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Organoidi: intestino, fegato e polmoni in miniatura per salvarci la vita

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fonte:visionari.org

Micro-organi costruiti in laboratorio possono essere utilizzati come modelli di studio delle malattie e della miglior terapia da somministrare all’individuo. Ecco il nuovo metodo olandese.

Gli organoidi possono essere usati come modelli di studio per comprendere come i patogeni interagiscano con i tessuti umani. Qui sopra si può vedere un mini-polmone coltivato nel laboratorio del Dr. Hans Clevers: le cellule in verde sono infettate dal virus respiratorio sinciziale.

Un malato di fibrosi cistica ha la vita molto dura in Olanda. Non solo per la malattia debilitante, ma anche perchè le assicurazioni sanitarie faticano a sostenere i costi dell’unico medicinale che sembra funzionare: l’ivacaftor.
Perché l’assicurazione sostenga i costi di questo costosissimo medicinale, bisogna documentare ogni miglioramento per ogni singolo paziente.

Hans Clevers, direttore dell’Istituto di Hubrecht, ha sviluppato un metodo per garantire la copertura sanitaria dei malati di fibrosi: testare il farmaco su un organoide — ossia una replica in miniatura di un organo, con le stesse funzioni e gli stessi tipi di cellula.

Anni fa, Clevers, studiando le cellule dell’intestino, è riuscito a identificare un tipo di “cellula madre” che dà alla luce tutte le restanti cellule che formano l’organo. Il team di Clevers ha nutrito opportunamente la cellula madre per controllarne la crescita: si è ottenuto un intestino perfettamente funzionante delle dimensioni della punta di una matita.

Questo è stato solo l’inizio della rivoluzione, dato che gli scienziati hanno poi coltivato altri mini-organi, come lo stomaco, il pancreas, il cervello e il fegato.

Un bambino di nome Fabian, affetto da fibrosi cistica, è riuscito ad ottenere il rimborso delle spese mediche proprio grazie a questo metodo: da alcune cellule del suo colon, i medici sono riusciti a ricostruire una mini-copia funzionante che ha risposto positivamente all’ivacaftor. Documentando i progressi del mini-organo, Fabian è riuscito a convincere l’assicurazione sanitaria che anche il proprio colon risponde alle cure.

Gli organoidi possono essere utilizzati per testare quei farmaci che contrastano gravi malattie, senza effettivamente mai entrare in contatto con il paziente. Come gli studi di Clevers hanno dimostrato, gli organoidi possono anche essere utilizzati per lo scopo contrario, ovvero prevedere l’effetto dei medicinali sul paziente.

La tecnica di coltivazione degli organoidi assicura un risultato nel giro di 3 settimane, è riproducibile e le cellule rimangono stabili nelle loro culture, potendo addirittura essere immagazzinate per anni, congelandole.

Ulteriore applicazione: i mini-organi sono stati utilizzati per la ricerca contro il cancro. Sono stati creati diversi organoidi, partendo da cellule cancerogene, in modo da capire come nasce un tumore e come evolve nei suoi diversi stadi.

La terapia viene del tutto rivoluzionata, aprendo le porte ad una medicina personalizzata.

L’Ivacaftor è in grado di migliorare la vita dei malati di fibrosi, ma non tutti i pazienti rispondono allo stesso modo alla cura; inoltre, il farmaco è stato testato solamente sulle mutazioni più comuni, riscontrate solamente nella metà dei malati. Vertex, l’azienda che produce il farmaco, si è dimostrata molto riluttante a spendere milioni di dollari per delle prove di laboratorio sulle mutazioni più rare, perché il ritorno di un simile investimento sarebbe stato esiguo. Dato l’esorbitante prezzo del medicinale — tra i 100.000 e i 200.000 Euro — le assicurazioni hanno sempre richiesto moltissima documentazione per approvare le cure a chi soffriva di mutazioni molto rare. Per alcuni pazienti, la cui cura è stata comprovata dai mini-organi, Vertex ha addirittura pagato ogni spesa tramite un programma di uso compassionevole.

I mini-organi sono quindi come i gemelli dei nostri organi interni. Testando farmaci e cure su una coltura di cellule, riusciremo a garantire la massima efficacia di ogni medicinale.


Rielaborato. Articolo origniale: Science


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ANTITRUST SOSPENDE l’attività di vendita dei prodotti non disponibili www.tigershop.it e www.tecnotradeshop.it.

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Comunicato stampa del 21/06/2019 di Agcm

Riportiamo integralmente

Antitrust: vendite online, sospesa l’attività di commercializzazione di prodotti non disponibili da parte di due siti 

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, a seguito dell’avvio di due procedimenti istruttori, ha adottato due distinti provvedimenti cautelari nei confronti delle società Tiger Group S.r.l. e Tecnotrade S.r.l.s., attive nella vendita online di prodotti di telefonia, elettronica e informatica, attraverso i siti Internetwww.tigershop.it e www.tecnotradeshop.it
Nello specifico, è stato ordinato alle società di sospendere ogni attività diretta alla vendita di prodotti non disponibili e all’addebito anticipato di corrispettivi per beni che non risultino in giacenza nei magazzini o che non siano comunque pronti per la consegna. 
Le società Tiger Group S.r.l. e Tecnotrade S.r.l.s. dovranno comunicare l’avvenuta esecuzione di quanto disposto nei due distinti provvedimenti di sospensione entro 10 giorni dal loro ricevimento. 
L’intervento si inquadra in una più ampia strategia, già da tempo perseguita dall’Autorità, volta ad assicurare il corretto ed equilibrato sviluppo delle vendite on line anche attraverso l’organica repressione di fenomeni quali la mancata consegna della merce ordinata e regolarmente pagata dai consumatori, gli ostacoli al rimborso delle somme versate e all’esercizio del diritto di recesso, nonché la divulgazione di informazioni false in merito al reale stato degli ordini di acquisto e alle effettive tempistiche di consegna degli stessi. 

Roma, 20 giugno 2019

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Con la scusa dei punti per Pannolini “acchiappavano consensi illecitamente”

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Per poter partecipare ad un programma di raccolta punti
e usufruire così di piccoli vantaggi il cliente non deve
essere obbligato ad esprimere il consenso a ricevere
pubblicità. Il principio è stato ribadito dal Garante
privacy che ha vietato a una nota marca di pannolini
l’ulteriore trattamento per finalità promozionali dei dati
di oltre un milione e mezzo di persone, acquisiti in modo
illecito mediante il form “raccolta punti” del sito della
società. Dagli accertamenti svolti dal Garante in
collaborazione con il Nucleo speciale privacy della
guardia di finanza, a seguito di una segnalazione, è
emerso che solo nei primi due mesi del 2018 la società
ha inviato newsletter promozionali a circa un milione di

indirizzi e-mail raccolti e utilizzati senza un valido
consenso.
Ai clienti interessati alla raccolta punti, infatti, non
veniva data la possibilità, come richiesto dalla normativa,
di esprimere un consenso libero e specifico per le singole
finalità di trattamento che la società intendeva svolgere,
tra le quali vi era appunto l’attività promozionale. Per
poter completare la registrazione e aderire al programma
di fidelizzazione i clienti erano invece obbligati a
rilasciare due consensi generici, uno per la società e uno
per i marchi collegati.
Oltre a disporre il divieto, il Garante ha ingiunto alla
società, qualora intenda svolgere attività promozionali, di
modificare il form di raccolta dati presente sul sito,
affinché gli utenti possano esprimere un consenso libero
e informato per tale finalità.
Per i trattamenti illeciti è stata applicata una sanzione
amministrativa che la società ha già pagato.

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L’Agente di riscossione non dispone degli atti di notifica delle cartelle di pagamento? Il debito può essere annullato

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Il Movimento Difesa del Cittadino dà notizia di un’importante vittoria per i contribuenti vessati da notifiche di atti di intimazione di pagamento, pignoramenti su conti correnti bancari, iscrizioni ipotecarie, fermi amministrativi.

Come segnalato dalla sede di MDC Roma Ovest, e dall’Avv. Dalila Loiacono, il Giudice di Pace di Roma, con la sentenza n. 5665/19 ha affermato che “l’Amministrazione è tenuta a rispettare le cadenze imposte dalla legge, in base alle quali la notificazione della cartella costituisce un adempimento indefettibile. Nella predetta sequenza, quindi, l’omissione della notificazione di un atto presupposto costituisce vizio procedurale che determina la nullità dell’atto consequenziale notificato, nullità che può essere fatta valere dal contribuente con l’impugnazione dell’atto consequenziale.

Divenuti giuridicamente inesistenti gli atti presupposti, l’atto notificato è improduttivo di effetti e, pertanto, va dichiarato inefficace.

La dichiarazione di inefficacia dell’atto impugnato, quindi, estingue il diritto del Concessionario di procedere difettando validi titoli esecutivi”.

In conclusione, l’Avv. Dalila Loiacono dichiara che l’azione esecutiva è soggetta alla corretta e rituale notifica degli atti prodromici. Diversamente, l’Agente della riscossione non può procedere nei confronti del contribuente.

Mdc si augura che la sentenza in parola costituisca un esempio virtuoso di giustizia.

Invitiamo i cittadini in difficoltà a rivolgersi alla sportello SOS Equitalia di MDC Roma Ovest, tel. 06/88642693, e mail romaovest@mdc.it

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