Si discute molto, in questi giorni, del sistema pensionistico nel nostro Paese e della sua sostenibilità.

Non abbiamo nulla in contrario alla libera scelta del cittadino verso un’uscita flessibile senza sanzioni.

In tutta questa discussione, però, il vero nodo centrale è un altro e nessuno ne parla.

Bisogna ricordare, infatti, che il sistema pensionistico è a ripartizione, ovvero è pagato da chi lavora.

Per questo è fondamentale ragionare in termini di sviluppo, creando nuova occupazione.

Se il tasso di disoccupazione si attestasse al 6%, praticamente alla metà del tasso attuale, con i contributi di chi passerebbe da disoccupato ad occupato il fondo pensionistico avrebbe un incremento di circa 15 miliardi di Euro, così come emerge da una ricerca dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori.

Senza parlare delle minori spese per l’assistenza.

Inoltre, il mercato in aumento determinato da una maggiore occupazione comporterebbe un incremento del potere di acquisto delle famiglie e maggiori entrate per lo Stato, oltre che nuovo impulso all’intero sistema economico.

Un appunto, infine, riguarda la busta arancione: una “previsione” eccessivamente aleatoria, basata su parametri troppo complessi e soggetti a molte, possibili, variazioni.

“Non vorremmo che dietro a tale strategia ci fosse la “manina” di assicurazioni e fondi privati, nei quali molti giovani scoraggiati potrebbero essere indotti a rifugiarsi.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef.