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Petizione popolare contro Equitalia, 2500 firme in 6 giorni

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“Storie di ordinaria follia” raccontate da cittadini esasperati. Codici: ora puntiamo a 100.000 firme

Grande successo per la Petizione Popolare Nazionale contro Equitalia avviata dal Codici. In soli cinque giorni l’associazione ha raccolto ben 1.929 firme. La Petizione sarà presentata al Parlamento e al Governo per chiedere la revisione del sistema di riscossione dei debiti. Perché c’è bisogno di tutto ciò? Per le storie incredibili, ma vere, raccontate dai cittadini che hanno avuto a che fare con Equitalia. Eccole di seguito.

  • M. ha subito il sequestro dell’attrezzatura da lavoro e di una autovettura intestata alla società, nonché il sequestro dell’unico conto corrente (intestato alla società) e di vari crediti presso suoi clienti, con la conseguenza della perdita di commesse di lavoro che erano fondamentali per il mantenimento della ditta. La Banca, vista l’irruenza di Equitalia, pensa di metterlo in sofferenza. Vista l’impossibilità di lavorare, sta valutando di depositare i libri in tribunale. Aggiunge che gli è stata prospettata la possibilità (che ormai è certezza) della vendita della casa in cui abita con moglie e due figli minori.

  • L. racconta di aver subito, per pochi migliaia di euro, un’ipoteca sulla prima ed unica casa in suo possesso. Equitalia ha anche disposto prelievi sullo stipendio senza nemmeno avvisare, elemento che ha provocato molto spavento e incertezza.
  • S. racconta che, per effetto di calcolo errato dell’ICI, è stato “derubato” di ben 7.500 euro in sanzioni, multe, interessi, diritti di incasso.
  • P. nel 2001 ha avuto due multe da 100 euro (200 mila lire). Nel 2006 ha dovuto pagare ben 800 euro per cancellarle.
  • M. ha ricevuto una multa del 1995, notificata nel 2000. Nel 2012 Equitalia ha prelevato 1/5 del suo stipendio.
  • R. è disoccupato da un anno e mezzo. Per un errore chiarito all’ufficio delle entrate, doveva pagare circa 500 euro, somma che però non è riuscito a saldare per la mancanza di un lavoro. Dopo un mese Equitalia gli ha richiesto una cifra di ben 1.450 euro, compresi gli interessi.

“Le storie citate hanno dell’incredibile, ma sono tutte vere. Per questo il Codici ha avviato la Petizione Popolare Nazionale per la revisione del sistema di riscossione dei debiti – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Tale cambiamento deve essere la prima urgenza del Governo entrante. L’iniziativa ha avuto un enorme successo, siamo arrivati a 1.929 firme in soli 5 giorni. Il prossimo step è arrivare a 100.000 firme”.

Per scaricare il modulo per la petizione da stampare in formato cartaceo clicca qui.
Per firmare la petizione online clicca qui.

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Consumatori

Trasporto ferroviario Lazio, firmato il protocollo per ridurre le controversie con gli utenti

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Questo è l’assessore ai trasporti della Regione Lazio Michele Civita . Oggi abbiamo firmato un accordo che prevede che in caso di problemi con le ferrovie regionali del Lazio i consumatori posso conciliare anziché litigare.

Non abbiamo risolto i problemi dei consumatori che subiscono ogni giorno disservizi abominevoli, ma abbiamo almeno iniziato qualcosa.

Ho chiesto a Michele Civita di farci capire cosa intende fare la regione sulla mobilità innovativa, visto che ormai il Lazio è una sola grande città di 6 milioni di abitanti e da alcuni punti si impiegano anche 3 ore per raggiungere il centro della capitale.

Insomma non chiediamo Hyperloop Transportation Technologies . Il Governo americano ha appena approvato la richiesta preparare gli scavi tra la 53esima strada di New York e Washington D.C., luoghi che nei progetti di Elon Musk possono essere raggiunti in 29 minuti di viaggio, divisi da 364 chilometri di rete stradale che attualmente si possono percorrere in circa 3 ore.

Il Lazio sembra essersi fermato ai tempi della #ciociara di Sofia Loren. Quando dalla provincia si arrivava a #roma a dorso del mulo o i più fortunati in bicicletta monomarcia (come mi raccontava mio nonno).

Alcuni land tedeschi hanno annunciato da pochi giorni che sperimenteranno il trasporto pubblico gratuito per combattere l’inquinamento urbano.

 

Il Lazio che farà? Visto che è una delle aree urbane più popolose d’europa?

Lo sapremo solo dopo il #4marzo !!!

Codici Associazione Consumatori Luigi Gabriele

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Consumatori

Bollette della luce come per l’acqua, da oggi pagheremo la corrente anche ai morosi e le aziende non potranno più fallire

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Codici: ecco l’ultima perla dell’Autorità per l’energia, la socializzazione integrale della morosità

“Quando ci sono da socializzare i profitti si chiamano in causa le aziende, quando invece si devono spalmare i debiti si chiama il consumatore – afferma Luigi Gabriele di Codici – l’ultima perla di questa Autorità per l’energia, la peggiore Autorità di tutti i tempi”.

Dopo il Canone Rai anche l’evasione delle bollette elettriche verrà spalmata su tutti i consumatori in bolletta, verrà qui inserita un’altra voce che costituirà il contributo che verrà pagato da tutte le famiglie per coprire i costi lasciati dai clienti morosi, quindi chi paga la bolletta elettrica, già salata a prescindere dal proprio consumo in seguito alla nuova riforma tariffaria, dovrà pagare anche per chi la evade.

Ovviamente questo provvedimento andrà a danneggiare i consumatori ed andrà invece a salvaguardare le aziende, queste morosità infatti hanno in passato portato al fallimento di alcune di esse del mercato libero.

Già esiste Il CMOR, e cioè il coefficiente per morosità delle utenze energia, cioè il corrispettivo eventualmente addebitato dal nuovo fornitore di energia al cliente finale, il quale abbia situazioni di morosità pregressa nei confronti del suo precedente fornitore di energia elettrica. A causa di un inadempimento contrattuale nei confronti del precedente, il cliente finale moroso diventa quindi debitore per il pagamento del corrispettivo CMOR nei confronti dell’attuale fornitore.
Ingiusto ma perlomeno rimaneva configurato tra moroso e nuovo fornitore.

Oggi si aggiunge l’integrale spalmatura a tutti gli utenti degli oneri non pagati dai morosi. Questo è drammatico, ma questa Autorità già lo ha reso operativo nel servizio idrico da un paio di anni, per questo in alcuni luoghi le bollette sono stratosferiche, oggi il problema è che lo stesso principio viene esteso all’elettricità.

Come sempre il bancomat d’Italia, il consumatore, subirà anche il rastrellamento delle morosità elettriche che ammonterebbero a 200 milioni di euro.

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Consumatori

Bollette. Cos’è la truffa del POD e come difendersi

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Il cosiddetto Point Of Delivery è il codice identificativo dell’utenza di energia elettrica di un singolo consumatore

 

La “truffa del POD” è solo uno degli inganni che purtroppo continuano ad affliggere il nostro paese, ma sta diventando giorno dopo giorno più rilevante. Una truffa che può venire attuata sia dal vivo che tramite telefono e che ha l’obiettivo di estorcere al consumatore informazioni preziose per intestargli (di nascosto) nuovi contratti più onerosi.

Iniziamo col dire che il POD, ovvero il Point Of Delivery, è un codice che identifica l’utenza di energia elettrica di ciascuno di noi: viene riportato all’interno della bolletta della luce e, purtroppo, conoscerlo spesso e volentieri è sufficiente per richiedere un cambio di contratto anche senza informare il diretto interessato.

La truffa del POD può avere luogo sia attraverso un operatore porta a porta che attraverso una semplice telefonata e si svolge bene o male nelle seguenti modalità: l’utente viene contattato da un soggetto che si qualifica come operatore della compagnia in questione e chiede per l’appunto di avere il codice POD, fingendo spesso e volentieri di averne bisogno per verificare inconvenienti immaginari o per applicare tariffe più convenienti.

Il primo modo per difendersi da questo tipo di truffa consiste ovviamente nel non comunicare il proprio POD e non consegnare vecchie bollette. La stessa richiesta di questo tipo di informazioni deve suonare come un vero e proprio campanello d’allarme, visto che il vostro fornitore di energia elettrica è sempre e comunque a conoscenza del vostro codice identificativo.

Un altro consiglio, in caso di contatto telefonico, è quello di non pronunciare la parola “sì”: è infatti possibile che venga letteralmente “tagliata” ed “incollata” ad arte per venire trasformata in un assenso a proposte contrattuali che in realtà non sono mai state sottoposte all’attenzione del contraente.

Se vi rendete conto di avere subito la truffa del POD, o se e ritenete di avere ricevuto una visita o una telefonata sospetta, contattate immediatamente sia il vostro fornitore di energia elettrica sia la Polizia. Questi raggiri vanno combattuti e da questo punto di vista noi di CODICI siamo da anni a disposizione, per fornire una consulenza ed aiutare i cittadini ad orientarsi in quella che purtroppo a volte sembra una giungla. Il nostro sportello legale è sempre aperto, quindi non abbiate timore di segnalarci eventuali comportamenti scorretti: il nostro numero di telefono è lo 065571996, mentre la nostra mail è segreteria.sportello@codici.org.

 

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