Roma, 21 Ottobre 2015. Fa sempre un certo effetto la notizia che circa il 42,5% dei pensionati, pari a 6,5 milioni di persone, ha un reddito pensionistico inferiore a 1000 euro.
Vediamo di capire meglio, al di la’ degli effetti mediatici, com’e’ la situazione.
Piu’ della meta’ (52%) del totale dei pensionati percepisce una pensione sociale, assistenziale e integrata al minimo. Queste pensioni sono a carico della fiscalita’ generale, cioe’ sono pagate con le tasse dei contribuenti, comprese quelle degli altri pensionati sulle cui pensioni viene effettuata la trattenuta Irpef, mentre  quel 52% non ha versato, in tutto o in parte, i contributi previdenziali e quindi non ha pagato le relative tasse.
E’ lo “Stato sociale” che si fa carico di situazioni particolari. Preso atto, ci si chiede se sia possibile aumentare queste pensioni e, soprattutto, dove prendere i soldi? Dall’aumento delle tasse per i piu’ ricchi, potrebbe suggerire qualcuno, ma ricordiamo che la tassazione in Italia ha raggiunto livelli piuttosto alti e, comunque, circa un terzo (27%) delle tasse sono pagate dal solo 3% dei contribuenti; dai vitalizi di parlamentari e consiglieri regionali, potrebbe suggerire qualcun altro, gia’ ma questo comporterebbe un aumento medio di quelle pensioni di circa mezzo euro al mese.
Dunque che fare? Vogliamo ricordare che le pensioni di invalidita’ nel solo sud dell’Italia valgono 17 miliardi di euro. Un controllo sarebbe utile.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc