La cosa davvero singolare – spiega l’associazione – è che nel motivare l’intervento contro il ricorso del Codacons, la Presidenza del Consiglio sostanzialmente non ritiene l’Anfiteatro Flavio un bene ambientale e paesaggistico tutelato dalla legge 349/86 riportante le norme in materia di danno ambientale.
Scrive infatti la Presidenza del Consiglio nel controricorso:
“dalle considerazioni che precedono si desume la netta distinzione esistente tra campi d’azione e relative competenze in materia di beni culturali e paesaggistici e dell’ambiente che impedisce la promiscuità di interpretazione posta a fondamento degli assunti dell’associazione ricorrente. La declaratoria di difetto di legittimazione ad agire del Codacons, compiuta dalla sentenza di primo grado, è stata correttamente confermata in appello nonostante la sottolineatura della connotazione “ambientalista” da parte dell’associazione ricorrente, poiché la materia dei “beni culturali” – alla quale potrebbero afferire le questioni oggetto del presente ricorso – è ormai nettamente distinta dalla materia dell’ambiente”.
Riteniamo grave la presa di posizione del Presidente Renzi – spiega il Codacons – perché di fatto nega al Colosseo di rientrare i quei beni ambientali per i quali è prevista una tutela da una specifica legge, quando al contrario il monumento andrebbe tutelato con tutte le norme a disposizione nella nostra legislazione. Speriamo che almeno la Fontana di Trevi sia ritenuta da Renzi bene ambientale prima che possa essere venduta dal Principe De Curtis.