Un lieve segnale positivo proviene finalmente dall’andamento del tasso di disoccupazione registrato dall’Istat, che segna un calo del -0,5% rispetto al mese precedente e del -0,9% sull’anno.
Un dato importante, ma ancora troppo timido e incerto per poter inneggiare alla ripresa.
Non dimentichiamo che la disoccupazione al 12% è comunque un segnale allarmante (un livello pari a circa il doppio della Germania), per non parlare del tasso della disoccupazione giovanile al 40,5%.
Il lieve ridimensionamento del tasso di disoccupazione è un segnale che va incoraggiato e amplificato attraverso una seria opera di rilancio occupazionale.
“È questo il momento per mettere in campo il Piano Straordinario per il Lavoro che invochiamo da mesi.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef.
Non c’è più tempo da perdere, il Governo deve intervenire con urgenza attuando investimenti che favoriscano la crescita e la ripresa, anche perché vi sono tutti i presupposti per una politica di rilancio: dal tasso di cambio con il Dollaro particolarmente favorevole alle nostre esportazioni, allo spread Bund – BTP ai minimi storici, al quantitative easing.
Tutti questi elementi offrono un vero e proprio trampolino per il rilancio del sistema economico italiano, che punti: sulla ricerca e l’innovazione tecnologica, sullo sviluppo tecnologico, sulle comunicazioni a rete a banda larga, sulla messa in sicurezza degli edifici pubblici e del territorio a partire dalle scuole, nonché sulla realizzazione di infrastrutture utili al rilancio ed alla qualificazione dell’offerta turistica.
Ci aspettiamo che il Governo si decida ad agire positivamente su tali versanti.
Non dimentichiamo, infatti, che rilanciare l’occupazione significa dare respiro all’intera domanda di mercato, alleggerendo il carico di genitori, nonni, zii, che attualmente sono la vera forma di welfare che sostiene figli e nipoti disoccupati (con una spesa che l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, stima in circa 400-500 Euro al mese).