Le Associazioni dei Consumatori che compongono Rete Consumatori Italia (Assoutenti, Casa del consumatore e Codici) sono state ascoltate il 3 giugno scorso in merito al DDL Concorrenza che di concorrenza ha ben poco nei settori dell’energia, delle telecomunicazioni e in particolare nelle norme in materia di RCAuto.

Il governo ha presentato queste norme come necessarie per contribuire alla lotta alle frodi, alla riduzione dei costi, alla revisione delle classi di merito, alla trasparenza nella determinazione del premio e più in generale per favorire la concorrenza nel settore.

Obiettivi che condividiamo, peccato che nessuno di questi trova riscontro nell’articolato e rimangano solo una enunciazione senza misure concrete, se non quelle di limitare i diritti degli assicurati e dei danneggiati oltre che consegnare il mercato delle autoriparazioni alle compagnie. Altro che ridurre il livello di concentrazione e favorire la libera scelta del consumatore: oggi il 70% del mercato RCAuto è controllato da tre compagnie a fronte di una media europea del 15%.

Il nostro giudizio è severamente critico perché contraddicendo pesantemente le buone premesse, il governo interviene per rafforzare invece la concentrazione e tutelare maggiormente le compagnie di assicurazione che sono il soggetto forte e poco trasparente del mercato (scandalo Unipol-Fonsai, multa Antitrust a Unipol 27milioni euro e Generali per illecito cartello nelle polizze al TPL).

Le nostre proposte hanno invece come obiettivo provvedimenti che favoriscano maggiore concorrenza tra le compagnie come ad esempio  la portabilità della polizza anche prima della scadenza, come avviene già in Francia, oppure con la franchigia obbligatoria, una reale riduzione dei premi RCauto legata all’andamento dei profitti e non alla limitazione di clausole contrattuali che penalizzeranno gli assicurati.

Limitare la libera scelta dell’autoriparatore, la cessione del credito e rivedere al ribasso i risarcimenti per lesioni è un attacco ai nostri diritti. Lo stesso risarcimento diretto così come funziona oggi, contiene alti rischi per il consumatore, i cui diritti di garanzia sulla riparazione possono facilmente essere calpestati e alti costi per le assicurazioni che non periziano più il sinistro aumentando il rischio di frode.

La questione è delicatissima e, il provvedimento, se adottato così come è, aumenterebbe le già gravi distorsioni del mercato colpendo gli interessi dei consumatori sia come assicurati che come danneggiati oltre che assestare un duro colpo alla piccola e media impresa del settore.