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Salute

Occhio alle etichette sulla carne! Ecco cosa dovete trovare

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A partire dal 1° aprile entra in vigore una novità importante riguardo la nuova etichettatura alimentare: l’obbligo di indicazione del paese d’origine o della provenienza per le carni fresche, refrigerate o congelate delle specie suine, ovine, caprine e volatili.

L’indicazione dell’origine o della provenienza della carne rappresenta un’esigenza importante dibattuta dai consumatori, sin dalla comparsa a metà degli anni ‘90 delle varie forme di TSE (encefalopatie spongiformi trasmissibili) che colpirono prevalentemente la specie Bovina, con l’epidemia della “mucca pazza”. Il legislatore europeo intervenne allora, introducendo l’indicazione dell’origine della carne fresca bovina in etichetta, senza però estendere tale informazione alle altre specie di carne venduta ai consumatori.

Il Regolamento UE 1169/2011 estende l’indicazione obbligatoria per le carni delle specie suine, ovine, caprine e volatili, prevedendo seppur in modo confusionale per i consumatori, specifiche distinzioni riguardo:

a) indicazione del luogo di nascita;

b) indicazione del luogo di allevamento;

c) indicazione del luogo della macellazione.

La nuova etichettatura prevede: la dicitura “ORIGINE” , seguita dal nome della nazione dove siano avvenute le tre fasi, nel caso in cui l’animale sia nato, allevato e macellato in un unico Paese membro o Paese terzo.

Differente risultano invece le indicazioni stabilite, sia per le specie animali diverse che per le fasi di allevamento e macellazione distinte.

Riguardo all’allevamento, avremo la dicitura “ALLEVATO IN”, seguito da:

SPECIE SUINA

a) se l’animale è stato abbattuto con età superiore ai 6 mesi, verrà indicato il Paese membro o Paese terzo dove l’animale è stato allevato negli ultimi 4 mesi;

b) se l’animale è stato abbattuto con età inferiore ai 6 mesi ed un peso maggiore degli 80 kg, verrà indicato il luogo di allevamento dove l’animale ha superato i 30 kg;

c) se l’animale è stato abbattuto con età inferiore ai 6 mesi ed un peso minore degli 80 kg, verrà indicato il Paese membro o Paese terzo dove è avvenuto l’intero ciclo d’allevamento;

SPECIE OVINE e CAPRINE

a) se l’animale è stato abbattuto con età superiore ai 6 mesi, verrà indicato il Paese membro o Paese terzo dove l’animale è stato allevato nei primi 6 mesi;

b) se l’animale è stato abbattuto con età inferiore ai 6 mesi, verrà indicato il Paese membro o Paese terzo dove è avvenuto l’intero ciclo d’allevamento;

SPECIE VOLATILI

a) se l’animale è stato abbattuto con età superiore 1 mese, verrà indicato il Paese membro o Paese terzo dove l’animale è stato allevato nel primo mese;

b) se l’animale è stato abbattuto con età inferiore 1 m se, verrà indicato il Paese membro o Paese terzo dove è avvenuto l’intero ciclo d’allevamento.

Riguardo l’indicazione della macellazione, avremo la dicitura “MACELLATO IN” , seguita dal nome del Paese membro o Paese terzo – dove avvenuta.

“La nuova norma – dichiarano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale CODICI e Matteo Pennacchia, Responsabile settore agroalimentare dell’Associazione – è una vittoria a metà per i consumatori di carni fresche, i quali potranno conoscere l’identità delle carni di maiale, pecore, capre e polli, oltre che di quella bovina, ma continueranno a mangiare carne fresca anonima di coniglio, cavallo e salumi di maiale, di cui l’Italia ne produce la maggior parte su scala europea”.

“La nuova norma esclude la carne di coniglio, molto consumata dagli italiani e soprattutto la carne suina trasformata in salumi, consumati con assidua frequenza sulle nostre tavole. Inoltre, il nuovo regolamento è ancora discusso in sede d’Esecutivo europeo, riguardo l’indicazione obbligatoria dell’origine delle carni trasformate negli alimenti, che dopo lo scandalo dei tortellini farciti con carne di cavallo, ma indicata in etichetta come carne bovina, evidenzia il rischio di frodi a danno dei consumatori. Lo scorso febbraio, il Parlamento UE ha votato a favore una risoluzione a riguardo, tenendo conto la relazione della Commissione, la quale evidenzia come il 90% dei consumatori europei ritiene questa indicazione in etichetta necessaria”.

CODICI invita i consumatori a segnalarci le irregolarità che notano al banco carni da oggi contattando il nostro sportello (Tel. 065571996, email segreteria.sportello@codici.org).

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Salute

Latte in povere contaminato, Codacons chiede chiarezza la ministero

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Le rassicurazioni del Ministero della salute circa il fatto che in Italia non sia stato commercializzato latte in polvere contaminato da salmonella non ci convincono, e le dichiarazioni del dicastero ci appaiono del tutto inaffidabili. Lo afferma il Codacons in merito allo scandalo Lactalis e alla nota diramata dal Ministero della salute secondo cui non vi sarebbero lotti incriminati spediti verso il nostro Paese.

Già lo scorso agosto, in pieno allarme Fipronil, il Ministero si affrettò a rassicurare i cittadini affermando che “non risultano distribuiti al consumo uova o derivati (ovoprodotti) contaminate da fipronil sul territorio nazionale”. Peccato che appena poche ore dopo questo annuncio l’Unione Europea smentì il Ministro Lorenzin inserendo l’Italia nella lista dei paesi che avevano ricevuto uova dalle aziende coinvolte nello scandalo Fipronil, e una serie di sequestri compiuti nel nostro paese accertò la presenza di ingenti quantitativi di uova contaminate.

“Considerati i gravi precedenti, le dichiarazioni del Ministero non appaiono sufficienti a rassicurare i consumatori italiani – spiega il presidente Carlo Rienzi – Per questo chiediamo alle autorità europee di svolgere controlli serrati e diramare una nota ufficiale per escludere l’Italia dai paesi che hanno ricevuto lotti di latte in polvere contaminato da salmonella”.

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Salute

Malasanità, 400 i morti imputati ad errori personali e carenze strutturali

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Sono anni che Codici lotta al fianco dei consumatori contro la malasanità e, purtroppo, questa “battaglia” sembra ancora davvero troppo lontana dall’essere vinta. Come riportato infatti dal “Termometro della salute” di Eurispes ed Empam, sotto l’egida dell’Osservatorio su Salute, Previdenza e Legalità, sono diversi i dati riguardanti il nostro Paese a generare preoccupazione.

L’Italia continua a spendere meno della media europea per mantenere il proprio sistema sanitario (14,1% del proprio Pil), che continua ad essere danneggiato da precariato, insufficienza degli organici, ed invecchiamento del personale sanitario. Basti pensare che entro il 2023 si prevede il pensionamento di quasi 22mila medici, che saranno sostituiti da non più di 6mila nuovi ingressi.

Le cifre più sconcertanti sono però, ancora una volta, quelle che riguardano la malasanità: i dati presentati dalla Commissione Parlamentare di Inchiesta sugli errori in campo sanitario parlano di 570 denunce rilevate in 4 anni (più precisamente dall’aprile 2009 al dicembre 2012). Un numero spaventoso, reso ancora più grave dal fatto che fra queste, 400 sono relative a casi che hanno portato alla morte del paziente, o per disfunzioni/carenze strutturali, o per errore imputato al personale medico e/o sanitario.

Oltre la metà dei decessi di cui sopra (precisamente 232, ovvero il 58%) si è verificata in regioni del Sud ed Isole: Molise, Campania, Puglia, Sicilia, Sardegna e Basilicata. Un dato che evidenzia quanto siano gravi le discrepanze territoriali rispetto ad un Nord che presenta molte meno criticità. Su 570 casi di presunti errori monitorati, 117 si sono verificati in Sicilia e 107 in Campania.

Un altro aspetto particolarmente degno di attenzione è quello relativo all’evasione fiscale, soprattutto se riferita ad esenzioni indebite del pagamento del ticket: a tal proposito solo nel 2016 quasi 900 soggetti hanno beneficiato di prestazioni farmaceutiche tramite false autocertificazioni, evitando di pagare più di 800mila euro. Oltre la metà delle esenzioni di cui sopra si concentra in appena cinque regioni: al primo posto il Veneto (123), seguito da Calabria (101), Puglia (100), Lazio (91) e Piemonte (87).

Stiamo parlando di azioni che non solo sono inaccettabili, ma che sono semplicemente criminali.

Se avete dei reclami da fare non esitate a ricorrere a Codici: l’Associazione vi metterà a disposizione avvocati con esperienza consolidata, fornendovi servizi specializzati a costi accessibili, abbattendo i tempi di risoluzione ed aumentando sensibilmente le vostre possibilità di vittoria.

Per ulteriori informazioni o richiedere come potersi iscrivere all’Associazione, si può contattare lo sportello legale al numero 06.5571996, scrivere una mail all’indirizzo segreteria.sportello@codici.org, oppure recarsi presso la sede di Roma di Via Giuseppe Belluzzo, 1 (00149), aperta tutti i giorni dalle ore 09:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 17:00.

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Salute

Ambiente, le soluzioni tecnologiche al disastro

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Fonte: visionari.org

STORMO DI DRONI

Come la stampa 3D si è messa al servizio della medicina, i droni sono diventati uno strumento utilissimo per la salvaguardia dell’ambiente e delle creature viventi.

In Africa, un drone aiuta i ricercatori a monitorare le popolazioni animali, compito che da sempre è svolto manualmente in spedizioni aeree o fotografiche. Il drone cattura filmati, un sistema di apprendimento automatico conta i diversi tipi di animali, e volontari umani aiutano a formare l’algoritmo verificando le rilevazioni. Una protezione per le specie a rischio, più veloce, più economica, più facile e più precisa.

E nel Bengaluru, i ricercatori dell’Istituto Indiano di Scienza stanno combattendo la deforestazione con droni dotati di videocamera che rilasciano semi in aree che altrimenti non sarebbero in grado di esplorare. Il loro obiettivo è quello di seminare ben 10.000 ettari nella sola regione.

AUTO VERDI E RIDUZIONE DELLA CO2

Prima Volvo, poi la Francia, l’Inghilterra e la Germania. Le grandi dell’automotive e gli stati Europei — ma non solo — hanno annunciato l’intenzione di abbandonare l’energia fossile in favore delle rinnovabili, in un’ottica di attenuazione dell’impatto sul pianeta.

Nel frattempo, opere di ingegneria climatica elaborano strategie per riparare ai danni: è di Climeworks l’installazione per risucchiare CO2 dall’aria ed immagazzinarla per produzioni energetiche, e di Harvard lo studio che vuole capire come attenuare il flusso di calore che dal Sole entra nell’atmosfera.

OCEANO DI PLASTICA

La piaga del materiale plastico nell’oceano è tanto importante da mobilitare svariati intenti in tutto il mondo. Impressionanti le immagini di un’isola del Pacifico completamente ricoperta da rifiuti plastici. Fortunatamente, quest’anno sono emerse possibili soluzioni al problema: una biologa italiana ha scoperto bruchi in grado di decomporre a velocità impressionante la plasticauna nave da ricerca all’avanguardia è stata sviluppata in Norvegia per lo studio e la prevenzione dei mari, e l’ambizioso progetto The Ocean Cleanup ha svelato al mondo i primi prototipi per attuare la pulizia delle acque oceaniche.


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