A) PIL. All’entrata in vigore dell’euro, nel 2002, la Germania aveva un PIL di 2014 miliardi di dollari e l’Italia di 1230 miliardi di dollari. Per i primi 6 anni il Pil di entrambe e’ cresciuto, con la Germania che si e’ attestata a 3641 ML di dollari e l’Italia a 2318 ML di dollari. Dal 2008, inizio della crisi, e fino al 2013, il PIL tedesco e’ sceso per portarsi a 3453 ML di dollari, mentre l’Italia scendeva fino ad arrivare a 2068 ML di dollari.
B) Disoccupazione. Nel 2002 La Germania aveva il 9,8% di disoccupati e l’Italia il 9,1%. Nel 2014 la Germania ha il 5,5% di disoccupati e l’Italia il 12,7%. All’entrata in vigore dell’euro la Germania aveva una disoccupazione maggiore di quella italiana. Oggi l’Italia ha piu’ del doppio dei disoccupati della Germania.
C) Debito. Nel 2002, all’entrata in vigore dell’euro la Germania aveva un debito del 59% del PIL e l’Italia il 108% del PIL. Attualmente la Germania ha un debito dell’82% del PIL mentre l’Italia si attesta al 133% del PIL. Si noti che il debito ottimale dovrebbe essere del 60% del PIL.
Cosa e’ successo? La responsabilita’ dell’attuale situazione italiana e’ colpa dell’euro? No, visto che nei primi 6 anni la ricchezza prodotta in Italia, cioe’ il PIL e’ aumentato per poi diminuire nei successivi 4 anni; non si puo’ attribuire all’euro contestualmente l’aumento e la diminuzione della ricchezza italiana. Le ragioni vanno trovate altrove. Nel 2003, la Germania varo’ la famosa Agenda 10, una serie di riforme delle quali oggi ne fruisce i benefici. L’Italia e’ rimasta ferma, pensando che l’entrata nell’euro non dovesse modificare gli antichi e consolidati equilibri. Per un po’ e’ andata bene, poi, alle prime avvisaglie di crisi internazionale, si e’ scoperta tutta la debolezza italiana. Di chi la colpa? Di chi non ha fatto le riforme.

(1) FMI

Primo Mastrantoni, segretario Aduc