Lo scorso 25 novembre è entrata in vigore la legge n.161 che introduce nuove regole per la tutela del consumatore di olio di oliva.

Due le innovazioni più importanti:

1) la presenza sull’etichetta dell’origine delle miscele di oli di oliva da più di uno Stato dell’Unione Europea o di un terzo Paese

2) l’introduzione del tappo antirabbocco nei pubblici esercizi Grazie alla prima misura, l’etichetta sarà più facilmente leggibile e trasparente. Verrà indicata l’origine delle olive utilizzate e inoltre i produttori di oli vergini, extravergini e lampanti, avranno l’obbligo di aggiornare il proprio fascicolo aziendale relativo alla loro attività produttiva. Se ciò non avverrà, non sarà possibile immettere gli oli sul mercato.

Con la seconda novità, invece si dirà addio alle vecchie oliere negli esercizi pubblici. Sarà obbligatorio infatti servire solo bottiglie provviste da tappo antirabbocco definito dall’art. 18 come un “idoneo dispositivo di chiusura in modo che il contenuto non possa essere modificato senza che la confezione sia aperta o alterata”. Finalità del provvedimento è quella di impedire il riutilizzo dopo l’esaurimento del contenuto originale indicato nell’etichetta. Questo secondo punto perciò non riguarda gli oli di oliva destinati alla cucina e alla preparazione dei pasti, ma solo ai contenitori presenti sulle tavole.

Per quanto riguarda invece il periodo di conservazione, la recente norma fissa un periodo massimo di diciotto mesi dalla data di imbottigliamento. Coloro che non rispetteranno le disposizioni in termini di conservazione e presentazione degli oli di oliva, potranno essere sanzionati con una multa che va dai mille agli 8mila euro per i titolari dei pubblici esercizi.

Quali sono i consigli che CODICI dà ai consumatori? Per prima cosa bisogna accertarsi che ci sia il nuovo tappo che troviamo al ristorante e fare attenzione alla data di scadenza presente sull’etichetta (mai sopra i diciotto mesi). In secondo luogo è fondamentale controllare il collo della bottiglia di olio presente sulla tavola, verificando se ci sono alterazioni o manipolazioni del tappo antirabbocco che potrebbe avere il sigillo manomesso. “La nostra associazione – dichiarano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale CODICI, e Matteo Pennacchia, responsabile agroalimentare CODICI – accoglie con favore le novità che hanno l’obiettivo di tutelare il consumatore dandogli maggiori informazioni sull’origine dei prodotti. In particolare quest’anno la produzione italiana di olio di oliva vive una drammatica crisi. Il rischio contraffazione è altissimo. Ben vengano quindi regole più stringenti che garantiscono la trasparenza.

Noi di CODICI – concludono – vigileremo affinché le regole vengano da subito seguite”. I consumatori possono mandare le segnalazioni di eventuali irregolarità all’indirizzo email segreteria.sportello@codici.org