“Mettere mano alle aziende municipalizzate per favorire la crescita economica, creare ricchezza e vero lavoro”. In un’intervista a Oscar Giannino per Radio 24, il presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella ha rilanciato la necessità d’intervenire su questo complesso e articolato settore, come l’Autorità aveva già fatto nella sua Segnalazione annuale al Parlamento. Si tratta di un comparto che comprende oltre diecimila società controllate o partecipate da Comuni e Regioni, di cui circa il 30% stabilmente in perdita, che forniscono ai cittadini servizi fondamentali quali acqua, gas, elettricità, trasporti pubblici e raccolta dei rifiuti.
Secondo il presidente dell’Antitrust, “occorrono nuove regole per rendere più efficiente e trasparente l’intero sistema, ridurre gli sprechi e combattere la corruzione”. In particolare, “è necessario abolire gli affidamenti senza gara, nel pieno rispetto del diritto europeo e della normativa sulla libera concorrenza”. La riforma dei servizi pubblici locali, a giudizio di Pitruzzella, deve prevedere anche “la cessione di società in perdita e il ripianamento dei loro bilanci a condizioni di mercato, come farebbe un imprenditore privato”.
Nella stessa intervista, a una domanda di Giannino sulle fonti di finanziamento dell’Agcm, il presidente dell’Antitrust ha precisato che “l’Autorità non attinge alle casse pubbliche” e riceve per legge un contributo annuo da una platea di migliaia di aziende con un volume d’affari superiore ai 50 milioni di euro. “Questo versamento – ha ricordato Pitruzzella – corrispondeva inizialmente allo 0,08 per mille del fatturato, ma poi la stessa Autorità l’ha ridotto allo 0,06”, con un taglio che l’intervistatore ha valutato nell’ordine di un terzo delle spese, al di là dei parametri indicati dalla spending review. “L’Antitrust – ha concluso infine Pitruzzella – sanziona gli accordi di cartello fra le imprese, in difesa dei consumatori, per tutelare la concorrenza e alimentare così l’innovazione”.

Roma, 7 gennaio 2015