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Perché all’Italia conviene l’economia circolare – Lo dice il Rapporto AGI/ Censis

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ALLA MAKER FAIRE ROME 2018 IL 5° RAPPORTO AGI-CENSIS “PERCHÉ ALL’ITALIA CONVIENE L’ECONOMIA CIRCOLARE”

In diretta streaming venerdì 12/10 dalle 10:30  

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L’ITALIA HA CARTE IMPORTANTI DA GIOCARE IN RELAZIONE AL NUOVO PARADIGMA DELL’ECONOMIA CIRCOLARE: OTTO MOTIVI STRUTTURALI CHE PONGONO IL NOSTRO PAESE IN PRIMA FILA

Roma, 11 ottobre 2018 –  Il nuovo paradigma della circolarità è ancora poco dibattuto nel nostro Paese ma è un tema su cui l’Italia può giocare carte importanti: perché siamo un paese di trasformazione privo di risorse naturali con il più basso consumo di materiali grezzi in Europa, tra i più bravi ad estrarre valore dalle risorse utilizzate, al primo posto per circolazione di materiali recuperati all’interno dei processi produttivi e l’industria del riciclo si stima produca circa l’1% del Pil italiano. Sono i numeri, come quelli elencati di seguito, a dire che il nostro Paese è un punto di riferimento per l’Europa quando si parla di “economia circolare”:

  • Abbiamo il più basso consumo domestico di materiali grezzi: 8,5 tonnellate pro-capite contro le 13,5 della media UE;
  • Tra i più bravi ad estrarre valore dalle risorse utilizzate: 3,34 euro di Pil per ogni kg di risorse, contro un valore medio europeo di 2,2 €/kg;
  • Al 1° posto per “circolazione” di materiali recuperati all’interno dei processi produttivi (18,5% di riutilizzo contro il 10,7% della Germania);
  • Sulla totalità dei rifiuti prodotti (129 milioni di tonnellate) solo il 21% viene avviato a smaltimento (contro il 49% della media europea). Sulla totalità dei rifiuti trattati, l’Italia ne avvia al riciclo il 76,9% (36,2% la media UE);
  • Nel 1999 il 68% dei rifiuti urbani veniva mandato direttamente a smaltimento. Oggi questa percentuale è scesa all’8% circa;
  • La sola industria del riciclo si stima produca 12,6 miliardi di euro di valore aggiunto (circa l’1% dell’intero PIL italiano);
  • Nel 2017 il 48% degli italiani ha acquistato o venduto beni usati, con una crescita dell’11% rispetto al 2016. Un mercato che vale 21 miliardi di euro (1,2% del Pil). Il 42% degli acquisti è avvenuto online;
  • Gli iscritti al car sharing sono raddoppiati in due anni: da 630 mila nel 2015 a 1 mln 310 mila nel 2017.

 

IL SENTIMENT CULTURALE DEGLI ITALIANI

Oltre a ricoprire un ruolo di primo piano nel flusso delle conversazioni sul futuro del mondo, il tema dell’economia circolare sta provando, non senza qualche difficoltà, a ritagliarsi uno spazio nell’immaginario quotidiano degli italiani. E’ di ottimo auspicio il notevole interesse che riveste presso gli imprenditori, la parte più attiva e dinamica del Paese. La rilevazione infatti ha consentito di raccogliere gli orientamenti e il “sentiment” sul tema da parte di 1073 soggetti che occupano posizioni e svolgono ruoli significativi nel panorama socio-economico del Paese: imprenditori, liberi professionisti, docenti universitari, dirigenti d’impresa e funzionari pubblici. Qui alcuni dati che rispecchiano lo stato dell’arte:

  • Il 40% degli intervistati sa bene di cosa si tratta;
  • Il 70 % ritiene che non riguardi solo recupero, riciclaggio e riuso, ma la produzione di tutti i beni;
  • Il principale vantaggio per il 77,8 % sarà la salvaguardia dell’ambiente, mentre pochissimi ritengono che possa avere un impatto su PIL e occupazione;
  • Il 73 % di quelli che la conoscono dice che si imporrà solo se la politica creerà le condizioni abilitanti (i giovani chiedono vantaggi economici evidenti, mentre dopo i 65 anni si privilegiano azioni che incidano sulla sensibilità collettiva). Una percentuale analoga dice che il principale ostacolo sarà l’incapacità della politica di favorire il cambiamento;
  • Per il 60 % spetta all’Unione Europea guidare questo cambiamento;
  • La sharing economy (40%) e la decarbonizzazione (36%) sono i processi innovativi maggiormente correlati

Questo è quanto emerge dal 5° rapporto Agi-Censis “Perché all’Italia conviene l’economia circolare, realizzato nell’ambito del programma pluriennale “Diario dell’Innovazione” della Fondazione Cotec, che indaga la reazione degli italiani di fronte ai processi innovativi, e che sarà presentato venerdi 12 ottobre alle ore 10:30, nel corso dell’Opening Event Ground Breakers Pioneers of the future della Maker Faire Rome 2018, il più importante spettacolo al mondo sull’innovazione.

La ricerca contiene anche un’intervista esclusiva realizzata da Agi a Ellen MacArthur, fondatrice dell’omonima Fondazione nata nel 2009 con un preciso obiettivo: accelerare la transizione da un’economia lineare verso un modello circolare. Secondo Ellen MacArthur, infatti, “l’economia circolare rappresenta un’opportunità, significa costruire un’economia resiliente, di recupero e rigenerazione. Significa superare il modello lineare, che per quanto lo si possa rendere efficiente alla fine ti fa cadere nel precipizio”.   

Nel febbraio 2017, a Lisbona, il Capo dello Stato Sergio Mattarella aveva guardato avanti invitandoci a riflettere su un nuovo modello economico. L’economia circolare. Se ne parla ormai da qualche lustro, ma è solo di recente che l’innovazione tecnologica lo ha reso non solo auspicabile ed etico, ma conveniente e quindi possibile. Del resto anche papa Francesco, nell’enciclica Laudato Sì, invoca l’adozione di un modello circolare di produzione che assicuri risorse per tutti” – afferma Riccardo Luna, Direttore Agi – “Era insomma inevitabile che Agi e Censis si misurassero con questo argomento così importante eppure ancora sostanzialmente

fuori dal dibattito politico e sconosciuto al grande pubblico, come dimostrano i risultati dell’indagine”.

E’ possibile scaricare qui l’intero report.

 

SINTESI DELLA RICERCA

 

L’analisi complessiva dei dati raccolti suggerisce alcune riflessioni di carattere interpretativo sul nuovo paradigma della circolarità che possono così essere riassunte:

 

SI TRATTA DI UN TEMA ANCORA POCO DIBATTUTO

Se il 60,2% di un panel di italiani con cultura elevata e ruoli professionali avanzati ha una conoscenza poco approfondita dei cardini del paradigma e delle potenzialità che racchiude, è evidente che c’è un notevole lavoro da fare in termini di conoscenza e consapevolezza.

 

È DI OTTIMO AUSPICIO IL NOTEVOLE INTERESSE CHE IL TEMA RIVESTE PRESSO LA PARTE PIÙ ATTIVA E DINAMICA DEL PAESE, OSSIA PRESSO GLI IMPRENDITORI

Questo significa che si tratta di un paradigma fecondo, in grado di garantire partecipazione, senso della sfida, progettualità futura. In questa chiave appare molto più promettente rispetto al concetto di sostenibilità ambientale in tutte le diverse declinazioni con cui è stato presentato negli ultimi trent’anni.

 

È UN TEMA SU CUI L’ITALIA PUÒ GIOCARE CARTE IMPORTANTI

Questo per due ordini di motivi: innanzitutto perché siamo un paese di trasformazione privo di risorse naturali. E saper trasformare al minimo livello di consumo di beni naturali oggi può diventare una gran virtù. Inoltre, associare il connotato di “circular goods” ai prodotti del Made in Italy può contribuire a rafforzare il carattere distintivo delle nostre produzioni.

 

CERCASI TRAINO PER L’ECONOMIA CIRCOLARE

L’argomentazione del punto precedente deve però sottostare ad una condizione precisa: si fa economia circolare solamente attraverso un coinvolgimento massivo di tutti gli attori sociali in gioco. E su questo punto l’Italia deve crescere molto, soprattutto nell’azione di indirizzo dei decisori centrali e nei comportamenti dei cittadini-consumatori (come peraltro ben rimarcato dai partecipanti all’indagine).

L’ECONOMIA CIRCOLARE TRA MEZZOGIORNO E PONTE MORANDI

Colpisce che i dati di indagine registrino livelli di conoscenza e di interesse per i residenti nelle regioni del Sud pari e in alcuni casi superiori alla media nazionale. L’economia circolare è un’opportunità di rilancio delle regioni meridionali? Certamente lo è per le filiere agricole e per quelle turistiche. Ma anche in materia di gestione circolare dei rifiuti le potenzialità sono notevoli, proprio a partire dai tanti allarmi innescati da gestioni non solo “lineari” ma addirittura “criminali”. E a questo riguardo come non pensare ad una materia di nuovo protagonismo per lo stanco regionalismo meridionale? Come non pensare che proprio dal vulnus del passato (si pensi alla Campania) possa venire l’adozione di nuovi modelli?

Infine, il pensiero non può non andare a quel 76,6% di intervistati che vede nel crollo del ponte Morandi di Genova un caso esemplare di scarsa attenzione di un Paese nei confronti del proprio patrimonio materiale. Le infrastrutture sono beni pubblici certo non naturali, ma alla stessa stregua da proteggere perché utili e preziose. L’economia circolare ci indica la strada per imparare a prendercene cura e a traguardarle verso le future generazioni.

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ENERGIA, quando finisce il mercato di tutela? Ecco la risposta del Governo

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#Energia: SIMONE BALDELLI (FI) ha interrogato il #governo per sapere quali tutele e garanzie intende utilizzare nei confronti degli #utenti e dei #consumatori.

Interrogazione a risposta orale 3-00530presentato daBALDELLI Simonetesto diLunedì 18 febbraio 2019, seduta n. 128

  BALDELLISQUERIBARELLIBAGNASCOBONDGAGLIARDINOVELLIROSSO e ZANELLA. — Al Ministro dello sviluppo economico – Per sapere – premesso che:

la legge annuale per il mercato e la concorrenza (legge n. 124 del 2017) ha previsto la piena liberalizzazione del settore dell’energia elettrica e del gas, attraverso un percorso che si completerà il 1° luglio 2020 con la cessazione del regime di tutela e, contestualmente, l’ingresso consapevole del consumatore nel mercato libero e l’adozione di meccanismi che assicurino la pluralità di fornitori e di offerte;

tale percorso è caratterizzato da un insieme di misure attuative necessarie a garantire la messa a disposizione per i consumatori degli strumenti utili a partecipare e a scegliere con maggior consapevolezza e facilità sul mercato, ad avere una miglior qualità dei venditori e una maggior trasparenza e «certificazione» delle loro offerte, ad avere quindi la possibilità di individuare le forniture più affidabili e convenienti;

il 30 ottobre 2018, a valle della prima riunione del tavolo di coordinamento tra il Mise, l’autorità di regolazione per reti energia e ambiente (Arera) e l’Antitrust per la programmazione delle attività finalizzate al superamento della maggior tutela, il Sottosegretario Davide Crippa ha annunciato che il primo passo sarebbe stato «il completamento dell’iter dell’Albo di venditori» e la rapida riconvocazione del tavolo «per la presentazione di un programma operativo e condiviso»;

l’Arera nella sua relazione annuale ha evidenziato come il mercato finale della vendita di energia elettrica sia caratterizzato da un numero elevato di venditori – più di 400 – ma rimane ancora fortemente concentrato;

nel Piano nazionale integrato per l’energia e il clima, inviato a Bruxelles l’8 gennaio 2019 dal Mise è stata confermata la volontà di completare il processo di piena liberalizzazione del mercato al dettaglio delineato dalla legge concorrenza, per garantire «lo sviluppo della competenza del consumatore e della sua fiducia nella possibilità di appropriarsi delle opportunità e dei benefici del mercato»;

nella riunione del 20 dicembre 2018 l’Agcm ha sanzionato per oltre 93 milioni di euro il gruppo Enel e per oltre 16 milioni di euro il gruppo Acea per aver abusato della propria posizione dominante nei mercati della vendita di energia elettrica in cui offrono il servizio pubblico di maggior tutela;

secondo l’Autorità, «tanto il gruppo Enel quanto il gruppo ACEA hanno sfruttato in modo illegittimo prerogative e asset, derivanti dall’essere fornitori di maggior tutela, per realizzare una dichiarata politica di “traghettamento” della clientela già fornita a condizioni regolate verso contratti a mercato libero», tale condotta «risulta illegittima e idonea ad amplificare artificialmente il vantaggio concorrenziale di cui tali gruppi già godono per motivi storico/regolamentari e legati alle caratteristiche della domanda»;

l’Autorità ha valutato le condotte proprio alla luce del percorso di piena liberalizzazione, valutando come «dal momento che il legislatore, in vista della abolizione della maggior tutela, ha previsto che vengano adottati “meccanismi che assicurino la concorrenza e la pluralità di fornitori e di offerte nel libero mercato”, le condotte abusive accertate hanno anche l’effetto di sottrarre illegittimamente all’azione di tali meccanismi la clientela tutelata che in esito alle stesse viene acquisita come clientela sul libero mercato»;

l’Agcm ha rilevato come le società coinvolte abbiano ottenuto margini aggiuntivi a danno dei consumatori oggetto del «traghettamento» messo in atto con la condotta abusiva –:

quali iniziative di competenza il Governo intenda assumere, di concerto con l’Arera, per prevenire lo sfruttamento indebito dei vantaggi informativi tra le società di vendita in regime di monopolio legale e le società di vendita sul mercato libero del medesimo gruppo;

quali iniziative di competenza e con quali tempistiche, il Governo intenda assumere, di concerto con l’Arera, affinché sia garantito, attraverso una pluralità di operatori affidabili e una pluralità di offerte chiare e trasparenti, un contesto di mercato realmente competitivo e concorrenziale nel quale tutti i consumatori possano divenire attori consapevoli di scelte sempre più semplici, convenienti e vantaggiose. 

Ecco la risposta del GOVERNO

Intervento in Aula – Interrogazione energia

#Energia: ho interrogato il #governo per sapere quali tutele e garanzie intende utilizzare nei confronti degli #utenti e dei #consumatori.

Pubblicato da Simone Baldelli su Martedì 19 febbraio 2019

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“Modifiche al Codice della Strada” Le Proposte di di Adiconsum

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Martedì 19 febbraio 2019
Camera dei Deputati – IX Commissione

Audizione Adiconsum su Proposte di legge
 “Modifiche al Codice della Strada”

Serve adeguata e completa cornice normativa

alla luce della diffusione della mobilità elettrica e sostenibile
   

Le Proposte di modifica di Adiconsum
19 febbraio 2019 – Nell’ambito dell’audizione alla IX Commissione della Camera dei Deputati, in merito alle proposte di legge “Modifiche al Codice della Strada”, Adiconsum, oltre a presentare le proprie osservazioni sui vari articoli, ha anche illustrato le proprie proposte di modifica al Codice della Strada per promuovere la mobilità elettrica e sostenibile.

Adiconsum si batte affinché il cittadino consumatore sia libero di scegliere una mobilità diversa da quella tradizionale senza alcuna discriminazione. A tal fine è necessario che il consumatore che opti per una mobilità differente possa muoversi in un contesto regolatorio chiaro e non discriminatorio.

In merito ai vari emendamenti al Codice della Strada, oggetto dell’audizione, ecco le principali proposte formulate da Adiconsum:

·       CONDIVISIBILE il beneficio degli spazi di parcheggio riservati a donne in STATO INTERESSANTE e ai genitori con figli fino a 3 anni offrendo, però, tale opportunità anche agli altri appartenenti il nucleo familiare che si prendono cura dei minori (nonni, zii, ecc.), indicati precedentemente nel contrassegno di famiglia

·       NON VIENE RITENUTA NECESSARIA la proposta di consentire la percorrenza della corsia riservata al trasporto pubblico locale a qualsiasi altro tipo di veicolo autorizzata come le biciclette

·       SÌ ad una linea di arresto riservata e avanzata per i velocipedi, ma che non occupi l’intera sede stradale e/o sia  posta lateralmente per non intralciare la ripartenza degli altri veicoli per la sicurezza della circolazione

·       CONDIVISA la possibilità per i ciclisti di utilizzare gli attraversamenti pedonali in assenza di quelli ciclabili, ma solo a piedi e non in sella alla bici

·       SÌ all’abolizione del servizio di piazza con veicoli a trazione animale, ad eccezione dei parchi e delle zone montane

·       NO alla proposta di obbligo di utilizzo di un abbigliamento tecnico per conducente e passeggero di ciclomotore/motoveicolo come formulato. Occorre differenziare la proposta in base alle prestazioni del mezzo, escludendo i ciclomotori sino a 50 cc.. Specificare  quali devono essere i capi tecnici obbligatori. NO all’obbligo di abbigliamento tecnico per il passeggero, tranne i tragitti lunghi in autostrada e su strade extraurbane principali

·       SÌ ad uniformare l’occupazione di aree di sosta o di parcheggio a pagamento da parte dei veicoli per persone invalide, oggi regolamentate da singole delibere comunali, dando la possibilità di occuparle senza costi, indipendentemente dalla disponibilità o meno dei posti riservati agli invalidi, in quanto l’accertamento della disponibilità del posto riservato risulta di difficile applicazione da parte delle Autorità preposte

·       NON CONDIVISIBILE la proposta di permettere nelle strade delle aree cittadine con limite di velocità a 30kmh la percorrenza contromano dei velocipedi perché creerebbe troppe variabili alla circolazione in base al luogo innalzando i rischi di incidenti soprattutto negli incroci, alle rotatorie, nei sensi unici.

Adiconsum, unica Associazione Consumatori a far parte di “Motus-E” (la prima associazione italiana costituita da industria, mondo accademico, associazioni ambientali e di opinione per promuovere la mobilità elettrica) ha presentato alla IX Commissione della Camera anche le proprie proposte di ricognizione degli ambiti di intervento per la modifica/integrazione del Codice della Strada più strettamente inerenti lo sviluppo della mobilità elettrica e sostenibile. A tal proposito Adiconsum ha chiesto alla Commissione di convocare anche le organizzazioni rappresentative della mobilità elettrica quali “Motus-E” ed E-MOB”. 

Proposte Adiconsum di modifica del Codice della Strada
alla luce della mobilità elettrica e sostenibile

4 sono le aree di intervento principali:

Classificazione dei veicoli: inserimento dei veicoli con propulsione alternativa al motore termico, disciplinandone tutti gli aspetti in modo univoco e paritario con particolare attenzione ai velocipedi elettrici
Stazioni di ricarica e aree di servizio: conversione e affiancamento alle attuali stazioni di  ricarica di punti di ricarica per i veicoli elettrici. Modifica delle norme del Codice riguardanti le aree di servizio qualificate come pertinenze delle strade ex art. 24, affinché possano investire nelle infrastrutture di ricarica. Necessarie le variazioni al Codice per definire la tipologia dell’area stradale dove si verifica la ricarica dei veicoli elettrici, oggi normata dai Comuni con discipline disomogenee
Segnaletica stradale: introduzione di indicazioni della segnaletica verticale e orizzontale sulla presenza di punti di ricarica
Targhe di immatricolazione: revisione dell’attuale sistema di immatricolazione per individuare con facilità e certezza il veicolo elettrico, come già proposto e applicato in alcuni Stati europei ed extraeuropei individuando specifiche targhe con colori differenti dal normale per auto elettriche e plug-in.


Clicca qui per il testo integrale Audizione Adiconsum

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Tutti a casa i membri del CDA AMA.

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La Raggi revoca l’intero CDA

Roma, 18 febbraio 2019 – La sindaca di Roma Virginia Raggi ha firmato un’ordinanza con cui si dispone la revoca per giusta causa del Consiglio di amministrazione di Ama Spa.

Il provvedimento è stato adottato a seguito di una memoria approvata dalla Giunta Capitolina che prende atto dei disservizi e del mancato raggiungimento da parte della governance degli obiettivi prefissati.

Contestualmente l’ordinanza assegna al Collegio Sindacale di Ama spa la gestione delle attività aziendali per il periodo di tempo strettamente necessario alla ricostituzione del Cda.

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