Firenze, 19 Novembre 2015. Dopo lo scandalo degli olii di oliva venduti come extravergine (1), un sequestro avvenuto oggi in Toscana rimette considerevolmente al centro dell’attenzione il problema delle contraffazioni alimentari -nello specifico e in generale. Il sequestro di oggi in terra di Siena (2) evidenzia uno degli aspetti che e’ fondamentale: come si scoprono queste truffe? Nella fattispecie la scoperta della truffa e’ stata fatta grazie alla segnalazione di un consumatore che si era accorto che la bottiglia di olio acquistata in un supermercato, presentava, sotto l’etichetta originale, un’ulteriore etichetta in lingua tedesca, riferita ad una partita di olio diversa, destinata al mercato della Germania. Una strategia di truffa un po’ grossolana, quasi da macchietta da film del realismo italiano tipo Toto’ e De Sica, ma grave quanto i meccanismi piu’ raffinati che sarebbero stati utilizzati da noti e grandi marchi sempre in Toscana e non solo.
Cosa ci insegna quanto accaduto oggi? Che il ruolo consapevole dei consumatori e’ fondamentale per difesa e affermazione dei diritti -economici quanto sanitari. Diritti a non dover pagare prezzi per qualcosa che e’ diverso da quanto si crede di acquistare, diritti a non dover mettere a rischio la propria salute.
Le autorita’ latitano? In parte, ma fino ad un certo punto. Perche’ sono le stesse autorita’ che hanno bisogno del supporto dei consumatori, della loro vigilanza e della loro esperienza sul campo. Sembra banale quanto stiamo dicendo, ma non lo e’, soprattutto perche’ viviamo in un Paese in cui certezza del diritto, rispetto dell’amministrazione verso gli amministrati, “complicita’” tra cittadino e Stato, sono un’opzione e non metodo e rigore di vita quotidiana. Un contesto in cui e’ diventata abitudine consolidata fare poco riferimento e affidamento nelle autorita’ per chiedere giustizia e rispetto di norme e leggi: sia nel quotidiano di ogni cittadino utente e consumatore, sia quando ci si rivolge alla giustizia togata. Con la conseguenza che spesso il consumatore e l’utente lascia perdere “tanto non ne vale la pena”, “tanto non serve a nulla”, “tanto e’ una lotta contro i mulini a vento”, “tanto poi tutto torna come prima”. Purtroppo e’ cosi’. Ma i fatti
di
oggi possono forse stabilire una svolta, la rinascita di una fiducia dei consumatori che forse -FORSE- il proprio input, la propria collaborazione con le autorita’ possa servire quantomeno a cercare di farsi meno male.
Proviamo!!
Oggi gli olii in Toscana, domani altri prodotti in questa regione e altrove.

(1) http://www.aduc.it/comunicato/contraffazioni+alimentari+dopo+olio+extravergine_23625.php
(2) http://www.aduc.it/notizia/truffe+olio+extravergine+sequestri+toscana_131816.php

Vincenzo Donvito, presidente Aduc