di Diego Gavagnin
Esperto del settore collabora con Industria Energia con la rubrica “OLTREILCONFINE”

Si fa presto a dire – ed io sono tra quelli – che ogni crisi contiene in sé un’opportunità. Più complicato se qualcuno ti chiede di spiegare dov’è, questa opportunità. Le crisi dovrebbero spazzare via gli inefficienti e far sopravvivere i migliori che avrebbero quindi spazio per espandersi e portare nuova crescita.

Ma se il più inefficiente è lo Stato, in tutte le sue diffuse articolazioni burocratico-imprenditoriali, non sarà certo disposto a farsi da parte, anzi! Farà di tutto per accrescere il suo ruolo proponendosi come soluzione, mentre è lui stesso il problema. Ed è quanto sta accadendo.

L’altro ieri, uno storico dirigente del settore, ha elencato e quantificato con feroce precisione errori e sprechi delle decisioni parlamentar-governative bipartisan sugli incentivi per le fonti rinnovabili, in particolare la loro concorrenza sleale agli impianti a gas, incentivata con 12 miliardi all’anno. Tutto vero. Conclusione delle requisitoria? Rinazionalizzare tutto!

Insomma, anche di fronte alla dimostrata incapacità della classe politica e amministrativa di questi anni di gestire sistemi complessi come le attuali strutture energetiche, l’unica alternativa è consegnarli interi agli stessi che hanno provocato il disastro.

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