Oggi 8 febbraio, la prima giornata nazionale contro bullismo e cyber bullismo promossa dal Ministero dell’Istruzione dal titolo “Un Nodo Blu – le scuole unite contro il bullismo”, l’evento collegato al #SID2017(Safer Internet Day)  si terrà a Roma, presso gli spazi espositivi dell’ex Caserma Guido Reni (in Via Guido Reni), dove sarà allestita una vera e propria cittadella messa a disposizione di studentesse e studenti per dialogare con istituzioni ed esperti.

All’evento parteciperanno anche oltre mille fra studentesse e studenti e rappresentanti di aziende, associazioni e istituzioni dell’Advisory Board di “Generazioni Connesse”, il consorzio italiano coordinato dal MIUR che si occupa di dare attuazione al Piano nazionale per la prevenzione del bullismo e del cyberbullismo a scuola.

Assolutamente necessaria l’iniziativa “Un Nodo Blu”, soprattutto a fronte dei dati sconcertanti che riguardano gli adolescenti italiani che intervistati affermano di non percepire la netta differenza che passa fra scherzo, insulto, violenza verbale e umiliazione dei compagni in generale, ma soprattutto sui social dove il fatto di potersi nascondere dietro altri profili, parrebbe fino a 5 a testa, li rende ancora più forti ed impuniti.

Il 40% degli intervistati dichiara di trascorrere on line più di 5 ore al giorno. L’80,7% degli adolescenti passa il tempo su Whatsapp, seguito da Facebook al 76,8% e Instagram al 62,1%. Il 14% non verifica se una notizia sia vera o falsa e sull’onda del sentimento del momento esterna delle reazioni negative, il 29% afferma di aver dato un “like” ad un post che insultava un coetaneo, e almeno 1 su 10 ha insultato un coetaneo sui social network. Il 28% ammette che di persona non avrebbe utilizzato lo stesso linguaggio violento ed offensivo che ha invece utilizzato sui social.

Secondo i dati del Moige e della Polizia Postale l’82% degli adolescenti non considera grave insultare, ridicolizzare o rivolgere frasi aggressive sui social. L’86% ritiene che le conseguenze per la vittima non siano gravi e che, considerato che non si dà luogo a violenza fisica diretta, l’atto aggressivo verbale può essere considerato non grave e irrilevante. Il 90% degli adolescenti non protegge la propria immagine e solo successivamente se sotto ricatto o diffusione virale si rende conto di essere finito sulla “pubblica piazza”.

Pregevoli le iniziative nazionali come quella odierna, che saranno corredate anche da altri interventi quali ad esempio: il Piano Nazionale per la prevenzione del bullismo e del cyberbullismo a scuola e della relativa “Call To Action” per l’anno scolastico 2016/2017, attraverso i quali sono stati finanziati progetti per 2 milioni di euro per l’elaborazione di interventi di sensibilizzazione; inoltre verranno coinvolti 16mila docenti nel Piano nazionale di Formazione al fine di prevenire tali fenomeni.

L’Associazione Codici consapevole del fenomeno che sta assumendo dimensioni sempre più allarmanti, si augura vivamente che a supporto delle numerose iniziative che a livello nazionale si stanno organizzando, venga conclusivamente approvato alla Camera e divenga quindi legge dello Stato il Ddl per il contrasto al bullismo e al cyberbullismo recentemente approvato in Senato, in modo da formalizzare una lotta strutturata contro questo odioso fenomeno.