E’ con grave inquietudine che abbiamo appreso le parole del Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina che ha escluso la possibilità di far ricorso ad un decreto di sospensione della coltivazione del mais geneticamente modificato nel caso in cui il Tar del Lazio dovesse decidere nell’udienza fissata il 9 di aprile la revoca del precedente provvedimento già firmato dalla sua ex-collega Nunzia De Girolamo e dai ministri dell’ambiente e della salute. E’ quanto afferma la “Task force per un’Italia libera da ogm”, composta da 39 associazioni. Il decreto rappresenta per le associazioni della task force (Acli • Adoc • Adiconsum • Adusbef • Aiab • Amica • Associazione per l’Agricoltura Biodinamica •  Assoconsum • As. Se. Me. • Campagna Amica • Cia • Città del Vino • Cna Alimentare • Codacons • Coldiretti • Crocevia • Fai • Federconsumatori • Federparchi • Firab • Focsiv • Fondazione Univerde • Greenaccord • Greenpeace • Isde • Lega Pesca • Legacoop Agroalimentare • Legambiente • Lipu • Movimento dei consumatori • Movimento difesa del cittadino • Slow Food Italia • Symbola • Uecoop • Una.api • Upbio •  Vas • Wwf) l’unica soluzione non solo conforme all’ordinamento europeo ma soprattutto utile rispetto all’urgenza dei tempi di approvazione che cadono nel periodo in cui sono prossime le semine. Altre soluzioni rappresentano una via di fuga dalla responsabilità politica di intervenire al pari di altri stati se è vero che in Francia sono stati adottati ben due decreti.

Non vorremmo – conclude la Task Force, che la strategia pensata dal ministro apra le porte alle multinazionali del biotech.