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Per il rilancio energetico del Paese, chiudiamo il gruppo GSE e apriamo una Blockchain pubblica

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Comunicato stampa

Per il rilancio energetico del Paese, chiudiamo il gruppo GSE e apriamo una Blockchain pubblica

Ogni ora, 430 trilioni di joule di energia dal sole colpiscono la terra. 430 con 18 zeri dopo.
In confronto, la quantità totale di energia che tutti gli esseri umani utilizzano in un anno è di 410 joule. Abbiamo una fonte di energia pulita praticamente illimitata sotto forma di energia solare ma che non sappiamo catturare *.

·         Fonte: Nasa

                                                                       *******

E’ arrivato il momento buono, sostituiamo GSE e tutte le attività del gruppo con una  BlockChain pubblica che operi con Smart Contract.

Sugli incentivi alle fonti rinnovabili (solo per i conti energia), a regime, l’Italia avrà speso 250 miliardi di euro, ovvero 10 manovre di politica industriale, interamente pagate dai consumatori in bolletta. Ma alla fine della fiera, nel nostro Paese avremo sviluppato soltanto posti di lavoro e dirigenze al gruppo GSE, visto che già oggi non si realizzano più impianti di piccola e media taglia e che quel poco di industria che esisteva si è interamente polverizzata.

E’ importante aprire una riflessione, perché finalmente sia sotto l’aspetto politico che tecnologico ci sono tutte le condizioni per aprire una nuova fase, in quello che va trasformato da strumento meramente burocratico, in efficiente meccanismo per lo sviluppo delle FER e di una industria nazionale di settore.

Sin dalla sua nascita, il gruppo GSE svolgeva funzioni che avrebbero potuto fare già altri organismi come l’AEEGSI, il MISE, Terna e l’ENEA.

Ma la volontà di duplicare i processi e burocratizzarli ha condotto a processi spesso inefficienti e che hanno causato più che uno sviluppo, rallentamenti e distorsioni di sistema.

Ricordo sin dall’inizio dei primi tavoli tra GSE e Consumatori, come spesso su numerose questioni che afferivano i vari conti energia, i certificati e in ultimo il Conto Termico, pur nella volontà di semplificarli, finivano per essere complicati con i risultati che tutti conoscono.

Chi non si è mai lamentato per il fatto che il GSE non rispondeva alle istanze di coloro che richiedevano gli incentivi? Molti ricorderanno invece la brutta storia dei certificati bianchi, che per un certo periodo finirono per diventare lampadine a led, in abbinamento con il cambio caldaie se veniva attivato un contratto di libero mercato. Oppure molti ricorderanno le incredibili inefficienze nel riconoscere gli incentivi ai vari conti energia. Per ultimo la brutta storia del conto termico, che da volano all’efficienza nel settore termico si è trasformata nel solito “si poteva fare meglio”.

Passando poi ad AU, che nel tempo ha svolto varie funzioni e ruoli, fino a quello di trasformarsi in Call Center e sportello nazionale che ad ogni chiamata o raccomandata ricevuta, rispondeva con la solita “supercazzola”.

AU talmente tanto distratto, che nello svolgere il ruolo di gruppo di acquisto nazionale non si accorgeva delle sperequazioni sul dispacciamento.

Cosa dovrebbe fare per noi l’AU, visto che la funzione sul mercato di tutela scompare con la piena liberalizzazione il 1° luglio 2019. Continuare a fare il Call center e  il “tribunalino” di settore?

L’RSE? Veramente abbiamo bisogno di una casa editrice che pubblica ottimi Pamphlet ma che in realtà dovrebbe servire da ricerca sul sistema elettrico, cosa che in realtà potrebbe fare meglio l’ENEA?

In ultimo il GME, la borsa del mercato elettrico. Siamo sicuri che sia dotata della massima organizzazione e efficienza per garantire che non ci siano più i furbetti sul gas e sull’energia come le precedenti esperienze ci hanno insegnato?

Fin qui le critiche, ma adesso proviamo a formulare delle proposte.

Sul perché chiudere il gruppo GSE lo abbiamo motivato, adesso cerchiamo di capire come.

Il gruppo GSE  viene definito il 4° gruppo industriale italiano, ma è interamente pagato dai consumatori con centinaia di dipendenti a riempire file excel, e che ha la grande responsabilità di aver ucciso un mercato dalle potenzialità enormi come quello delle FER, che avrebbe potuto generare almeno 1milione di posti di lavoro veri e stabili.

“Al 31 dicembre i lavoratori di GSE sono 595, di cui il 97% a tempo indeterminato. Considerando anche le persone assunte con altri strumenti di flessibilità, la forza lavoro totale è pari a 622.” Senza contare quelli di tutto il gruppo, quindi AU, GME e RSE , in totale a 1500 persone , interamente “bollettate dagli italiani”.

L’idea è semplice e nemmeno tanto difficile da capire. Oggi grazie allo sviluppo tecnologico, possiamo tranquillamente liquidare tutto e sostituire ogni parte del gruppo con una Blockchain pubblica che operi con Smart Contract per l’erogazione degli incentivi, la gestione del mercato elettrico e per l’analisi dei dati.

Costo verosimile 5-6 milioni anno e efficienza al 100%, con dati pubblici e interoperabili che se analizzati da una IA, potrebbero diventare patrimonio nazionale per lo sviluppo di numerosi nuovi segmenti industriali.

Visto che i soldi sono dei consumatori, è giusto che scelgano i consumatori.

E siccome alla guida del gruppo ci sono e ci sono stati ragionieri che non si sono mai assunti responsabilità di sistema o di mercato, e nemmeno le più semplici quando avevano sbagliato, è ora di rivoluzionare il tutto ed avere una nuova visione.

Del resto a che servono dei contabili quando possiamo avere una vera intelligenza, quella artificiale?

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Consumatori

Contatori del gas, U.Di.Con.: ”Presunta truffa per i consumatori, attendiamo la risposta dell’AGCM”

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Roma, 07/11/2018 – “Ciò che è emerso nel servizio andato in onda ieri sera nella trasmissione Le Iene è quanto mai grave e ci mettiamo fin da subito a disposizione degli utenti che volessero segnalarci disfunzioni al loro contatore – scrive in una nota il Presidente Nazionale dell’U.Di.Con. Denis Nesci – stando al servizio di ieri, che fornisce delle prove lampanti rispetto a quello andato in onda qualche giorno prima, alcuni dei nuovi contatori elettronici installati in questi mesi, presenterebbero dei “piccoli problemi” nella rilevazione del passaggio del gas che, stranamente, risulterebbe presente nonostante l’interruzione dello stesso. Un malfunzionamento che automaticamente rischierebbe di far registrare un consumo eccessivo, facendo di fatto lievitare le bollette delle utenze domestiche, il tutto a svantaggio dei consumatori che, la maggior parte delle volte, ignari dell’anomalia, si limiterebbero a comunicare i numeri presenti sul display”.

I nuovi contatori elettronici del gas, installati dai tecnici a partire dallo scorso anno avrebbero dovuto rendere la vita più facile agli utenti, presentando dei vantaggi, tra cui la possibilità di telecontrollo da remoto e quella di realizzare una misurazione più precisa. In questi ultimi giorni si sta apprendendo invece di un malfunzionamento nella misurazione, ma ancora non è possibile capire se è un problema che riguarda tutti i contatori o solo alcuni.

“Sinceramente ci auguriamo che si tratti solo di un difetto di alcuni contatori e che effettivamente non si tratti dell’ennesima truffa a danno dei consumatori anche se, ad ora, non c’è stata alcuna smentita o dichiarazione ufficiale da parte di chi si è occupato della sostituzione dei nuovi contatori.  Abbiamo deciso di scrivere ad ARERA e all’AGCM per far maggiore chiarezza sulle notizie che in queste ore circolano sui media – continua Nesci – laddove le indagini dovessero confermare quanto emerso, ci impegneremo a richiedere la sostituzione gratuita dei contatori a nome dei consumatori interessati. Nel frattempo – conclude Nesci – attendiamo  una risposta dall’AGCM in merito alla nostra segnalazione di  pratica commerciale scorretta a danno degli utenti, chiedendo fin da subito ad ARERA l’istituzione di un tavolo tecnico nelle prossime ore per fare chiarezza sulla vicenda”.

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Sorgenia lancia la bolletta-video

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Da documento fiscale-amministrativo a strumento di relazione fra cliente e fornitore: questa è Nexty, la bolletta-video che rende l’energia più vicina alle persone.

Milano, 5 novembre 2018 – La bolletta diventa più smart grazie a Nexty, una novità per i clienti della prima digital energy company italiana: ogni mese riceveranno una bolletta-video che, oltre a sintetizzare gli aspetti specifici della fornitura di ciascun utente, fornisce consigli su come utilizzare meglio l’energia e racconta esperienze di innovazione al servizio delle persone.

Con uno stile fresco e originale che richiama i colori e il linguaggio di Sorgenia, Nexty è una bolletta personalizzata in cui ciascuno trova un video che descrive quanto ha consumato nel mese, con un confronto con il periodo precedente, quanto ha speso, quanto ha risparmiato, quanta CO2 ha evitato di disperdere in atmosfera, grazie all’energia 100% green fornita da Sorgenia. Ma non solo: in meno di un minuto Nexty integra i contenuti della bolletta tradizionale, sempre consultabile dal video, con temi in grado di interessare, appassionare e ingaggiare gli utenti. Ogni “puntata” è nuova e diversa, con una grafica che si aggiorna mensilmente, seguendo la stagionalità.

Dopo aver semplificato le modalità per diventare cliente, grazie all’utilizzo esclusivo del web, ora Sorgenia rende più piacevole anche la customer experience con uno strumento semplice, veloce, interattivo e orientato allo storytelling.

“Nexty è la prosecuzione ideale del nostro approccio full-digital: siamo partiti dal presupposto che la tecnologia ci offre strumenti straordinari per esplorare nuovi orizzonti e siamo approdati a un tool che rende l’energia più semplice, trasparente, immediata e vicina – dice Gianfilippo Mancini AD di SorgeniaIl nostro obiettivo è rendere questo strumento sempre più personalizzato, capace di rispondere alle esigenze di ciascuno e, perché no, anche un mezzo per appagare la curiosità dei nostri clienti digital, attenti alla sostenibilità e alla continua ricerca di nuovi stimoli”.

 

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Concessioni, l’ANAC: fenomeni particolarmente gravi di inosservanza o di distorta applicazione della normativa di settore

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Atto di segnalazione
Inviato a Governo e Parlamento l’atto di segnalazione n. 4/2018 in tema di concessioni

L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha inviato un Atto di segnalazione a Governo e Parlamento in tema di affidamenti dei concessionari e adempimenti dei concessionari autostradali.
All’esito di una ampia attività di vigilanza, l’Anac ha infatti riscontrato la presenza di fenomeni particolarmente gravi di inosservanza o di distorta applicazione della normativa di settore, inclusi alcuni fenomeni sintomatici di singolari criticità e anomalie.
Con l’Atto trasmesso a Governo e Parlamento, l’Anac segnala la necessità di un intervento per affidare, tramite procedure ad evidenza pubblica, le concessioni scadute; sollecita più puntuali verifiche da parte dei concedenti nei confronti degli adempimenti dei concessionari, allo stato carenti; invita i concedenti a rivisitare le concessioni in essere, anche esercitando le prerogative di monitoraggio previste dalla normativa.

Atto di segnalazione n. 4 del 17 ottobre 2018

L’AUTORITÀ SEGNALA a) la necessità di un intervento volto a sollecitare l’affidamento tramite procedure ad evidenza pubblica, ai sensi delle disposizioni del Codice dei contratti pubblici, delle concessioni scadute; b) la necessità di richiamare l’attenzione dei Concedenti quali soggetti naturalmente preposti alle verifiche sui Concessionari, in quanto parti del contratto di concessione e deputati all’applicazione delle relative penali che conseguono al mancato rispetto dei limiti percentuali previsti dall’art.177 Codice; c) la necessità di richiamare, altresì, l’attenzione dei Concedenti a rivisitare le convenzioni di concessione in essere, esercitando anche le proprie prerogative di monitoraggio dei rispettivi concessionari come, peraltro, disciplinato nelle linee guida n. 11 del 2018 e, più in generale, nelle linee guida n. 9 del 2018 (monitoraggio dei contratti di partenariato pubblico privato).

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