Il prossimo 1° agosto l’Inps corrisponderà 796,27 euro di arretrati ai pensionati con reddito inferiore a 1.500 euro lordi mensili. Il denaro sarà compreso nel consueto assegno previdenziale che spetta al pensionato. Le pensioni che riceveranno il rimborso sono quelle che vanno da 1.500 euro a 3.000 euro lordi mensili, vale a dire da tre a sei volte il nimimo Inps.

Questo il funzionamento del meccanismo di ricalcolo dell’assegno, secondo quanto riportato da Roberto Giovannini su La Stampa: «Per il 2012 e 2013 è riconosciuta una rivalutazione pari al 100% dell’inflazione per gli assegni fino a tre volte il minimo Inps; si scende al 40% per gli assegni fino a quattro volte, quindi ancora al 20% per gli assegni fino a cinque volte, per scendere al 10% per gli assegni fino a sei volte superiori al minimo. Oltre questa soglia non c’è alcuna rivalutazione e nessun rimborso». L’incremento per il primo biennio costituisce poi la base di calcolo per gli anni successivi, a partire dal 2014. Per il 2014 e il 2015 invece la rivalutazione sarà dunque riconosciuta a partire dalle pensioni superiori a 3 volte il minimo e fino a 6 volte, e sarà pari al 20% della percentuale assegnata per ogni fascia di reddito per gli anni 2012-2013».

Il meccanismo di ricalcolo riguarda anche i pensionati deceduti. Gli eredi beneficeranno della somma se presenteranno apposita domanda all’istituto previdenziale (clicca qui per approfondimenti).

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