Parchimetri: molti ancora non sono stati adeguati per pagamenti con bancomat e carte di credito. Chi dovesse essere multato si rivolga alla Federconsumatori.

 

La norma doveva essere chiarissima! Dal primo luglio dev’essere possibile pagare anche la sosta aiparchimetri con i bancomat e le carte di credito. Se l’apparecchio non è dotato di Pos, non è un problema dell’automobilista, ma di chi gestisce le aree di sosta (ente pubblico o concessionario).  La normativa  era  prevista nella legge di Stabilità 2016 per incoraggiare i pagamenti elettronici e ora  la scadenza è arrivata. Come si deve comportare l’automobilista che, senza monete in tasca, non riesce a pagare con una carta, di credito o di debito che sia?

La vicenda sembra fare il paio con quella, più generale, dell’obbligo di Pos per i commercianti e i professionisti. Sono obbligati, a parole, ad accettare i pagamenti elettronici, mentre nei fatti non sono mai stati decisi né regolamenti né multe. Senza sanzione, la norma non è applicabile. Anche per i parchimetri, esiste una scappatoia per chi deve regolare i parcheggi: può sostenere che ci sia stata un’«oggettiva impossibilità tecnica» nel realizzare il sistema di pagamento.

La legge è chiarissima ma è altrettanto vero che mancando del tutto una giurisprudenza in materia i futuri ricorsi delle persone multate saranno oggetto delle decisioni dei giudici di pace.

Molto interessante sarà capire come si comporteranno gli agenti di polizia municipale di fronte a un’auto senza tagliando per mancanza di Pos! Già in alcune città le colonnine sono state adeguate alla nuova normativa di legge. Come sempre siamo un Paese strano che fa le leggi e poi non da strumenti per applicare correttamente le stesse.

Consigliamo agli automobilisti eventualmente multati di rivolgersi alla Federconsumatori per iniziare il percorso del ricorso presso il Giudice di Pace.