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Salute

Orecchie a sventola addio con la chirurgia plastica: nuove tecniche e meno dolore. Sabato convegno Aicpe a Padova

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Nuove tecniche per ottenere risultati migliori e per soffrire meno. Se ne parla domani, sabato 18 maggio, a Padova durante un corso patrocinato dall’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe), interamente dedicato all’intervento di otoplastica, per correggere le cosiddette “orecchie a sventola” e per ridurre le dimensioni dei padiglioni auricolari. Dedicato a specialisti e specializzandi in chirurgia plastica, l’evento “Le otoplastiche estetiche – Metodi a confronto”, diretto da Luca Siliprandi, ha l’obiettivo di presentare le novità di questa operazione. La chirurgia plastica del padiglione auricolare si dedica alla correzione della forma delle orecchie che penalizzano l’aspetto dell’individuo inducendo sentimenti di grave insicurezza. Anche se rivolto alla correzione di una malformazione, l’intervento è puramente estetico.

Secondo i dati Aicpe, le otoplastiche sono poco più del 5% del totale degli interventi di chirurgia plastica estetica eseguiti in Italia nel 2012. Ad andare sotto al bisturi sono soprattutto minorenni, di cui molti di età compresa fra i 6 e gli 8 anni: «Le cosiddette “orecchie a sventola”, ossia padiglioni auricolari prominenti, possono generare imbarazzo fin dall’età scolare – spiega il dottor Luca Siliprandi -. Il fatto di essere presi in giro dai compagni, di sentirsi diversi e insicuri, è tra i motivi alla base dell’eticità dell’intervento, che può essere praticato senza problemi già alle elementari». Gli interventi chirurgici, di solito eseguiti in anestesia locale, devono essere eseguiti con tecniche raffinate ed estrema precisione: «La forma di un padiglione auricolare dipende da una complessità di particolari anatomici – afferma il chirurgo plastico -. Molte possono essere le diverse cause di una deformità e tutte devono essere riconosciute e corrette per garantire risultati naturali e armoniosi». Importante è rivolgersi sempre a chirurghi plastici specializzati, facilmente riconoscibili dall’appartenenza a società scientifiche di categoria, come Aicpe.
Oltre ad offrire una panoramica di aggiornamento sulle diverse metodiche correttive, la giornata patrocinata da Aicpe consentirà ai partecipanti di vedere all’opera chirurghi plastici esperti nel settore che dimostreranno, con interventi chirurgici in diretta, alcune tecniche innovative utilizzabili non solo per avvicinare i padiglioni al capo, ma anche per diminuirne contemporaneamente le dimensioni. Si parlerà di una tecnica proposta da due chirurghi plastici, uno svizzero e un americano, ma ancora poco utilizzata, per ridurre le dimensione di orecchie troppo grandi e di un “diagramma di flusso”, messo a punto dal dottor Siliprandi, per guidare il chirurgo nella scelta della più appropriata strategia chirurgica per ottenere risultati naturali. Partendo dall’attenta osservazione del padiglione da correggere, la metodologia consente al chirurgo di decidere su quali parti del padiglione intervenire, in quale sequenza e con quale tecnica chirurgica.

Un’altra novità riguarda l’analgesia: è stato recentemente introdotto un anestetico locale, la chirocaina, che consente di mantenere l’assenza di dolore per 10-12 ore dopo l’intervento. Proprio questo anestetico sarà utilizzato sui pazienti operati in occasione del corso. «L’otoplastica può risultare un po’ dolorosa per uno o due giorni dopo l’intervento – aggiunge Siliprandi -. Questo nuovo anestetico attenua il fastidio nel postoperatorio».

AICPE. L’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica, la prima in Italia dedicata esclusivamente all’aspetto estetico della chirurgia, è nata con l’obiettivo di dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza. Pur essendo una novità per il nostro Paese, non lo è affatto in molte altre nazioni europee e non, dove esistono da tempo associazioni che raccolgono tutti coloro che si interessano di chirurgia estetica. Ad Aicpe al momento hanno aderito più di 170 chirurghi in tutta Italia, tra cui si annoverano professionisti di fama e docenti universitari. Membri di Aicpe possono essere esclusivamente professionisti con una specifica e comprovata formazione in chirurgia plastica estetica, che aderiscono a un codice etico e di comportamento da seguire fuori e dentro la sala operatoria. Scopo di Aicpe è tutelare pazienti e chirurghi plastici in diversi modi: disciplinando l’attività professionale sia per l’attività sanitaria sia per le norme etiche di comportamento; rappresentando i chirurghi plastici estetici nelle sedi istituzionali, scientifiche, tecniche e politiche per tutelare la categoria e il ruolo; promuovendo la preparazione culturale e scientifica; elaborando linee guida condivise.

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Salute

Prezzi farmaci antitumorali ridotti all’80%, Antitrust accerta l’ottemperanza di Aspen

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Con un provvedimento del 13 giugno 2018, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso il procedimento avviato nei confronti della società Aspen (appartenente ad un gruppo sudafricano) per verificare l’ottemperanza al precedente provvedimento del 29 settembre 2016.

A seguito dell’intervento dell’Autorità i prezzi di alcuni farmaci antitumorali distribuiti in Italia da Aspen sono stati ridotti da un minimo del 29% ad un massimo dell’82%. La vicenda origina dalla decisione dell’Autorità del 29 settembre 2016 di condannare alcune imprese del Gruppo Aspen (Aspen Pharma Trading Ltd., Aspen Italia s.r.l., Aspen Pharma Ireland Ltd., Aspen Pharmacare Holdings Ltd.) per un abuso di posizione dominante consistente nell’imposizione di prezzi eccessivamente onerosi, ottenuti tramite una pressione negoziale indebita nei confronti del regolatore farmaceutico AIFA in relazione ai seguenti farmaci antitumorali: Leukeran (2 mg – 25 compresse), Alkeran (50 mg/10 mg polvere e solvente per soluzione iniettabile – 1 flacone), Alkeran (2 mg – 25 compresse), Purinethol (50 mg – 25 compresse), Tioguanina (40 mg – 25 compresse). Il Gruppo Aspen in quell’occasione è stato anche sanzionato per circa 5 milioni di euro. Subito dopo la decisione dell’Autorità italiana anche la Commissione Europea ha avviato un caso identico (ancora in corso) nei confronti del gruppo Aspen, relativamente alle condotte attuate negli altri 27 paesi dell’Unione Europea.

Nel corso del procedimento di ottemperanza, e a esito di una lunga fase negoziale avviata a seguito del provvedimento del settembre 2016, nel mese di aprile 2018 Aspen e AIFA hanno raggiunto un nuovo accordo finalizzato alla definizione dei prezzi dei farmaci antitumorali. Preso atto che si tratta di prezzi definiti sulla base della regolazione vigente e che l’applicazione di tali prezzi avrà efficacia retroattiva a partire dalla data in cui è stata accertata la natura abusiva dei vecchi prezzi (29 settembre 2016), l’Autorità ha quindi deciso di chiudere il procedimento e accertare l’ottemperanza del gruppo Aspen alla sua decisione.

Roma, 5 luglio 2018

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Salute

Slime cancerogeni Basta rischi per i bambini. MDC presenta un esposto in Procura

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Il 13 giugno sul sito del Ministero della salute è stato pubblicato un comunicato  – ripreso dai principali organi di stampa nazionali – con cui è stato disposto il ritiro dal commercio del giocattolo “Slime“ del marchio Every srl,  prodotto in Cina, in quanto pericoloso per la salute dei bambini, ed a rischio  “chimico/cancerogeno.

Di tale prodotto, già con  nota dello stesso Ministero della Salute,  Prot. 0015058 del 21/05/2018,  era stata vietata la vendita a durata illimitata:  ciononostante,  alcuni barattoli sarebbero stati comunque venduti.

Lo slime, letteralmente melma, è un gioco per bambini che se maneggiato a lungo, potrebbe sprigionare  sostanze pericolose capaci di provocare allergie e problemi alle vie respiratorie.

 

Dai test effettuati presso un laboratorio certificato MTC INTERCERT, su richiesta dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli-Ufficio delle Dogane Milano 3, infatti, è stata rilevata la presenza di Boro e Cromo VI superiore ai limiti previsti dalla UNI EN 71-3 Cat.

Già l’ANSES francese aveva messo in allarme i consumatori spiegando che per rendere l’impasto più morbido, spesso si aggiunge allo slime un sostanza tossica, il più delle volte acido borico o suoi derivati, e che la manipolazione regolare da parte dei bambini può comportare  rischi “per la fertilità e lo sviluppo embrio-fetale”.

 

<<È l’ennesimo caso di giochi pericolosi per bambini messi in commercio senza cautele ed i doverosi controlli preventivi>> ha dichiarato il Presidente Nazionale del Movimento Difesa del Cittadino Francesco Luongo.

 

L’associazione di consumatori attiva da anni su giochi e tutela dei minori, ricorda lotti ritirati dal Ministero  riguardano tre diversi prodotti: Barrel-O-Slime, Every Noise, Putty e riportano in etichetta  i seguenti codici a barre:

  • Codice a barre 94199019090 07 (codice AZ900);
  • Codice a barre 94199019090 14(codice AZ901);
  • Codice a barre 9419901 9900 05 (codice AZ900P);
  • Codice a barre 94199019090 21 (codice AZ902)

Come si evince dai dati riportati l’uso, sprigionando sostanze tossiche, può comportare gravi danni fino al rischio di sviluppare patologie cancerogene.

In ragione della gravità dei fatti e dell’importanza del bene tutelato, nonché della categoria di soggetti coinvolti dalla messa in commercio e dal conseguente uso di tali prodotti,  il Movimento Difesa del Cittadino, attraverso l’Avv. Irene Coppola,  ha presentato un esposto presso la Procura della Repubblica di Roma chiedendo ai magistrati di avviare le opportune indagini e di valutare la sussistenza di ipotesi delittuose riconducibili  ai reati di immissione nel mercato di prodotti pericolosi.

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Salute

Consumatori a favore della legalizzazione della cannabis. Prepareremo un testo di legge

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Luigi Gabriele: “Lavoreremo a un testo di legge per la legalizzazione integrale ”

In seguito al parere del Consiglio Superiore della Sanità, che ha dichiarato come, per un principio di precauzione e tutela dei consumatori, la vendita di cannabis light debba essere vietata in Italia, ora la decisione di rendere illegale l’erba light spetta al Ministero della Salute.
“Dopo quest’ennesima dichiarazione dei burocrati, che si opposero già al commercio delle sigarette elettroniche nella precedente legislatura, adesso c’è l’intenzione seria di distruggere le nuove attività sorte in questi mesi sull’erba light – ha dichiarato il Responsabile Affari istituzionali di CODICI Luigi Gabriele – non curandosi delle centinaia di migliaia di posti di lavoro che metteranno a repentaglio con un tratto di penna. Per colpa di questa lentezza dell’organizzazione dello Stato sul tema– conclude il Responsabile Affari istituzionali di CODICI –  oggi gli italiani sono costretti a rivolgersi a mercati criminali, per l’utilizzo di tali sostanze con gravissimi danni per la loro salute”.
Se la questione venisse disciplinata si potrebbe riportare l’ordine pubblico nelle piazze, dove avviene lo spaccio; inoltre, una disciplina in materia potrebbe tutelare la salute dei consumatori.
L’utilizzo di cannabis è una tematica che non riguarda solo i giovanissimi, ma è un’abitudine comune tra gli adolescenti, come fra le persone adulte.
Il limite di Thc previsto dalla legge (0,2-0,6%) viene definito nel parere del Consiglio Superiore di Sanità «non trascurabile», nonostante il legislatore abbia posto dei limiti, basandosi su altrettanti pareri di istituti come il CSS. Pertanto ci chiediamo come mai ad oggi il CSS definisca pericoloso l’utilizzo di cannabis light in tali concentrazioni.
Appare aberrante il concetto secondo il quale gli effetti psicotropi possono comunque prodursi, magari aumentando le dosi. Altra nota criticabile è quella riguardante proprio la diffusione del consumo: secondo il CSS l’utilizzo «al di fuori di ogni possibilità di monitoraggio e controllo della quantità effettivamente assunta e quindi degli effetti psicotropi che possa produrre» deve essere impedito. Tale affermazione applicata a qualsiasi prodotto ne potrebbe conseguire il ritiro dal mercato, perciò viene ritenuta dall’Associazione CODICI opinabile.
“Come Associazione a difesa dei Consumatori  – ha concluso Luigi Gabriele – seguiamo da vicino questo dibattito e intercettiamo i nuovi trend, pertanto ci occuperemo di redigere un testo di legge che sia equo, corretto, a tutela dei cittadini tutti e abbia finalmente il coraggio di affrontare, anche in Italia, un tema che a livello mondiale sta andando nella direzione della piena legalizzazione, visti i benefici sul piano dell’ordine pubblico, del mercato e soprattutto per la salute dei consumatori”.

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