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Perchè sono in bolletta. Tutte le voci nelle bollette dell’energia- di Luigi Gabriele

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Nella puntata del 9 gennaio 2018, Luigi Gabriele, Affari Istituzionali CODICI(nella foto) ha partecipato in diretta all’approfondimento del programma Due di Denari di Radio24

#Facebooklive Due di denari – Radio 24Debora Rosciani e Mauro Meazza in diretta dall 11 alle 12 su @Radio 24!
Puntata dedicata alle #bollette di luce e gas: sotto la lente di ingrandimento gli aumenti del 2018.
  • Di che entità sono gli aumenti delle bollette di energia elettrica e gas che sono scattati con l’arrivo del 2018?

 

Un incremento delle tariffe più che triplo rispetto all’andamento del costo della vita, che ha chiuso il 2017 con un incremento di circa l’1,5%. É questa la decisione dell’Autorità per l’energia, che ha stabilito che dal primo gennaio 2018 la bolletta della famiglia tipo subirà un incremento del +5,3% per le forniture elettriche mentre per quelle gas l’aumento sarà del +5%. È quanto prevede l’aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori nei servizi di tutela comunicate dall’Autorità per l’energia che spiega come per l’elettricità sia stato decisivo l’incremento dei prezzi all’ingrosso e dei costi per adeguatezza e sicurezza mentre per il gas arriva il previsto effetto invernale.

Le motivazioni

Nel dettaglio, spiega l’Authority di settore, l’aumento per l’energia elettrica è determinato dalla crescita dei costi di approvvigionamento, che contribuisce per circa +3,8% alla variazione complessiva della spesa per il cliente tipo. Rincaro che al suo interno comprende la variazione del +1,3% dei costi di acquisto, del +1,2% circa dei costi di dispacciamento e del +1,3% circa della componente di perequazione per il recupero tra costi di approvvigionamento attesi e quelli reali registrati nei trimestri precedenti. Il rialzo degli oneri generali di sistema contribuisce al +1,9% sulla spesa del cliente tipo, determinato per intero dalla variazione della componente degli oneri generali per la copertura degli incentivi alle imprese a forte consumo di energia, mentre sono stabili tutte le altre componenti. I rialzi sono controbilanciati in parte dal calo delle tariffe di trasmissione, distribuzione e misura, -0,5% sulla spesa del cliente tipo. Si arriva così al +5,3% finale per la spesa complessiva del cliente tipo. La variazione del gas è invece sostanzialmente legata alla crescita della componente «materia prima», cioè all’aumento delle quotazioni del gas attese nei mercati all’ingrosso nel prossimo trimestre, anche per effetto della maggiore domanda dei mesi invernali.

 

  • È vero che per l’elettricità gli incrementi sono stati meno consistenti di quanto avrebbero dovuto? Perché?

 

l’aumento dell’elettricità è legato ad una serie di fattori concomitanti (ben 9), tutti al rialzo, che hanno portato ad una decisa crescita dei prezzi all’ingrosso nell’ultimo trimestre (+20% del Prezzo Unico Nazionale solo a novembre rispetto ad ottobre): la ripresa dei consumi (+1,6% la domanda elettrica in Italia nei primi 11 mesi del 2017), da confermare nel 2018, positiva come segno della ripresa delle attività produttive, ma con l’effetto parallelo di una risalita dei prezzi all’ingrosso; l’indisponibilità prolungata di alcuni impianti nucleari francesi, con una crescita delle quotazioni dell’elettricità all’ingrosso nel mercato d’oltralpe, che influenza al rialzo anche quello italiano e ne riduce i volumi importati dalla Francia; alcune limitazioni nei transiti di elettricità nella rete italiana, soprattutto nel Sud-Italia, comportando una riduzione complessiva dell’efficienza del sistema; la minore disponibilità della generazione idroelettrica nazionale per la scarsa idraulicità del periodo (il 2017 è l’anno più ‘arido’ degli ultimi 200 anni), sostituita dalla più onerosa produzione delle centrali a gas; l’aumento stagionale dei prezzi all’ingrosso del gas a livello europeo (e quindi anche italiano) che ha contribuito a far innalzare i prezzi elettrici. Inoltre a questi fenomeni si affianca anche un aumento della componente legata al dispacciamento – cioè quella per mantenere adeguato ed in equilibrio il sistema elettrico – e degli oneri legati alle risorse interrompibili (per tutto il 2018) per la sicurezza del sistema elettrico, come previsto dagli indirizzi del Ministro dello Sviluppo economico, sulle base delle analisi condotte da Terna (nelle more dell’operatività del mercato della capacità di cui il Governo italiano non ha ancora ottenuto autorizzazione da Bruxelles), oltre che l’aumento dei costi per le Unità essenziali alla sicurezza, decisa dall’Autorità in base alle indicazioni di Terna. Infine pesa anche sui consumatori domestici (ma non solo) l’aumento degli oneri generali di sistema dovuto al rafforzamento delle agevolazioni per le industrie manifatturiere energivore, deciso con decreto del Ministro dello Sviluppo economico in attuazione della recente Legge europea2 che ha 1 per il gas i consumi sono di 1.400 metri cubi annui. 2 Legge 20 novembre 2017, n. 167. 2 recepito il via libera della Commissione europea della scorsa primavera al Piano di adeguamento predisposto dal Governo italiano

  • Che cosa sono e a cosa servono gli oneri di sistema? (quando sono stati inseriti in bolletta, loro evoluzione nel tempo, quanto pesano sulla spesa totale) 

All’interno della voce “oneri generali di sistema” sono comprese anche le seguenti voci per cui tutti paghiamo: A2 (oneri nucleari, ovvero lo smantellamento delle 4 vecchie centrali e per la realizzazione del deposito nazionale, le percepisce la SOGIN), A3 (incentivi alle fonti rinnovabili, tutti gli incentivi che nel corso degli anni sono stati autorizzati per legge a chiunque istallava o realizzava impianti da fonti rinnovabili), A4 (agevolazioni per il settore ferroviario, un vecchio accordo con le ferrovie degli anni 60), A5 (ricerca di sistema, i ricercatori che studiano la nostra rete RSE), Ae (agevolazioni alle industrie energivore, le acciaierie e le altre grandi imprese che consumano molta energia), As (oneri per il bonus elettrico, i bonus per le persone meno abbienti), UC4 (imprese elettriche minori, un aiutino ai piccoli produttori), UC7 (promozione dell’efficienza energetica, fondi che dovrebbero servire per ridurre l’impatto degli impianti sul sistema), MCT (enti locali che ospitano impianti nucleari, un aiutino ai comuni che hanno ospitato le ex centrali).

  • Difficile da identificare ma in alcune voci sono comprese anche un abbattimento dei costi dell’energia per lo Stato del Vaticano e per San Marino, costretti a comprare energia dalla nostra rete.

Sono gli importi fatturati per coprire i costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema elettrico, e che vengono pagati da tutti i clienti finali del servizio elettrico.

In particolare per:

  • messa in sicurezza del nucleare e misure di compensazione territoriale;
  • incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate;
  • copertura delle agevolazioni tariffarie riconosciute per il settore ferroviario;
  • sostegno alla ricerca di sistema;
  • copertura del bonus elettrico (non viene pagato dai clienti cui è stato riconosciuto il bonus sociale);
  • copertura delle agevolazioni per le imprese a forte consumo di energia;
  • integrazioni delle imprese elettriche minori e promozione efficienza energetica.

 

  • È vero che gli aumenti più consistenti del costo della bolletta per i domestici non residenti (seconde case) è arrivata dal 1 gennaio 2017 (e non ora)?

Dal 1 gennaio 2018 infatti gli aumenti sono in linea a quelle dei residenti. Dal 1° gennaio 2017 cè stata la  piena applicazione della tariffa non progressiva per gli oneri di rete e verrà effettuato il primo intervento anche sulla tariffa per gli oneri di sistema, in modo da diminuire l’effetto di progressività e limitare a due il numero di scaglioni di consumo annuo. Verranno poi introdotte tutte le novità legate all’impegno di potenza.

Quante saranno le famiglie italiane che ci rimetteranno e quante invece ci guadagneranno? La risposta è facile: i punti di prelievo con consumi inferiori a 2.700 kWh l’anno sono oltre l’82% dei 29.430.000 utenti domestici italiani (dati 2014). Ci rimetteranno dunque oltre 24 milioni di utenze.

I conti per i diversi utenti

Vediamo ora conti alla mano come cambieranno le bollette delle varie tipologie di consumatori dal prossimo primo gennaio 2017 e al 2018.

 

 

CHIARA BUSSI SOLE 24 ORE Da gennaio 2017 sulle bollette delle seconde case utilizzate per alcuni mesi l’anno è aumentato il peso della quota fissa sugli oneri di sistema: 135 euro più Iva all’anno (secondo la rilevazione al primo trimestre), poi ridotta a 127,4 euro nel secondo e terzo. Un costo inserito nella componente A3 della bolletta, i cosiddetti oneri, appunto, che finanziano gli incentivi alle energie rinnovabili e che ha portato ad aumenti significativi del conto finale. Lo rivela un’analisi effettuata da Ref Ricerche per Il Sole 24 Ore su cinque profili di consumo domestico.

 

L’impatto più significativo si è fatto sentire soprattutto nei primi tre mesi del 2017, con una bolletta più salata tra l’11 e il 54% a seconda della tipologia di consumo. E secondo la società di consulenza, alla luce dei primi tre trimestri, l’intero 2017 per i non residenti sarà all’insegna dei rincari: per una seconda casa con un consumo annuo di 1200 kilowattora l’aumento medio sarà del 52% rispetto al 2016. Dall’Autorità per l’Energia spiegano che si tratta di «un effetto del secondo step della riforma delle tariffe di rete per le utenze domestiche che si concluderà il 1° gennaio 2018». Il risultato è infatti frutto di una diversa modalità di calcolo degli oneri di sistema e di diversi pesi tra le quote fisse contenute nella bolletta tra utenti domestici residenti e non residenti.

 

La riforma è stata attuata per recepire la direttiva europea sull’efficienza energetica (2012/27/Ue) e ha preso il via il 1° gennaio 2016. Al termine del processo di transizione l’Italia non risulterà più l’unico Paese della Ue a prevedere per i clienti domestici – da quasi 40 anni – l’applicazione di tariffe elettriche con una struttura progressiva con un sistema di sussidi incrociati, in cui chi consumava di più, a parità di costi di servizio, pagava anche qualcosa per chi consumava meno. L’obiettivo, sottolineano dall’Autorità è «una tariffa lineare più equa,trasparente e aderente ai costi dei servizi forniti e maggiormente adatta a stimolare investimenti verso un sistema energetico più sostenibile». Per i servizi di rete viene così definita una struttura tariffaria non progressiva, uguale per tutti i clienti domestici (residenti e non) e impostata in base al criterio dell’aderenza ai costi dei diversi servizi. Per la tariffa degli oneri di sistema (una delle voci della bolletta insieme al costo di energia, dispacciamento, commercializzazione e imposte), invece, si mantiene una differenziazione tra clienti residenti e non residenti: ai primi viene applicata tutta in quota energia (cioè in centesimi di euro per kilowattora prelevato), mentre ai secondi viene calcolata sia in quota energia, sia in quota fissa (come detto sopra).

 

Per le prime case, inoltre, sottolineano dall’Autorità, crescerà solo il peso di una delle quattro voci principali che compongono la bolletta, cioè la quota fissa della tariffa per il trasporto dell’energia e la gestione del contatore (che vale, in media, il 15% del totale). Per le seconde case, invece, l’incremento del peso delle quote fisse è maggiore perché riguarda due delle quattro voci principali che compongono la bolletta: quella relative alla tariffa per il trasporto dell’energia e la gestione del contatore e gli oneri di sistema (che complessivamente valgono in media il 40% della bolletta totale).

 

Tra i non residenti a pagare la bolletta più salata è chi consuma poco, perché non beneficia particolarmente della omogeneizzazione degli scaglioni, mentre viene penalizzato dal corrispettivo fisso. Così per gli utenti con un consumo annuo di 1200 Kwh la bolletta ha portato con sé un aumento del 54% tra il quarto trimestre 2016 e i primi tre mesi del 2017. Nel secondo trimestre, con la quota fissa sugli oneri di sistema diminuita di 8 euro, il conto finale si è alleggerito del 15% rispetto ai primi tre mesi, ma è rimasto sopra i 400 euro spalmati su 12 mesi. Da giugno a settembre la bolletta dovrebbe registrare un nuovo scatto in avanti dell’1 per cento, il 30% in più rispetto al terzo trimestre 2016: 104 euro su base annua rispetto al 2016. Per la fascia di consumo di 2700 Kwh l’aumento nel primo trimestre è stato del 40%, poi il costo finale è sceso del 18% nel secondo rispetto ai tre mesi precedenti e ha ricominciato a salire nel terzo. Oggi le famiglie con questo profilo di consumo spendono il 15% in più rispetto a un anno fa.

 

I principali beneficiari delle riforma sono stati invece i profili di consumo più elevati, residenti e non residenti, nuclei familiari numerosi o proprietari di abitazioni ad alto dispendio energetico, con consumi sopra i 3000 kWh. I non residenti con un profilo di consumo di 4800 euro kilowattora nel terzo trimestre di quest’anno pagheranno il 12% in meno rispetto allo stesso periodo del 2016. Tra i residenti gli utenti con consumi per 4800 euro kWh hanno ottenuto una diminuzione della tariffa del 21% nel primo trimestre di quest’anno rispetto ai tre mesi precedenti e nel terzo otterranno uno sconto del 17% rispetto allo stesso periodo del 2016. Complessivamente quest’anno per le prime casecon un profilo di consumo di 2.700 kWh Ref Ricerche prevede una bolletta più cara di appena l’1,4% in media rispetto al 2016.

Da sottolineare che le variazioni mostrate nelle tabelle nella realtà saranno amplificate, dato che qui non abbiamo considerato accise e Iva.

  • Il residente con consumi bassi

Potenza impegnata: 3 kW
Consumi: 1.500 kWh/anno
Residente: sì
Nel 2015 pagava (accise e iva esclusi): 233 euro
Nel 2016 paga (accise e iva esclusi): 256 euro
Nel 2017 rispetto al 2016 spenderà: 41 euro in più
Nel 2018 rispetto al 2017 spenderà: 7,29 euro in più
In tre annial 2018, la sua bolletta (accise e iva escluse) sarà di 71 euro in piùrispetto al 2015.

  • Il residente con consumi medio-bassi

Potenza impegnata: 3 kW
Consumi: 2.200 kWh/anno
Residente: sì
Nel 2015 pagava (accise e iva esclusi): 343 euro
Nel 2016 paga (accise e iva esclusi): 360 euro
Nel 2017 rispetto al 2016 spenderà: 22,5 euro in più
Nel 2018 rispetto al 2017 spenderà: 10,7 euro in più
In tre anni, al 2018, la sua bolletta (accise e iva escluse) sarà di  50  euro in piùrispetto al 2015.

  • Il residente con consumi medi

Potenza impegnata: 3 kW
Consumi: 2.700 kWh/anno
Residente: sì
Nel 2015 pagava (accise e iva esclusi): 438 euro
Nel 2016 paga (accise e iva esclusi): 448 euro
Nel 2017 rispetto al 2016 spenderà: 0,9 euro in più
Nel 2018 rispetto al 2017 spenderà: 8,3 euro in più
In tre annial 2018, la sua bolletta (accise e iva escluse) sarà di 19 euro in piùrispetto al 2015.

 

 

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Istat: le previsioni sui consumi dimostrano la scarsa efficacia del Reddito di Cittadinanza

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Le misure assistenziali non servono se non si rilancia il mercato del lavoro

Anche l’Istat, nelle previsioni appena diffuse per il 2019 sui consumi delle famiglie, attesta la sostanziale inefficacia delle misure assistenziali recentemente stanziate dall’esecutivo. Da tempo ribadiamo che il Reddito di Cittadinanza risulta di fatto inadeguato a rispondere concretamente alle esigenze della popolazione e soprattutto a risollevare competitivo il nostro sistema economico ed ora anche l’Istituto di Statistica rileva che la spinta ai consumi derivante da tale intervento sarà poco rilevante. Uno scenario molto diverso rispetto a quello descritto dal Governo, che ha annunciato questa misura come la panacea di tutti i mali del Paese.

La realtà è che mentre prezzi e tariffe aumentano il reddito delle famiglie diminuisce e che le disuguaglianze all’interno della nostra società si fanno sempre più profonde. A tutto ciò si aggiungono una crescente e preoccupante diffusione del lavoro precario e un andamento non certo positivo della produzione industriale, con gravi ripercussioni sull’intero sistema economico.

“Ribadiamo ancora una volta che le misure assistenziali non possono essere efficaci se non vengono affiancate da investimenti che coinvolgano la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione attraverso i quali rilanciare il mercato del lavoro” – dichiara Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori.

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Aumenti IVA: il Movimento Difesa del Cittadino lancia l’ultimo allarme per i bilanci

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“Disinnescare gli oltre 23 miliardi derivanti dall’aumento dell’ Iva previsti per evitare il crollo dei consumi ed il colpo di grazia ai bilanci delle famiglie italiane”
 questo l’appello del Movimento Difesa del Cittadino dopo che la Ragioneria Generale dello Stato sembra aver escluso allo stato la possibilità di non attivare le famigerate clausole di salvaguardia.

L’associazione di consumatori ricorda che dal 1° gennaio 2020, in base alla legge di bilancio approvata, l’Iva ordinaria è destinata a salire dal 22 al 25,2% dal 2020 (e poi al 26,5% dal 2021), mentre per quella al 10% si prevede un rialzo al 13%, sempre dal 2020.

<<Le stime più autorevoli parlano chiaro e tondo di un salasso da 724 euro per una famiglia con due figli, 509 euro per una coppia di pensionati   e 429 euro per un single – denuncia Francesco LuongoPresidente Nazionale  del Movimento – con buona pace del misero 0,5% di crescita della spesa previsto per il 2019 dall’ISTAT in un contesto di consumi al palo come dimostra il -3,3% delle vendite al dettaglio di marzo rispetto al 2018 chiuso con un modestissimo + 0,1%>>.

MDC denuncia la totale assenza di politiche per il rilancio dei consumi e della consapevolezza dei consumatori italiani, alle prese con una crisi economica che perdura ormai dal 2008, e chiede al Premier Conte e ai Vice Premier Di Maio e Salvini un intervento risolutivo che chiarisca finalmente la situazione.

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18 giugno Roma, VISIONARI HyperPolitics – l’evento per la pubblica amministrazione nativa digitale

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HyperPOLITICS Pensare ed agire per la pubblica amministrazione nativa digitale il 18 giugno 2019 dalle 09:30 – 17:00

Aggiungi al calendario

Dove: REGIONE LAZIO Via della Pisana, 1301 1301 Via della Pisana 00163 Ponte Galeria-la Pisana

Visualizza Mappa

Il 18 giugno 2019 a Roma, presso la sede istituzionale del Consiglio Regionale del Lazio, si terrà HYPERPOLITICS – INNOVAZIONE DIGITALE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: tecnologie emergenti, opportunità e nuovi servizi per i cittadini nativi digitali.

Gli speakers di eccezione saranno:
per il SETTORE PUBBLICO Mattia Fantinati (Sottosegretario Ministero Pubblica Amministrazione), Gianpaolo Manzella (Assessore sviluppo economico ed innovazione della Regione Lazio), Flavia Marzano (Assessore Roma Semplice) e Maurizio Stumbo, Direttore sistemi informativi LazioCrea.
Per il SETTORE TECNOLOGICO e INVESTORS Roberto Cingolani (Direttore Scientifico IIT Istituto Italiano di Tecnologia), Pier Luigi Dal Pino (Direttore relazioni istituzionali Microsoft) e
Stefano Devescovi (Business Development settore pubblico IBM)

HYPERPOLITICS: il primo evento dedicato da Visionari all’innovazione nella Pubblica amministrazione, in collaborazione con l’Intergruppo “Innovazione digitale nella pubblica amministrazione” del Consiglio Regionale del Lazio.
1 giorno di approfondimento, 7 ospiti d’eccellenza, una serie di workshop immersivi per connettersi con una Community innovativa. Realizzato con la direzione scientifica di Federico Pistono (presidente e fondatore di VISIONARI),  sarà un’occasione unica per entrare in contatto con speaker a livello nazionale e per guardare all’innovazione tecnologica come opportunità personale, professionale o come attivismo sociale.

Le sessioni della mattinata saranno dedicate alle tecnologie emergenti ed esponenziali (digital economy, blockchain, intelligenza artificiale), ai modelli di innovazione della pubblica amministrazione (digitalizzazione ed amministrazione nativa digitale, cybersecurity, opendata e analisi predittive), ai nuovi rapporti fra istituzioni e cittadini attraverso piattaforme di servizi digitali applicati alla pubblica amministrazione (edemocracy, egovernment, e-payment, smart contract).

SETTORI

DIGITAL PA
Modelli di innovazione della pubblica amministrazione come digitalizzazione ed amministrazione nativa digitale, cybersecurity, opendata e analisi predittive

E-SERVICE
Edemocracy, Egovernment, E-payment, e smart contract sono solo alcuni dei nuovi rapporti fra istituzioni e cittadini che si estrinsecheranno sotto forma di nuove piattaforme di servizi digitali applicati alla pubblica amministrazione.

REGISTRATI ALL’EVENTO

PROGRAMMA PRELIMINARE

9.30 – 10.00 Accoglienza
10.00 – 10.20 Saluti Istituzionali Luigi GABRIELE (Vicepresidente VISIONARI) Davide BARILLARI (Chairman intergruppo “Innovazione digitale nella PA”)
10.30 – 11.00 Politiche del governo per l’innovazione digitale Mattia FANTINATI
11.00 – 11.30 Progetti regionali in corso per l’innovazione digitale Gian Paolo MANZELLA
11.30 – 12.00 Politiche ente locale per l’innovazione digitale Flavia MARZANO
12.00 – 12.30 Ricerca applicata all’innovazione digitale per la PA Roberto CINGOLANI
12.30 – 13.00 Case studies per il mondo pubblico Pier Luigi DAL PINO
13.00 – 13.30 Innovazione Sistemica Stefano DEVESCOVI

Dalle 14.30 – 16.00 Local Challenge (Sale Rutuli e Sabini)
A) Open data, trasparenza e diritto alla privacy
B) Utilizzi della Blockchain nella pa: digitalizzazione e conservazione documentale, sanità elettronica, tracciabilità di prodotti.
C) Diritti e cittadinanza digitale. Processi di edemocracy di ultima generazione per i nativi digitali
16.30 – 17.00 Memorandum per la PA

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VISIONARI, un’associazione non-profit che promuove l’utilizzo responsabile di scienza e tecnologia per il miglioramento della società.

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