AIFO nel 2010 con CODICI “Centro Diritti del Cittadino”, forma una commissione con il compito di denunciare truffe e frodi e di favorire tutte le azioni che hanno la finalità di diffondere la cultura della qualità nel mondo della produzione e della distribuzione dell’olio italiano.

AIFO ha sostenuto con forza la cosiddetta Legge «salva olio» seguita da vicino anche da Codici.

L’AIFO non ha mai fatto mancare il proprio sostegno all’attività della Repressione Frodi, del Corpo Forestale dello Stato, del Nucleo Antifrodi dei Carabinieri che, soprattutto in questi anni recenti, hanno smascherato attività illecite decisamente lesive per il comparto dell’olio di oliva ed ha assunto una grande importanza il Piano Olivicolo Nazionale: AIFO e Codici credono nel valore del marchio “Prodotto Italiano” quale simbolo di un Paese dedicato alla qualità e alle produzioni artigianali.

 

“Occorre proteggere i sapori e le specificità alimentari che sono parte della nostra cultura” ha dichiarato il Ministro per le politiche agricole Martina chiedendo “l’azione della società civile e le buone pratiche degli operatori”.

Con la storia dei suoi vent’anni AIFO risponde a questo appello dimostrando in modo chiaro ed inequivocabile che l’associazione, con le sue imprese artigiane, è tra i protagonisti di questa nuova politica. Il congresso nazionale straordinario delibera la legittimità di definire OLIO ARTIGIANALE l’olio dalle olive prodotto dai frantoi oleari.

 

Partiamo da una certezza: due cose non cambiano e non cambieranno, l’aspirazione al bello e il gusto del buono. Immaginare il futuro non è un gioco di fantasia, è un modo per analizzare i fenomeni, per capire i flussi della società, in definitiva un esercizio per affrontare il presente. E allora mettiamoci in gioco, aggiorniamo la nostra proposta praticando una “cultura di filiera”, creiamo un sistema capace di recuperare terreno nel mercato nazionale, costruiamo “l’alleanza” tra produttori e distributori per dare ai consumatori la concreta possibilità di scegliere sullo scaffale ciò che è buono, sano e nutriente.

 

Guardiamo avanti. Dobbiamo aprirci a idee nuove per lo sviluppo: l’impresa artigiana del cibo, che costituisce il tessuto produttivo del mondo agroalimentare italiano, si è sempre trovata di fronte ostacoli che hanno impedito il successo pieno del suo prodotto. Infatti il problema principale è il valore del prodotto, perché non è sufficiente mettere a punto “prodotti specialità”, ma è necessario far nascere “mercati specialità”. Pensare ancora che basti fare il prodotto tipico e inserirlo all’interno di mercati competitivi per avere distintività e successo è assolutamente velleitario.

 

L’esperienza di migliaia di piccole aziende sta lì a dimostrare che l’operazione “nicchia” non solo non funziona, ma crea un indebito vantaggio ai prodotti speculativi dell’industria che, sfruttando le virtù e le qualità dei prodotti artigianali, ne hanno capitalizzato gli aspetti qualitativi – assumendone spesso i connotati – e vincendo la partita sul piano economico. “Guadagnare con le nicchie non è affatto facile: di solito i cibi particolari vengono lavorati da piccole imprese, che fanno fatica a produrre grandi quantità di merce, a distribuirla”, ha scritto il presidente del Censis, Giuseppe De Rita. “Questa è la sfida che abbiamo davanti noi artigiani dell’olio: continuare a puntare sulle diversità, riuscendo allo stesso tempo ad accrescere il volume della produzione e delle vendite.  Questa è la sfida che si può vincere alla condizione di fare sistema. Poi la parola passa al consumatore” Commenta Giampaolo Sodano dell’AIFO

“Un occasione unica per confrontarsi con tanti professionisti ed esperti per dare finalmente al consumatore finale la certezza di eccellenza e qualità di un alimento fondamentale per la salute e per il palato, l’olio made in Italy” conclude Giacomelli del Codici