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Pasqua 2013, da con chi vuoi a con i tuoi

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Codici: per chi non vuole rinunciare alla tradizione del pranzo pasquale al ristorante conviene prenotare online. Si può spendere dai 20 euro a persona nei ristoranti più economici fino ai 50 euro in quelli più chic. Quest’anno un italiano su tre rimarrà nella Penisola per le vacanze pasquali. I dati riportati dalle cronache, derivanti dai maggiori siti di prenotazione online, raccontano di un 35% di cittadini che, per risparmiare, preferiscono alberghi ed agriturismi italiani piuttosto che andare all’estero. Complice della tendenza, sicuramente, la situazione di criticità economica odierna, che frena i consumi di una gran parte degli italiani.

Sui siti specializzati in offerte last minute e sconti promozionali si possono infatti ottenere risparmi anche fino al 60%. L’importante è sempre non avere problemi a prenotare all’ultimo momento e affidarsi solo a siti certificati, così da assicurarsi la qualità del pacchetto vacanza (che dura sempre meno giorni, soprattutto rispetto agli anni in cui erano molte le prenotazioni per intere settimane).

Come già accennato, questa è una Pasqua improntata all’austerità: il calo dei consumi alimentari è stimato al 7% rispetto allo scorso anno, la spesa complessiva non supererà i due miliardi di euro. Le tradizionali uova di cioccolato e le colombe registrano un calo superiore al 10%. Anche l’acquisto dell’agnello è in diminuzione (meno 5%). Si stima che saranno in molti a dedicarsi al fai da te, soprattutto per quanto riguarda i dolci e la pasta fatta in casa. Si ipotizza, infatti, una crescita delle vendite fino al 12% per uova, zucchero, farina, burro e lievito (dati Cia-Confederazione Italiana Agricoltori).

Non tutti però si dedicheranno al fai da te per il pranzo pasquale, c’è anche chi non rinuncia alla “tradizione” del pranzo domenicale al ristorante. Il Codici, attraverso il monitoraggio di siti internet e l’analisi di testimonianze dirette ed indirette, ha confrontato i prezzi dei pranzi pasquali in alcuni ristoranti italiani, in modo da poter avere un’idea (solo orientativa) sui prezzi medi che le famiglie affronteranno per mangiare nella prossima domenica festiva. Cosa emerge?

Per risparmiare è innanzitutto necessario operare dei confronti su internet. Alcuni siti permettono anche di prenotare online, elemento di ulteriore risparmio. In genere il menù pasquale comprende antipasto, primo, secondo, a volte, ma non sempre, un contorno e il dolce, bevande incluse. Per quanto riguarda i prezzi, questi si aggirano dai 20-25 euro a persona nei ristoranti più economici; a una media di 30 euro in molti ristoranti di medio livello, che offrono comunque sconti promozionali; alle 40-45 euro, ma a anche 50 euro, per i menù pasquali nei ristoranti più chic.

“Per risparmiare si possono adottare dei semplici accorgimenti, come molti consumatori stanno già seguendo – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Il primo è quello del monitoraggio delle occasioni su internet, sia per le offerte promozionali dei cibi che per i weekend fuori porta. Inoltre è possibile dedicarsi al fai da te e preparare in casa molti dei dolci tipici pasquali. Optare per una Pasqua più economica è possibile, basta organizzarsi per ridurre le spese superflue”.

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Elettricità: differita al 2020 l’ultima fase della riforma tariffaria per gli oneri generali dei clienti domestici

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dal 1° gennaio 2019 eliminata la progressività della componente di commercializzazione

Milano, 5 dicembre 2018 – Il completamento della riforma delle tariffe relativa alle componenti degli oneri generali di sistema per i clienti domestici viene differito di un ulteriore anno rispetto al previsto 1° gennaio 2019. Lo ha deciso l’Autorità con la delibera 626/2018/R/eel per evitare la sovrapposizione nel prossimo anno con gli effetti che deriveranno dalla riattivazione degli oneri generali, parzialmente sospesi negli ultimi 2 trimestri per limitare gli aumenti di spesa dell’energia elettrica.

La riforma delle tariffe domestiche, definita dall’Autorità in attuazione del decreto legislativo n.102/14, ha già permesso di eliminare la progressività dalle tariffe dei servizi di rete (trasmissione e distribuzione), nel rispetto degli obiettivi di sostenibilità ambientale e di allineamento della struttura delle tariffe ai costi del servizio.

Per le componenti tariffarie degli oneri generali rimane quindi in vigore la struttura a due scaglioni in vigore nel 2018 (fino a 1.800 kWh/anno e oltre 1.800 kWh/anno). Ciò permette di mantenere proporzionato, per tutti i clienti domestici, l’effetto della riattivazione degli oneri generali.

Il rinvio non riguarda invece la componente DISPBT, applicata a tutti i clienti aventi diritto al servizio di maggiore tutela, che nel 2018 aveva ancora una struttura progressiva per i clienti domestici residenti. Dal 2019 verranno pertanto eliminati gli scaglioni da tale componente, che riguarda i costi di commercializzazione1

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Ferri da Stiro, approfondimento di Unomattina con Luigi Gabriele di ADICONSUM e Valerio Rossi Albertini (Fisico del CNR)

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Tipologie ferri da stiro.

Approfondimento di Unomattina con luigi Gabriele Adiconsum e Valerio Rossi Albertini Fisico CNR

Riguarda il video dal minuto 39

  • Perchè il ferro a caldaia ha superato quello classico?Pro e contro di questa scelta.Ferri classici, perchè c’è una differenza così ampia tra quelli che costano 20 euro e quelli 100?
  • Consigli per l’acquisto
  • Consumi tra classici e a caldaia.
  • Acqua decalcificata(distillata) ha senso?

Vediamo l’approfondimento realizzato dalla redazione con la collaborazione dell’ufficio stampa di ADICONSUM

A vapore

Prezzo: da 20 a 100 euro circa

Potenza massima: (200-2500 watt)

Pro:

  • Economico
  • Occupa poco spazio
  • Utile per stirature rapide
  • Si scalda velocemente

Contro:

  • Serbatoio limitato

Caratteristiche importanti da valutare

  • La pressione del vapore, espressa in bar (sotto 3bar la pressione è bassa, i modelli migliori più aggiornati vanno dai 4,5 bar in su)
  • Grammi di vapore/minuto (per avere prestazioni decenti questo valore deve essere almeno pari a 70g/min; i top di gamma arrivano tranquillamente a 200g/minuto)
  • Vapore verticale (funzione optional)

Consumi: dipendono da molti fattori; una maggiore potenza in termini di watt comporta un maggiore consumo energetico, ma allo stesso tempo, consente al ferro di scaldarsi più velocemente.

Con caldaia

Prezzo: varia in base alle prestazioni da 50 fino a 300 euro

Potenza massima: 700 -2400 watt 

Pro:

  • ideale per lunghe sessioni di stiratura
  • diverse fasce di prezzo
  • esistono modelli che promettono un risparmio energetico del 20/30%

Contro:

  • Molto voluminoso

Caratteristiche importanti da valutare

  • Presenza di un sistema anticalcare adeguatoRisparmio energetico (alcuni modelli assicurano risparmi maggiori rispetto ad altri sistemi)

Da viaggio

Prezzo: dai 13 ai 40 euro

Potenza massima: 700 -1000 watt

Pro:

  • Facile da trasportare
  • Economico

Contro:

Bassa temperatura

Caratteristiche importanti da valutare

  • Varianti mini
  • Varianti con manico pieghevole

Senza filo

Prezzo: 40 /120 euro

Potenza: 1800 – 2400 watt

Pro:

  • Niente fili
  • Poco ingombrante

Contro:

  • Più costoso di un ferro a vapore (a parità di prezzo le performance del ferro a vapore sono migliori)
  • Non adatto per lunghe sessioni di stiratura

Caratteristiche importanti da valutare

  • Vedi ferro da stiro a vapore

 

Verticale

Prezzo: 30/150 euro (alcuni modelli possono arrivare a 910 euro)

Potenza: 700- 1800 watt

Pro:

  • Pratici da usare
  • Prezzi che variano
  • Stiratura molto veloce

Contro:

  • Poco precisi

Caratteristiche importanti da valutare

  • Modello ferro da stiro verticale
  • Modello stiratrice verticale

Altri modelli:

Tavola da stiro con ferro incorporato; Pressa da stiro; macchina per stirare

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Consumatori

Aspirapolvere o scopa elettrica? Fatti consigliare da un fisico (Valerio Rossi Albertini) e un consumerista(Luigi Gabriele)

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Unomattina

St 2018/19 Aspirapolvere o scopa elettrica? – 18/09/2018

Come eliminare la polvere domestica? In studio Luigi Gabriele, esperto consumi, e Valerio Rossi Albertini, fisico CNR.

Riguarda il video:

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