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Olio contraffatto, partono Class Action e risarcimenti

Il Pm Guariniello, ha contestato il reato di frode in commercio a 7 aziende produttrici di olio extravergine. Codici si costituisce Parte Civile e indice

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Famose Aziende Olearie Italiane nel mirino, per aver spacciato per Olio Extravergine di oliva un prodotto che nella migliore delle ipotesi è semplice Olio d’oliva, con caratteristiche organolettiche completamente differenti, così truffando gli inconsapevoli consumatori.

Tutti i prodotti sono venduti dalle principali gdo presenti sul territorio nazionale.
Oltretutto, le imprese commerciali coinvolte sono l’esempio della commercializzazione di prodotti alimentari spacciati per italiani ma commercializzati da brand esteri.

 

Alla denuncia nei confronti delle Aziende (Carapelli, Bertolli, Sasso, Coricelli, Santa Sabina, Prima Donna e Antica Badia) è seguita anche la segnalazione al ministero delle politiche agricole.

Si tratta di una vera e propria frode alimentare, da parte di Aziende che dovrebbero rappresentare l’eccellenza dell’”Oro Verde” Nazionale, e data la rilevanza della stessa e i consumatori coinvolti, Codici lancia la CLASS ACTION!

“Inaudito venire a conoscenza di una frode di questa portata, messa in atto da Italiani a discapito degli Italiani stessi.. è come truffarsi da soli!” commenta Ivano Giacomelli di Codici “Come sempre al fianco dei cittadini, scendiamo in campo a difendere i diritti dei consumatori”.

È giusto fare una suddivisione degli oli che possiamo trovare in commercio, e quelli che invece è assolutamente vietato vendere, ma che vengono raffinati e immessi nel mercato.

Primo: olio extra vergine-olio di prima scelta; secondo: olio vergine-olio di seconda scelta, disponibile in commercio; terzo: olio lampante-olio che non può essere venduto (viene rielaborato e trasformato in olio d’oliva rettificato); quarto: olio di sansa-olio che si ricava dai residui di materia grassa avanzata dopo la spremuta (ovviamente prima di immetterlo sul commercio come olio di sansa raffinato, dovrà essere raffinato e miscelato con oli di prima o seconda scelta); quinto: olio deodorato-olio lampante che viene raffinato a basse temperature (lo si deodora nel vero senso della parola, perché vengono eliminati i cattivi odori).

Intanto una raccomandazione: usare con attenzione l’olio extra vergine (quando si è certi che lo sia..), bisogna riporlo in bottiglie il più piccole possibili, perché una volta che l’olio entra in contatto con l’aria si ossida e nel giro di poco perde tutte le sue proprietà anti ossidanti declassandosi in olio vergine.

 

Dopo l’inchiesta della Procura di Torino sull’olio extravergine d’oliva, il Codacons affila le armi legali a tutela di migliaia e migliaia di consumatori coinvolti in quello che sembra essere l’ennesimo scandalo alimentare italiano.

L’associazione dei consumatori, infatti, ha deciso di pubblicare oggi sul proprio sito internetwww.codacons.it un modulo attraverso il quale le famiglie che hanno consumato olio prodotto da una delle 7 aziende coinvolte nell’indagine, possono avviare l’iter per chiedere il risarcimento del danno subito e costituirsi parte offesa nel procedimento aperto dalla Procura.

“Invitiamo tutte le famiglie che hanno consumato olio extravergine d’oliva di una delle marche colpite dall’inchiesta, a far valere i propri diritti e chiedere un indennizzo fino a 5.000 euro – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Se gli illeciti saranno confermati, infatti, il danno per i consumatori sarebbe enorme: a quello morale derivante dall’inganno subito e dalla lesione della buona fede, si aggiungerebbe un evidente danno economico, derivante dall’aver pagato di più per un prodotto con caratteristiche inferiori a quelle promesse”.

Per tale motivo il Codacons pubblica oggi sul proprio sito internet il modulo che i consumatori di olio possono utilizzare per chiedere il dovuto risarcimento.

Una vera e propria truffa ai danni dei cittadini.

Così si configura la vendita di olio di oliva di categoria inferiore spacciato per extravergine.

Dopo la denuncia de “il Test” sono scattate le analisi del laboratorio dell’Agenzie delle dogane e dei monopoli, che hanno confermato come l’olio venduto come extravergine da 7 note case produttrici fosse in realtà olio di qualità inferiore.

Aziende che si vantano della qualità del proprio prodotto con pubblicità altisonanti.

Il danno creato da tale inganno è enorme, non solo per i cittadini che, come è noto, si trovano in condizioni di forte difficoltà, ma anche per l’intero Paese e per l’immagine dei prodotti Made in Italy.

Una vicenda vergognosa, che richiede un intervento immediato delle autorità competenti.

Non è tollerabile scoprire un inganno di questa portata dopo la commercializzazione di chissà quanti milioni di bottiglie di falso extravergine. Prima di tutto chiediamo il ritiro dal commercio dei prodotti interessati, affinché vengano rietichettati correttamente.

“E’ indispensabile sanzionare adeguatamente i responsabili di questa truffa, meglio se con un tintinnio di manette, affinché casi simili non si ripetano.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef.

Inoltre chiediamo un intervento dell’Antitrust, dal momento che a nostro avviso si tratta di un caso esemplare di pubblicità ingannevole.

Sollecitiamo, inoltre, il Ministero dell’Agricoltura a disporre un dettagliato piano di controlli con norme e verifiche più stringenti. Controlli che non devono avvenire solo a posteriori, ma soprattutto prima che i prodotti vengano commercializzati e che entrino nelle case delle famiglie.

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Consumatori

MUTUI PRIMA CASA- Appello ADICONSUM al Governo: rifinanziare presto

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Appello di Adiconsum al Ministro dell’Economia, Giovanni Tria:
rifinanziare al più presto il Fondo Consap per l’acquisto della prima casa.
Nessun onere a carico dello Stato per il rifinanziamento

15 gennaio 2019 – Sulla nostra pagina facebook continuano ad arrivare numerose richieste di consumatori in merito al rifinanziamento del Fondo Consap per l’acquisto della prima casa, lamentando anche il fatto che, a dispetto delle esigue risorse rimaste ma comunque ancora presenti, alcuni istituti di credito stanno declinando le domande di accensione dei mutui con questa modalità già da alcuni mesi – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale.

Lo scorso novembre – prosegue Danilo Galvagni, Vice Presidente di Adiconsum –  ci eravamo attivati lanciando l’allarme sull’imminente esaurimento delle risorse del Fondo Consap, inviando una lettera al Ministro, Giovanni Tria, chiedendo, oltre  ad un intervento urgente di rifinanziamento, anche l’apertura di un Tavolo con tutti gli stakeholder, comprese le Associazioni Consumatori, per omogeneizzare le regole e aumentare le opportunità. Questa lettera, purtroppo, al momento è ancora disattesa.

Il Fondo di garanzia Consap – continua Galvagni – ha svolto in questi anni un duplice ruolo: di tutela sociale, da un lato, permettendo l’accesso al credito anche a quelle persone prive di determinati requisiti (si pensi in primis al lavoratore con contratto di lavoro atipico) e di volano nel settore dell’edilizia, dall’altro.

Rivolgiamo, quindi, un appello al Ministro dell’Economia Tria – conclude De Masi – affinché intervenga al più presto per rifinanziare il Fondo, considerato che tale operazione non richiede alcun onere a carico dello Stato.

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Consumatori

Guerra TAXI vs NNC, secondo l’antitrust va liberalizzato il settore

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è stata sentita in audizione informale dinnanzi alla IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni) della Camera dei Deputati in merito al disegno di legge di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2018, n. 143 “Disposizioni urgenti in materia di autoservizi pubblici non di linea”. 
Nel corso dell’audizione è stato evidenziato come nel settore della mobilità non di linea si sia sviluppata nei tempi più recenti una domanda molto estesa e diversificata di servizi che tende a non distinguere più tra attività soggette a obblighi di servizio pubblico (taxi) e attività di mercato (NCC) e che, legata ad un concetto di mobilità urbana di tipo intermodale di servizi, fa ampio ricorso ai nuovi strumenti resi possibili dall’innovazione tecnologica.

In questo quadro, qualunque riforma organica della disciplina di settore dovrebbe avere quale obiettivo ultimo il pieno soddisfacimento delle nuove esigenze dei consumatori, affinché gli stessi possano trarre pieno beneficio dalle innovazioni tecnologiche e dai mutamenti intervenuti nelle modalità di offerta dei servizi.

A tale riguardo, l’Autorità ha posto in luce come le modifiche introdotte dal Decreto in via di conversione non appaiano andare nella direzione auspicata. Il mantenimento infatti di vincoli nelle modalità di prenotazione dei servizi e delle restrizioni territoriali all’offerta di servizi NCC, unitamente all’inutilizzabilità delle piattaforme tecnologiche e alla moratoria nel rilascio di nuove autorizzazioni, tenderà a rendere sempre più difficile l’incontro della domanda e dell’offerta, con l’effetto di deprimere il benessere dei consumatori finali in termini di minore ampiezza e qualità dei servizi offerti e di prezzi più elevati.

        Sulla base di tali considerazioni, l’Autorità ha ribadito il proprio favore a un disegno di riforma complessiva della normativa del settore della mobilità non di linea secondo le linee avanzate nelle sue numerose segnalazioni in senso pro-concorrenziale e nel rispetto rigoroso del principio di proporzionalità.

Nelle more di tale processo di riforma, l’Autorità ha sottolineato la necessità di procedere, in sede di conversione, a modificare quelle parti del Decreto idonee a mantenere o addirittura a rafforzare ingiustificate restrizioni concorrenziali nel settore della mobilità non di linea.

In particolare, l’Autorità ha suggerito di: i) eliminare ogni limitazione alle modalità di prenotazione del servizio di NCC; ii) abrogare le norme della legge n. 21/92 che di fatto determinano restrizioni territoriali all’operatività delle imprese NCC; iii) abrogare la norma che introduce una moratoria al rilascio di nuove autorizzazione NCC sino alla realizzazione del registro nazionale.

Roma, 16 gennaio 2019

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CONSOB: verso la nomina di Marcello Minenna. OK dei consumatori

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16 gennaio 2019 – Esprimiamo soddisfazione per le dichiarazioni dei leaders di maggioranza di voler procedere alla copertura della presidenza della Consob, già dal prossimo Consiglio dei Ministri, indicando nella persona di Marcello Minenna, il candidato da nominare.

Consideriamo il prof. Minenna, la sua storia personale e la sua indipendenza dalla politica e dai poteri finanziari, una figura di garanzia per i risparmiatori e per i cittadini tutti, al fine di contrastare le distorsioni e le problematiche che si sono determinate, spesso causate dal potere delle elite finanziarie. 

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