Seguici su

Consumatori

Panama Papers: svelata la tecnologia dell’inchiesta

Nelle indagini sui Panama Papers da parte del ICIJ e la Süddeutsche Zeitung ha rivestito “parte essenziale” una speciale tecnologia, che ha permesso di gestire ed organizzare l’enorme mole di dati contenuti in 11,5 milioni di documenti e 2,6 TB di dati

Pubblicato

il

Roma, 25 aprile 2015 – La tecnologia per elaborare e analizzare i documenti è stata determinante nelle indagini di Panama Papers, l’investigazione sulle società offshore condotta dal quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung e il Consorzio Internazionale di Giornalisti Investigativi (ICIJ, per il suo acronimo in inglese). Süddeutsche Zeitung ha ricevuto in maniera anonima una fuga di informazioni di circa 11,5 milioni di documenti, con un volume di 2.6TB di dati, con indicazione delle attività dello studio legale panamense Mossack Fonseca, che ha aiutato i suoi clienti a stabilire società per azioni registrate inparadisi fiscali. Mentre queste entità “off-shore” sono generalmente legali nella giurisdizione in cui sono registrate, l’inchiesta ha dimostrato che alcune società sono stati utilizzate per scopi illeciti, tra cui la frode, traffico di droga e l’evasione fiscale. Una enorme mole di dati che è stata possibile gestire ed organizzare grazie alla tecnologia fornita gratuitamente dalla Nuix. “Si tratta di una quantità enorme di informazioni più di quanto sia mai stato gestito dal giornalismo d’inchiesta: circa 10 volte il volume di dati e cinque volte nel numero totale di documenti in confronto all’indagine Offshore Leaks del ICIJ del 2013″, ha detto Eddie Sheehy, CEO di Nuix. “Allo stesso tempo, è solo un volume medio di documenti nel mondo di eDiscovery o delle indagini normative. Alcuni dei nostri clienti lavorano con volumi simili di dati ogni giorno. Nuix è l’unica tecnologia al mondo in grado di gestire questa grande quantità di dati e il gran numero di documenti in modo rapido e accurato”. “Nuix è un programma di eDiscovery e diinvestigazione informatica, aggiunge Niki Lamanna di Ondata International, partner globale di Nuix in Italia. “Fondamentalmente si ha un motore di indicizzazione molto veloce. Questo motore ci permette di elaborare i file che abbiamo introdotto in Nuix per creare un database in cui possiamo fare consultazioni ed indagini con alte prestazioni. ICIJ e Süddeutsche Zeitung ha utilizzato il software Nuix per l’elaborazione, l’indicizzazione e l’analisi dei dati ed i ricercatori hanno utilizzato la funzione Nuix per il riconoscimento ottico dei caratteri, permettendo loro di cercare il testo nel contenuto di milioni di documentidigitalizzati. Hanno usato Nuix altre funzioni, come ad esempio “Estrazione entità denominata” che permette di estrarre i nomi e altri modelli identificabili, insieme ad altri strumenti di analisi per fare riferimenti incrociati tra i nomi dei clienti Mossack Fonseca e milioni di documenti. Più di 400 giornalisti in 80 paesi hanno studiato i dati prima di pubblicare i primi risultati dell’indagine il 4 aprile 2016 grazie a Nuix che ha donato il software a ICIJ e Süddeutsche Zeitung per questa indagine. Un consulente Nuix haassistito inoltre i ricercatori sulle configurazioni hardware e flussi di lavoro ed i tecnici Nuix non hanno mai visto o manipolati i dati filtrati, compito svolto solo dai giornalisti coinvolti nell’inchiesta. “La tecnologia Nuix era una parte indispensabile del nostro lavoro nelle indagini nei documenti di Panama, come lo era stato nelle fughe di notizie offshore e molte delle nostre ricerche su larga scala”, ha detto Gerard Ryle , del Consorzio Internazionale di Giornalisti Investigativi.   A proposito di Ondata International Ondata International  è un partner globale di Nuix, leader mondiale nel campo dell’investigazione informatica. Ondata distribuisce prodotti Nuix e supporta gli utenti di questa tecnologia in Spagna, Italia e Portogallo. Specializzato in computer forensics, sicurezza informatica e nel recupero dei dati, Ondata ha venti anni di esperienza e presenza in dieci paesi in Europa e in America. Per maggiori informazioni su Nuix:http://www.ondata.es/recuperar/nuix-investigator.htm   Interviste e contatti: info@ondata.es ondata-it.com

Clicca per commentare

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply

Consumatori

Consumatori Italiani e Giapponesi si confrontano

Pubblicato

il

Study Visit 22 gennaio: delegazione giapponese presso Adiconsum e Centro Europeo Consumatori Italia per un confronto sulla tutela transfrontaliera del consumatore


 Il 22 gennaio, alle ore 10, presso la sede nazionale di Adiconsum e il Centro Europeo Consumatori Italia, ha avuto luogo la prima Study Visit del 2019: una delegazione di rappresentanti della Consumers Affairs Agency (agenzia governativa giapponese) e della Mitsubishi UFJ Research and Consulting, (società di ricerca e consulenza), sarà ospite di Adiconsum  e del Centro Europeo Consumatori per uno stimolante confronto sulla tutela del consumatore nelle controversie transfrontaliere. Le attività di assistenza e consulenza di Adiconsum e dell’ECC-Net, le modalità di gestione dei reclami e i rapporti con le autorità nazionali ed europe, costituiranno solo alcuni dei temi in agenda previsti per l’incontro di domani, la cui finalità è quella di comparare i due diversi sistemi di trattazione delle controversie transfrontaliere in materia  di consumo e valutare  future eventuali collaborazioni internazionali a tutela dei consumatori.

Continua a leggere

Consumatori

Italiani e prima auto: tutto ciò che c’è da sapere nella ricerca di automobile.it

Pubblicato

il

Una ricerca svela i retoscena

L’arrivo della prima auto è un passaggio fondamentale nella vita di ogni automobilista e di ogni persona. Per questo motivo, con la propria prima auto si crea spesso un rapporto che va al di là delle caratteristiche tecniche del veicolo e degli utilizzi che se ne possono fare, siano essi relativi al lavoro, allo studio o allo svago. Quali sono, quindi, le caratteristiche che legano gli italiani alla loro prima auto?

La ricerca realizzata su un campione di 1.000 intervistati da automobile.it, sito di annunci di auto usate, nuove e Km 0, risponde a questa domanda mettendo in evidenza alcuni elementi salienti che caratterizzano questo rapporto. I risultati, racchiusi in una infografica, raccontano quali siano le preferenze degli Italiani quando si parla di prima auto e forniscono uno spaccato interessante del nostro Paese, che sembra essere particolarmente legato al Made in Italy: il 55% delle prime auto è una Fiat e la classifica è dominata da tre auto della casa torinese: 500, Panda e Punto.

Il podio delle marche più gettonate è completato dalla francese Renault, con modelli importanti come la Renault 4 e la Clio, e dall’americana Ford, con la Fiesta su tutte.

Differenze rilevanti si evidenziano anche tra uomini e donne; queste ultime, infatti, ottengono la prima auto in media due anni dopo rispetto agli uomini, a 22 anni e 7 mesi rispetto ai 20 anni e 6 mesi degli uomini. Uomini e donne hanno anche priorità diverse nella scelta della prima auto; se gli uomini si lasciano guidare soprattutto dal fascino del brand, le donne tendono a dare maggiore importanza alla sicurezza.

Nel complesso è tuttavia il prezzo la variabile che più influisce sulla scelta della prima auto; è stato indicato infatti dal 34% degli intervistati ed è seguito dall’alimentazione (9%) e dall’estetica (9%). Meno gettonati lo spazio interno e gli optional, definiti importanti soltanto dal 5% e dal 3% degli intervistati.

Anche su base geografica non mancano le differenze. Valle d’Aosta, Basilicata e Toscana sono le regioni più “giovani”, quelle in cui la prima auto arriva prima. Al contrario Molise, Marche e Veneto sono quelle in cui questo traguardo viene raggiunto più tardi, tra i 23 e i 24 anni.

Continua a leggere

Consumatori

#10yearschallenge SOCIAL E TUTELA DATI: RISCHI E OPPORTUNITÀ

Pubblicato

il


Adiconsum:
Uso dei Social network sì,
ma senza perdere mai la consapevolezza
che qualsiasi cosa postiamo è di dominio pubblico.

Tra gli over 55, il 41% sono analfabeti funzionali,
i meno avveduti nell’uso responsabile di internet e dei social
21 gennaio 2019 – Non passa giorno che sui social non venga lanciata una nuova moda attraverso un hashtag accattivante per aumentare i “like” e condividere momenti o situazioni con i propri followers. L’ultimo in ordine di tempo, lanciato dal Social network Instagram e ripreso anche da Facebook e Twitter, si chiama #10yearschallenge e invita gli utenti social a postare foto di cose, luoghi, avvenimenti, pensieri, immagini personali relative ad un lasso di tempo di 10 anni (2009-2019).

Questo nuovo hashtag sta riscuotendo molto successo e anche perplessità, soprattutto per quello che ricorda il fatto di postare foto personali. 

Con l’occasione, Adiconsum vuole ricordare che postare una proprio foto sui social potrebbe essere sempre pericoloso, soprattutto perché le foto postate rimangono archiviate sulla piattaforma e diventano di sua proprietà e di chiunque riesca a carpirle e catalogarle. Non solo le foto, ma anche tutto ciò che postiamo, può permettere di tracciare un profilo dei nostri interessi, delle nostre amicizie, dei nostri pensieri, che possono venire immagazzinati per altri scopi. Tutto questo non accade, quindi, solo quando vengono lanciati nuovi hashtag e nuove iniziative, ma è la regola dei social e non dobbiamo mai dimenticarla.

Una recente ricerca dell’Osservatorio Isfol ha rilevato che nel nostro Paese, tra gli over 55enni, gli analfabeti funzionali, cioè coloro che non sono mai stati o che non sono più in grado di leggere e comprendere una notizia, di interpretarla, di modularla, nonché di discernere tra notizie vere e fake news, raggiungono il 41%.

L’uso non consapevole di internet da parte degli analfabeti funzionali, ma anche da parte dei giovani, può diventare un terreno fertile per chi vuole fare business con la raccolta di dati personali.

Anche se non è una novità che i dati non sono solo di nostra proprietà, vero è che possiamo limitarne la loro diffusione adottando una serie di comportamenti più responsabili e consapevoli, durante la navigazione in internet, non togliendo nulla al desiderio di condividere i nostri momenti con gli amici.

Consigli Adiconsum

·       Controlla sempre le impostazioni relative alla privacy
·       Pensa e seleziona quello che pubblichi su internet
·       Non dimenticare mai che la rete è un luogo pubblico, dove si può prelevare tutto ciò che si trova e riutilizzarlo a nostra insaputa
·       Rispetta la netiquette, l’insieme di regole da osservare sui social network.

Continua a leggere