“E’ l’ennesimo esempio di come la sofisticazione stia entrando sempre di più nel nostro quotidiano a tavola ” commenta Matteo Pennacchia, responsabile del settore agroalimentare di Codici “Il consumo di queste olive comporta rischi per la salute, persone senza scrupoli hanno immesso sul mercato olive di raccolti dello scorso anno che non avevano più un colore ‘appetibile’ colorandole con un composto che solo in piccole quantità può avere destinazione d’uso antiparassitaria, il solfato di rame, in questo caso, utilizzato direttamente sulle olive come colorante era in quantitativo elevatissimo e nocivo.”

Grazie alla Guardia Forestale sono state scoperte e tolte dalla circolazione 85.000 tonnellate di ‘olive riverniciate’ e fatte moltissime denunce. Inoltre sono stati anche sequestrati 5.250 quintali di olive da mensa in cattivo stato di conservazione e ancora lotti di olio contraffatto, adesso attraverso un esame del DNA che ne stabilisce la provenienza geografica,

“Il problema è che al momento è legale far arrivare oli importati e le grandi aziende olearie ne approfittano per incrementare i profitti ed immetterli sul mercato mischiati a quelli notrani, si dovrebbe proprio partire da una modifica a questa legge per garantire il Made in Italy, al momento la contraffazione dell’olio è al primo posto in Italia, soppiantando i casi riguardanti vino ed altri alimenti”, conclude Pennacchia

Per quanto riguarda le Olive ‘ripitturate’, Codici invita a fare attenzione all’acquisto, osservando con attenzione, oltre al colore sgargiante anche le differenze tra il picciolo e il frutto stesso, che in natura hanno colori differenti , mentre nel caso in oggetto avrebbero entrambi il medesimo vivace colore.

Per segnalazioni www.codici.org
Diva Bartaletti
Ufficio Stampa e Redazione
CODICI – Associazione dei consumatori iscritta BEUC e CNCU