Nel 2014 non ci sarà rivalutazione rispetto all’inflazione per i redditi da pensione superiori a 6 volte il minimo. Lo ha detto il ministro del Lavoro Enrico Giovannini in una audizione alla Camera. Ci sarà rivalutazione piena solo per i trattamenti fino a tre volte al minimo.
Per il Codacons è una vergogna prendersela con i pensionati che non sono certo milionari, mentre è sceso un silenzio assordante sulla sentenza della Corte Costituzionale che ha impedito di chiedere un contributo di solidarietà ai pensionati d’oro. In particolare è scandaloso non rivalutare al 100% le pensioni da fame che vanno da 3 a 6 volte il minimo.
Eppure aggirare la sentenza della Corte Costituzionale sarebbe semplicissimo, basterebbe innalzare le aliquote marginali Irpef al 48% per chi dichiara più di 90.000 euro e al 53% per chi prende più di 150mila euro lordi annui, ma, chissà perché, nessuna forza politica lo propone.
Per l’associazione di consumatori il Governo ha il dovere morale ed economico sia di rivalutare al 100% le pensioni tra 3 e 6 volte il minimo, se vuole rilanciare i consumi, sia di tassare le pensioni d’oro sopra i 90.000 euro.
Non è solo un fatto di giustizia sociale, ma anche economico. Il problema dell’Italia, infatti, ed il motivo per cui le famiglie sono sul lastrico, è che le pensioni e gli stipendi sono bloccati da anni mentre le tariffe pubbliche, i rifiuti, l’acqua, le multe, i pedaggi autostradali, il canone Rai, le tariffe postali, i canoni d’affitto, i trasporti locali ecc ecc sono regolarmente indicizzati.