Secondo le previsioni della Commissione Ue, nuovo record del debito pubblico italiano, che dal 133% di quest’anno è destinato a toccare quota 134% nel 2014, nuovo picco della disoccupazione, che dal 12,2% di quest’anno salirà al 12,4% nel 2014 ed ennesimo peggioramento del Pil, che per il 2013 passa dal -1,3%, previsto in primavera, al -1,8%. Per la Commissione Ue, insomma, non c’è un solo dato economico italiano in miglioramento.
Per il Codacons il Governo, insomma, non ne azzecca una. Per questo Letta e Saccomanni, gli unici due italiani che difendono ancora questa legge di stabilità, farebbe bene a prendere atto della realtà e trarne le debite conseguenze, rifacendo integralmente la legge di stabilità.
Il problema vero, infatti, è che, dando un colpo alla botte ed uno al cerchio, il Governo riesce nell’impresa di fallire tutti gli obiettivi possibili e di scontentare tutti, nonostante, con i finanziamenti a pioggia, cerchi di dare un contentino ad ogni parte sociale, da Confindustria ai sindacati. Se, infatti, peggiorasse il debito ma aumentasse il Pil, si sarebbe almeno migliorato un dato economico.
Ecco perché per il Codacons il Governo, con questa legge di stabilità, dovrebbe, più modestamente, puntare su un obiettivo solo, per cercare di andare a bersaglio almeno una volta.
In particolare per l’associazione di consumatori il Governo farebbe bene a dare retta alla Corte dei Conti, secondo la quale con questa manovra ed il taglio del cuneo fiscale si escludono incapienti e pensionati, ossia quei 25 milioni di soggetti che sono in maggiore difficoltà economica.
Per questo Letta farebbe bene a rinviare il taglio del cuneo fiscale, puntando nel 2014 su disoccupati, pensionati al minimo e famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese e che certo non hanno bisogno di aumenti di tasse, dall’Iva alla Trise (che attualmente colpisce quelli che, grazie alle detrazioni, non pagavano nemmeno l’Imu).