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Padri separati, non riescono a stare vicino ai figli a causa delle scelte dei tribunali

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Padri poco presenti o assenti perché subiscono decisioni superficiali

 

Codici: chi si assume la responsabilità di tutto questo?

 

La famiglia di nascita si sa, non la si sceglie. Pertanto è dovere della società che la circonda: preservarla se sana, in caso contrario invece, preservare i deboli all’interno di questa compagine, che risultano essere i minori.

Questi ultimi purtroppo sono le vittime di rapporti conflittuali, che non hanno alcuna colpa, se non quella di essersi trovati in mezzo ad una guerra senza armistizio.

Inoltre, quando gli adulti non sono in grado di elevarsi al bene superiore del minore vi è la necessità di intervenire con cognizione di causa, ma solo ed esclusivamente sulla base di prove provate e non dicerie o versioni antitetiche scagliate addosso gli uni contro gli altri, e solo e solamente, in caso di comprovato abuso o violenza.

In questo caso invece, l’ennesimo di un padre rivoltosi alla nostra Associazione, che come avviene nella maggior parte dei casi, si è visto affidare la figlia alla madre, anzi in un primo momento entrambe collocate in una casa famiglia, attraverso una decisione figlia della superficialità del sistema ed  un provvedimento basato sulla sola ed esclusiva relazione degli assistenti sociali.

Sappiamo bene purtroppo che, un provvedimento provvisorio emesso da un giudice nella maggior parte dei casi diventa definitivo.

I giudici, attuando tali provvedimenti, di fatto abrogano la bigenitorialità, accanendosi in maniera sessista contro i padri separati.

Si devono combattere le distorsioni del nostro sistema giudiziario, la dubbia competenza degli assistenti sociali e le consulenze, sempre le stesse, che mai hanno come obiettivo la tutela della bigenitorialità, ma gravano sempre e soltanto su una delle due parti, nella quasi totalità dei casi sul padre.

Non si può allontanare un figlio dal padre, perché la madre afferma che l’ex compagno è un uomo aggressivo, solo sulla base di accuse, senza un referto medico, senza una prova sia scientifica che giuridica.

Analizzando i dati sui collocamenti dei minori in seguito alle separazioni emerge un totale sbilanciamento nei confronti delle donne, a danno dei padri.

Secondo i dati dell’Istat, in riferimento al periodo 2013-2014, i genitori single che vivono con i figli, in Italia, sono 2.439.252, di questi meno del 2% sono padri. Nonostante nella maggior parte dei casi il giudice decida per l’affidamento condiviso, di fatto, i figli restano quasi sempre a vivere con la madre ed è il padre, nel 94,1% dei casi a versare l’assegno di mantenimento. Si crea in questo modo in maniera immotivata e del tutto spregiudicata da una parte un totale impoverimento, dall’altra un indebito arricchimento.

Il principio di bigenitorialità è il principio etico in base al quale un bambino ha una legittima aspirazione ed un legittimo diritto a mantenere un rapporto stabile con entrambi i genitori, anche nel caso in cui siano separati o divorziati.

Questo diritto è consolidato da tempo negli altri ordinamenti europei ed è presente anche nella “Convenzione sui diritti dei fanciulli” sottoscritta a New York il 20.11.1989 e resa esecutiva in Italia con L.176 del 1991.

In Italia, la legge 54/2006 riconosce il principio della bi-genitorialità attraverso l’affido condiviso, per i figli di coppie separate anche non sposate, ma ancora oggi la bigenitorialità è una mera affermazione di principio quasi del tutto inapplicata senza sufficienti tutele per il rispetto del suo stesso principio fondamentale, ovvero il legittimo diritto dei figli a mantenere un rapporto stabile con entrambi i genitori.

Sosteniamo da tempo il diritto alla bi genitorialità e conosciamo purtroppo parecchi casi di sindrome di alienazione parentale, ovvero la condizione in cui il figlio dà vita ad una campagna di denigrazione non giustificata nei confronti dell’altro genitore. 

L’utilizzo strumentale delle procedure di separazione, la lentezza dei procedimenti, l’eccessiva prudenza dei giudici e la mancanza di sanzioni verso comportamenti scorretti e infamanti di un genitore verso l’altro, vengono spesso utilizzati come strumenti per esercitare indebite pressioni verso il genitore più debole.

Vogliamo inoltre far presente ai genitori che continuano ad assumere atteggiamenti contrastanti e che incancreniscono le situazioni, che qualora non mettano fine a questo atteggiamento, l’epilogo che potrebbe attenderli sarà quello di perdere in un primo momento la patria potestà e nel peggiore dei casi rendere il proprio figlio adottabile.

Per avere un quadro della situazione in merito, firmate la nostra petizione al link sottostante:

http://codici.org/home/petizioni/affidamenti-dei-minori-codici-si-rendano-pubblici-i-dati-statistici.html

Rimaniamo inoltre a disposizione per le vostre segnalazioni ai seguenti link:

http://codici.org/voglio-papa.html

http://codici.org/le-rubriche/legalita/codici-campagna-voglio-papa-la-via-europea-alla-giustizia-dei-padri.html

http://codici.org/component/k2/codici-denuncia-la-distorsione-delle-consulenze-tecniche-in-tema-di-separazione-dei-genitori-ed-affidamento-dei-figli-e-i-suggerimenti-degli-studi-legali-il-consiglio-superiore-della-magistratura-intervenga.html

 

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Istat: le previsioni sui consumi dimostrano la scarsa efficacia del Reddito di Cittadinanza

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Le misure assistenziali non servono se non si rilancia il mercato del lavoro

Anche l’Istat, nelle previsioni appena diffuse per il 2019 sui consumi delle famiglie, attesta la sostanziale inefficacia delle misure assistenziali recentemente stanziate dall’esecutivo. Da tempo ribadiamo che il Reddito di Cittadinanza risulta di fatto inadeguato a rispondere concretamente alle esigenze della popolazione e soprattutto a risollevare competitivo il nostro sistema economico ed ora anche l’Istituto di Statistica rileva che la spinta ai consumi derivante da tale intervento sarà poco rilevante. Uno scenario molto diverso rispetto a quello descritto dal Governo, che ha annunciato questa misura come la panacea di tutti i mali del Paese.

La realtà è che mentre prezzi e tariffe aumentano il reddito delle famiglie diminuisce e che le disuguaglianze all’interno della nostra società si fanno sempre più profonde. A tutto ciò si aggiungono una crescente e preoccupante diffusione del lavoro precario e un andamento non certo positivo della produzione industriale, con gravi ripercussioni sull’intero sistema economico.

“Ribadiamo ancora una volta che le misure assistenziali non possono essere efficaci se non vengono affiancate da investimenti che coinvolgano la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione attraverso i quali rilanciare il mercato del lavoro” – dichiara Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori.

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Aumenti IVA: il Movimento Difesa del Cittadino lancia l’ultimo allarme per i bilanci

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“Disinnescare gli oltre 23 miliardi derivanti dall’aumento dell’ Iva previsti per evitare il crollo dei consumi ed il colpo di grazia ai bilanci delle famiglie italiane”
 questo l’appello del Movimento Difesa del Cittadino dopo che la Ragioneria Generale dello Stato sembra aver escluso allo stato la possibilità di non attivare le famigerate clausole di salvaguardia.

L’associazione di consumatori ricorda che dal 1° gennaio 2020, in base alla legge di bilancio approvata, l’Iva ordinaria è destinata a salire dal 22 al 25,2% dal 2020 (e poi al 26,5% dal 2021), mentre per quella al 10% si prevede un rialzo al 13%, sempre dal 2020.

<<Le stime più autorevoli parlano chiaro e tondo di un salasso da 724 euro per una famiglia con due figli, 509 euro per una coppia di pensionati   e 429 euro per un single – denuncia Francesco LuongoPresidente Nazionale  del Movimento – con buona pace del misero 0,5% di crescita della spesa previsto per il 2019 dall’ISTAT in un contesto di consumi al palo come dimostra il -3,3% delle vendite al dettaglio di marzo rispetto al 2018 chiuso con un modestissimo + 0,1%>>.

MDC denuncia la totale assenza di politiche per il rilancio dei consumi e della consapevolezza dei consumatori italiani, alle prese con una crisi economica che perdura ormai dal 2008, e chiede al Premier Conte e ai Vice Premier Di Maio e Salvini un intervento risolutivo che chiarisca finalmente la situazione.

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18 giugno Roma, VISIONARI HyperPolitics – l’evento per la pubblica amministrazione nativa digitale

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HyperPOLITICS Pensare ed agire per la pubblica amministrazione nativa digitale il 18 giugno 2019 dalle 09:30 – 17:00

Aggiungi al calendario

Dove: REGIONE LAZIO Via della Pisana, 1301 1301 Via della Pisana 00163 Ponte Galeria-la Pisana

Visualizza Mappa

Il 18 giugno 2019 a Roma, presso la sede istituzionale del Consiglio Regionale del Lazio, si terrà HYPERPOLITICS – INNOVAZIONE DIGITALE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: tecnologie emergenti, opportunità e nuovi servizi per i cittadini nativi digitali.

Gli speakers di eccezione saranno:
per il SETTORE PUBBLICO Mattia Fantinati (Sottosegretario Ministero Pubblica Amministrazione), Gianpaolo Manzella (Assessore sviluppo economico ed innovazione della Regione Lazio), Flavia Marzano (Assessore Roma Semplice) e Maurizio Stumbo, Direttore sistemi informativi LazioCrea.
Per il SETTORE TECNOLOGICO e INVESTORS Roberto Cingolani (Direttore Scientifico IIT Istituto Italiano di Tecnologia), Pier Luigi Dal Pino (Direttore relazioni istituzionali Microsoft) e
Stefano Devescovi (Business Development settore pubblico IBM)

HYPERPOLITICS: il primo evento dedicato da Visionari all’innovazione nella Pubblica amministrazione, in collaborazione con l’Intergruppo “Innovazione digitale nella pubblica amministrazione” del Consiglio Regionale del Lazio.
1 giorno di approfondimento, 7 ospiti d’eccellenza, una serie di workshop immersivi per connettersi con una Community innovativa. Realizzato con la direzione scientifica di Federico Pistono (presidente e fondatore di VISIONARI),  sarà un’occasione unica per entrare in contatto con speaker a livello nazionale e per guardare all’innovazione tecnologica come opportunità personale, professionale o come attivismo sociale.

Le sessioni della mattinata saranno dedicate alle tecnologie emergenti ed esponenziali (digital economy, blockchain, intelligenza artificiale), ai modelli di innovazione della pubblica amministrazione (digitalizzazione ed amministrazione nativa digitale, cybersecurity, opendata e analisi predittive), ai nuovi rapporti fra istituzioni e cittadini attraverso piattaforme di servizi digitali applicati alla pubblica amministrazione (edemocracy, egovernment, e-payment, smart contract).

SETTORI

DIGITAL PA
Modelli di innovazione della pubblica amministrazione come digitalizzazione ed amministrazione nativa digitale, cybersecurity, opendata e analisi predittive

E-SERVICE
Edemocracy, Egovernment, E-payment, e smart contract sono solo alcuni dei nuovi rapporti fra istituzioni e cittadini che si estrinsecheranno sotto forma di nuove piattaforme di servizi digitali applicati alla pubblica amministrazione.

REGISTRATI ALL’EVENTO

PROGRAMMA PRELIMINARE

9.30 – 10.00 Accoglienza
10.00 – 10.20 Saluti Istituzionali Luigi GABRIELE (Vicepresidente VISIONARI) Davide BARILLARI (Chairman intergruppo “Innovazione digitale nella PA”)
10.30 – 11.00 Politiche del governo per l’innovazione digitale Mattia FANTINATI
11.00 – 11.30 Progetti regionali in corso per l’innovazione digitale Gian Paolo MANZELLA
11.30 – 12.00 Politiche ente locale per l’innovazione digitale Flavia MARZANO
12.00 – 12.30 Ricerca applicata all’innovazione digitale per la PA Roberto CINGOLANI
12.30 – 13.00 Case studies per il mondo pubblico Pier Luigi DAL PINO
13.00 – 13.30 Innovazione Sistemica Stefano DEVESCOVI

Dalle 14.30 – 16.00 Local Challenge (Sale Rutuli e Sabini)
A) Open data, trasparenza e diritto alla privacy
B) Utilizzi della Blockchain nella pa: digitalizzazione e conservazione documentale, sanità elettronica, tracciabilità di prodotti.
C) Diritti e cittadinanza digitale. Processi di edemocracy di ultima generazione per i nativi digitali
16.30 – 17.00 Memorandum per la PA

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VISIONARI, un’associazione non-profit che promuove l’utilizzo responsabile di scienza e tecnologia per il miglioramento della società.

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