in grado di presentare il proprio Isee per ottenere i benefici cui hanno diritto.