“Persino i toni ottimistici dell’Istat si sono smorzati, questo non lascia presagire nulla di buono per i prossimi trimestri.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef.

A gennaio, riporta l’Istituto di Statistica, vi è stata una “decisa decelerazione” dell’andamento economico.

Inoltre si prospetta “il possibile proseguimento dell’attuale fase deflattiva”.

Uno scenario drammatico, che però non poteva essere diversamente.

I segnali sull’andamento occupazionale e sulla contrazione della domanda interna, infatti, non accennano a segnare miglioramenti degni di nota.

Basti pensare che negli ultimi anni, dal 2012 al 2015, la diminuzione dei consumi risulta pari al 10%, con una riduzione complessiva della spesa delle famiglie di 75,5 miliardi di Euro.

Una tendenza allarmante, aggravata dalla completa disattenzione del Governo, convinto di aver già agito a sufficienza per far ripartire l’economia.

La vera azione da intraprendere per avviare una ripresa strutturale e duratura è un Piano Straordinario per il Lavoro che punti sul rilancio degli investimenti per la crescita.

Nel dettaglio è necessario stanziare le risorse pubbliche, in assenza di quelle private, per lo sviluppo tecnologico e la ricerca; per la realizzazione di opere di messa in sicurezza di scuole e ospedali; per la modernizzazione di infrastrutture, reti e trasporti; per l’avvio di un programma per lo sviluppo e la valorizzazione dell’offerta turistica nel nostro Paese.

Creare occupazione e operare una redistribuzione dei redditi sono i presupposti fondamentali di cui il nostro Paese ha bisogno per uscire veramente dalla crisi.