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Onda di calore: raddoppiano le richieste di aria condizionata e ventilatori in Italia

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● Le ricerche di offerte di aria condizionata e ventilatori raddoppiano nelle
ultime settimane (96%)
● Aria condizionata e condizionatore sono i rimedi contro il caldo preferiti
dagli italiani, seguiti dal ventilatore
● Aria condizionata e ventilatori raggruppano il 35% delle ricerche nella
categoria elettronica

COMUNICATO STAMPA Luglio 2019.

L’ultima settimana di giugno è stata caratterizzata da una forte onda di calore che ha colpito tutta l’Europa, raggiungendo livelli di allerta importanti nell’intera penisola. Da nord a sud la colonnina di mercurio arriva a superare i 40 gradi, con conseguenze importanti sulla salute, e non solo.
Come analizzato Tiendeo.it, compagnia leader in servizi drive-to-store per il settore retail, le conseguenze del gran caldo non tardano a ripercuotersi anche sulle tendenze d’acquisto: raddoppiano le richieste di aria condizionata e ventilatori nell’ultima settimana. A dimostrarlo sono i dati delle ricerche nei cataloghi della piattaforma in Italia, che registrano un incremento di ricerche di aria condizionata e ventilatori in concomitanza all’avvicinarsi dell’onda di calore.
Onda di calore: gli italiani corrono ai ripari

A mali estremi, estremi rimedi. Gli italiani davanti all’arrivo improvviso del gran caldo non stanno a guardare. Nell’ultima settimana infatti, Tiendeo ha registrato un aumento esponenziale nelle ricerche relative a condizionatori, aria condizionata e ventilatori.
L’onda di calore ha fatto sì che le richieste di offerte per questa tipologia di prodotti raddoppi, con un dato significativo di +96% nelle ultime due settimane. Se i ventilatori rappresentano una soluzione immediata per sopravvivere a questi picchi di calore, sono sempre di più gli italiani che decidono di prendere provvedimenti definitivi installando l’aria condizionata in casa.
Ventilatore, condizionatore o aria condizionata?
Tra ventilatore, condizionatore e aria condizionata, come elettrodomestici ideali per mitigare il calore in estate, tra gli italiani vincono l’aria condizionata e il condizionatore, seguiti dal ventilatore.
Il ventilatore si conferma l’alleato perfetto e indispensabile per chi non ha la possibilità di fare lavori di installazione, almeno nell’immediato. Vi è poi una parte di italiani che non ama l’aria condizionata e preferisce attendere che l’onda di calore passi prendendo altre precauzioni, piuttosto che abituare il corpo a una temperatura artificiale rispetto a quella esterna.
Boom di ricerche di elettronica: il 35% sono di aria condizionata e ventilatori. Le ricerche di aria condizionata e ventilatori sono le sovrane indiscusse della categoria elettronica, raggruppando oltre un terzo del volume totale delle ricerche (+35%).
Con questo boom di ricerche, la categoria informatica ed elettronica scala la classifica raggiungendo la seconda posizione, superata solo dai supermercati. Un dato che sorprende ulteriormente se pensiamo che ci troviamo in piena epoca di saldi, e che solitamente è la categoria moda a dominare le classifiche.
Non ci sono dubbi riguardo al fatto che i cambiamenti climatici hanno un ruolo fondamentale nelle scelte d’acquisto degli italiani

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Bollette 28 giorni: dopo la sentenza del Consiglio di Stato, cosa fare per avere i rimborsi?

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Buone notizie sulla vicenda delle bollette di telefonia fissa o fisso/mobile fatturate a 28 giorni e dei soldi pagati in più dai consumatori. Infatti, dopo la conferma che le compagnie telefoniche devono provvedere a rimborsare i propri clienti, il Consiglio di Stato ha sentenziato che tali rimborsi devono essere automatici.

Che cosa significa?

2 sono le tipologie di utenti coinvolti:

  • coloro che sono ancora clienti dell’operatore telefonico
  • coloro che non sono più clienti del gestore responsabile dell’ingiusto addebito perché sono passati ad altro operatore.

1° caso: se sei ancora cliente dell’operatore che ti ha inviato la fatturazione a 28 giorni

  • Per ottenere il rimborso di quanto pagato in più non devi presentare alcuna richiesta. La tua compagnia telefonica è tenuta a rimborsarti stornando le giornate pagate in più. Riceverai quindi una bolletta più bassa

2° caso: se NON sei più cliente dell’operatore che ti ha inviato la fatturazione a 28 giorni

  • Per ottenere il rimborso di quanto pagato in più, DEVI subito presentare un reclamo all’azienda chiedendo il rimborso e l’importo esatto. Il reclamo deve essere inviato con una modalità TRACCIABILE (raccomandata A/R, posta certificata (Pec), numero di reclamo). Trascorsi 45 giorni senza risposta da parte dell’operatore o di risposta insoddisfacente, è possibile chiedere attraverso le sedi territoriali Adiconsum la conciliazione paritetica, per ottenere quanto previsto dalla legge.

Il periodo che verrà considerato per il calcolo del rimborso è il seguente: 23 giugno 2017 – 5 aprile 2018.

IMPORTANTE: Per info e assistenza, contatta le sedi territoriali Adiconsum

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SALDI| Cambio di un prodotto in negozio? Cosa fare e quando

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Hai acquistato un capo e, provandolo con calma a casa, ti sei reso conto che non è di tuo gusto? Non ti piace il colore del tuo nuovo vestito? In poche parole, ti sei pentito dell’acquisto che hai fatto? Hai ancora lo scontrino con te e ti chiedi se sia possibile restituire il capo oppure cambiarlo con un altro?

E se invece, ti accorgi che il prodotto acquistato è difettoso?

Ebbene, con questo articolo vogliamo proprio parlarti di questo argomento: la possibilità di restituire i beni. Le due ipotesi sono differenti e vediamo cosa dice la legge.

Nel primo caso, il commerciante non è tenuto al cambio della merce acquistata. Questa possibilità è a discrezione del venditore. Vero è che di solito, soprattutto le grandi catene, hanno una policy aziendale che permette il cambio del prodotto, dietro esibizione dello scontrino ed entro un numero limitato di giorni.

Nel secondo caso, invece, secondo la legge, il venditore è tenuto a garantire che il bene acquistato sia esente da imperfezioni. Qualora il prodotto presentasse imperfezioni, puoi richiedere il cambio appellandoti alla garanzia legale che si applica a tutti i beni di consumo, nuovi ed usati.

Molti utenti ci scrivono e ci segnalano alcuni casi particolari, come ad esempio la seguente storia pervenuta sulla nostra pagina Facebook:

La signora S.D. ha acquistato un pigiama al costo di 35 € presso una catena di abbigliamento che consente il cambio del prodotto. Qualche giorno dopo, entro i termini consentiti, la signora si reca presso il punto vendita per rendere il prodotto ed acquistarne un altro di pari valore. Nel frattempo, subentrati i saldi, il prezzo del pigiama era passato da 35 a 25 euro. Ebbene, poiché il pigiama risultava deprezzato di 10 €, il negozio ha richiesto il versamento dei 10 € di differenza!

Cosa fare? È giusto l’atteggiamento tenuto dall’Azienda?

No, perché il prezzo che risulta sullo scontrino rappresenta il credito da utilizzare per effettuare l’eventuale cambio con un prodotto dello stesso valore.

In casi del genere, ti consigliamo di chiedere di parlare con un responsabile e di contattare la Polizia municipale (Vigili) o locale per segnalare la scorretta pratica commerciale.

In caso, di mancato riconoscimento dei tuoi diritti, rivolgiti presso una sede Adiconsum

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Eni e Poste Italiane, partnership nei servizi digitali, finanziari e di pagamento

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Roma, 22 luglio 2019 – Eni e Poste Italiane hanno firmato un Memorandum di intesa per l’avvio di una partnership di ampio respiro nel campo del digitale. L’accordo non vincolante di cooperazione riguarda anche i servizi finanziari ed è stato sottoscritto da Eni, Eni Refining & Marketing, Eni gas e luce, Poste Italiane e PostePay.

La partnership tra le due grandi aziende italiane rappresenta un primo significativo strumento di integrazione e di valorizzazione degli asset di Eni e di Poste. Si inserisce in una logica multibusiness che riguarda sia la fornitura di carburanti nelle stazioni di servizio Eni sia quella di gas ed energia elettrica, mediante l’attivazione di servizi finanziari innovativi legati ai sistemi di pagamento, nell’ambito delle opportunità offerte dalla Direttiva Europea PSDII, ed ha come principale obiettivo l’offerta alla clientela retail di una gamma sempre più estesa di nuove soluzioni di servizio e pagamento.

L’accordo prevede una serie di azioni tese a valorizzare, da una parte, gli oltre 26 milioni di carte di debito e prepagate del gruppo Poste Italiane in circolazione in Italia, dall’altra le 4.300 stazioni di servizio Eni, nelle quali transitano in media un milione di persone al giorno, nonché gli otto milioni di clienti Eni gas e luce, che generano 41 milioni di bollette annue e contano su 150 punti vendita Energy Store.

In particolare, Poste Italiane ed Eni effettueranno uno studio per la realizzazione di alcune iniziative al fine di individuare soluzioni che assicurino ai clienti la massima sicurezza e semplicità nell’esecuzione delle transazioni in modalità fisica e digitale. Lo studio, in coerenza con il quadro normativo di riferimento, riguarderà varie opzioni di servizi finanziari, quali ad esempio il pagamento dei bollettini premarcati e il prelievo di contante in combinazione con l’erogazione di carburante. Poste Italiane e Eni gas e luce, inoltre, potrebbero in futuro sperimentare nuovi sistemi di rendicontazione delle bollette mediante la tecnologia blockchain, mentre sono già attive nuove funzioni per i rimborsi alla clientela Eni gas e luce tramite l’intera rete di Poste Italiane.

In relazione alle singole opportunità che dovessero formare oggetto di valutazione, verranno messe a disposizione le informazioni inerenti alle operazioni con parti correlate, ove ne ricorressero i presupposti.

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