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Pizza in teglia a lunga lievitazione. “Cucine in Crisi” (di Federica Romano)

Ciao a tutti! Mi chiamo Federica, ho 26 anni, iscritta alla facoltà di Giurisprudenza ma a manuali, decreti e codici preferisco i ricettari. C’è chi mangia per vivere e chi vive per mangiare. Io faccio parte della seconda categoria di persone.
Sono sempre stata attratta dalla magia che si può scatenare in un forno, dall’ unione di diversi ingredienti che si trasforma in dolci, dolcetti e chi più ne ha più ne metta. Se potessi fare un curriculum vitae sulla mie esperienze culinarie direi che a 14 anni ho preparato la prima torta, a 20 anni il primo sugo e dopo aver conosciuto l’amore(per la cucina) è stata tutta una scoperta continua in cucina ( ah! L’amore! ). Ho iniziato a cimentarmi in qualcosa che andasse oltre il ciambellone da colazione, sperimentando e ricercando idee che mi potessero dare un risultato light, buono e soprattutto economico senza andare a comprare lo zucchero direttamente nelle piantagioni in Brasile oppure il sale sull’ Himalaya. E così per caso è nato lo spunto di questa rubrica. Spero di darvi delle buone idee da portare in tavola!

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Pizza in teglia a lunga lievitazione

Questa ricetta è il risultato di anni e anni di prove per trovare un risultato che fosse non come quello della pizzeria ma almeno buono! Si ottiene una pizza alta e soffice, se la si preferisce più sottile basterà stenderla sottile nella teglia quindi invece di 3 pizze ne usciranno magari 4. Quando ho iniziato a fare le pizze, quello che sfornavo somigliavano a mappazzoni che restavano sullo stomaco per tre giorni. Questa ricetta invece prevede una lievitazione in frigo e l’ utilizzo di poco lievito così che non si avrà né la sensazione di gonfiore né quella di arsura che ci attanaglia in piena notte. Ovviamente se non si ha voglia di preparare l’impasto la sera prima e poi metterlo in frigo si potrà anche preparare la mattina ( h 10.00/11.00)e si procede come previsto nella ricetta senza fare il riposo in frigo, lasciando quindi l’impasto a temperatura ambiente e farlo lievitare, poi fare le pieghe e far lievitare di nuovo e poi cuocere. Io mi trovo bene in questo modo poiché ci si avvantaggia un piccolo step nella preparazione.

Ingredienti

  • 1kg ( metà 0 metà manitoba, sconsiglio le farine cosiddette magiche poiché non si sa bene cosa c’è al loro interno e inoltre costano anche troppo. Se non si trova la manitoba si può usare tutta 0 )
  • 700 ml d’acqua a temperatura ambiente + 50 ml di acqua tiepida ( non bollente mi raccomando ) nel quale scioglieremo il lievito
  • 7/8 gr di lievito di birra
  • 1/2 cucchiaio di zucchero ( agevola la lievitazione )
  • 1 cucchiaio di sale
  • 7/8 cucchiai di olio d’oliva
  • semola di grano duro q.b.
  • farcitura  a piacere ( pomodoro e mozzarella, patate, prosciutto e funghi etc. etc. )

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Procedimento

Verso le 19 ( anche più tardi se prima non è possibile) mettere in un contenitore molto capiente le farine e mescolare, fare un buco al centro e versarci lo zucchero e i 50 ml di acqua con il lievito e poi unire la restante acqua. Cominciare a lavorare l’impasto, quando inizia a presentarsi come una massa bene amalgamata unire il sale e lavorare ancora e solo alla fine l’olio. Importante è che il sale non venga a contatto con il lievito poiché potrebbe inibire la lievitazione. Quando la palla si sta formando rovesciare sulla spianatoia infarinata e lavorare fin quando non si avrà una palla liscia ed abbastanza omogenea. Ungere con poco olio un recipiente e versarci l’impasto, coprire per bene con la pellicola evitando che ci siano spazi aperti in questo modo l’impasto resterà bello umido. Metterlo nel ripiano più freddo del frigo e dimentichiamolo lì fino al giorno dopo.

 

Verso le 12 riprendere l’impasto che sarà già bello lievitato e rovesciarlo sulla spianatoia dove avremo messo della semola abbondante e dividere in 3 ( o in 4 ) l’impasto. A questo punto daremo le famose pieghe. Queste sono importanti poiché daranno forza all’impasto per far sviluppare meglio il glutine. Prendiamo ognuno di questi pezzi e con le dita, delicatamente, lo stendiamo come fosse un rettangolo. Prendiamo il lato a sinistra e lo richiudiamo sull’impasto, poi prendiamo il lato di destra e lo chiudiamo sul lato già piegato. Poi prendiamo la parte in basso e la pieghiamo in su e lo stesso facciamo con l’altra parte rimasta. Dopo di che cercheremo di arrotondare l’impasto. Lo stesso facciamo con gli altri due pezzi d’ impasto e poi li metteremo in 3 ciotole distinte coperte da pellicola ( oppure in un vassoio grande, di quelli di plastica, spolverato di semola ) e di nuovo in frigo fino alle 18 circa.

Trascorso questo tempo riprendiamo l’impasto e lo facciamo acclimatare. Prendiamo 3 teglie e le oliamo e cospargiamo di semola. Verso le 19.30 accendiamo il forno alla massima temperatura, stendiamo la pizza nella teglia esclusivamente con le mani senza usare matterelli. La facciamo riposare un poco e prima di metterla in forno la farciamo come meglio preferiamo. Inforniamo nel ripiano più basso fino a quando alzando il bordo della pizza sotto sarà bello colorito ( nel mio forno impiego circa 30 minuti per pizza per questo io anticipo un po’ i tempi iniziando a cuocere alle 18.30 e in due ore ho pronte le pizze) . Tiriamo fuori, mettiamo la mozzarella e di nuovo in forno ( io metto il grill in questo caso ) fin quando non sarà sciolta. La mozzarella mi raccomando di tagliarla qualche ora prima, poggiarla in un colino così perderà la sua acqua e metterla sempre dopo aver cotto la base, questo perché i forni casalinghi non hanno le alte temperature di quelli da pizzeria e mettendola prima si rischia di bruciare la mozzarella ancor prima che la pizza sia cotta.20140918_200147 11-22-01

Ricapitolando i tempi possiamo schematizzare in questo modo:

  • ore 19 del giorno prima: preparazione dell’impasto
  • ore 12 del giorno dopo:   si procede a dividere l’impasto e a dare le pieghe e si ripone di nuovo in frigo
  • ore 18: si tira fuori dal frigo e si fa acclimatare per un’oretta e mezza ( se si vogliono cuocere prima basterà togliere l’impasto dal frigo alle ore 17. )
  • ore 19: si accende il forno alla massima temperatura
  • ore 19.30 si stende l’impasto nelle teglie oliate e infarinate di semola e si farciscono e via in forno.

Buona Pizza a tutti

Fede

P.s.se volete contattarmi scrivete a redazione@consumerismo.it

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Consumatori

150 milioni di euro per il Fondo efficienza energetica Ecco come ottenere un finanziamento

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Questo inizio 2018 potrebbe portare ad un’altra ottima notizia per quello che riguarda la strategia energetica italiana. Proprio in questi giorni infatti la Corte dei Conti sta vagliando il decreto di costituzione del Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica firmato dal Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e dal Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda.

Il decreto consentirebbe a pubblici e privati di chiedere ed ottenere finanziamenti per interventi di efficienza energetica su edifici, strutture e processi produttivi. Ed anzi a tal proposito è importante sottolineare che la società Invitalia è già impegnata per valutare proposte, così come centinaia di aziende energetiche al lavoro per rivedere i processi energetici pubblici. Invitalia infatti gestirà il Fondo, che ha natura rotativa ed è coperto già dai primi 150 milioni di euro.

Decisamente una bella somma, a cui si aggiungerà un ulteriore introito annuale da 35 milioni di euro, destinato dal Ministero di Calenda fino al 2020. Un impegno concreto per sostenere tantissimi progetti di abbattimento di emissioni inquinanti, che sarà sostenuto anche dal già citato Ministero dell’Ambiente (anche qui è già stata annunciata disponibilità di risorse).

Di seguito alcuni degli interventi eseguibili finanziabili: si va dall’illuminazione pubblica alla trasformazione di caldaie, dalle reti per il teleriscaldamento all’installazione di apparecchiature ecocompatibili, passando addirittura per l’ammodernamento di centrali termiche.

Un sistema dunque che sembra aprire le porte a forme di paternariato pubblico-privato e che andrà ancora più incontro alle esigenze dei cittadini se consideriamo che la Legge di Stabilità 2018 ha ampliato anche i meccanismi di eco-prestiti ed eco-bonus.

Comunicato associazione consumatori CODICI

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Consumatori

Sacchetti bio: occhio allo scontrino

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Codici: verificate che non vi vengano addebitati se non li utilizzate

E’ di questi giorni la notizia che i consumatori, da quando è stato imposto il pagamento dei sacchetti bio, stanno cambiando abitudini di acquisto preferendo i prodotti confezionati, generando quindi molti più rifiuti, smascherando la praticamente inesistente anima “ambientalista” del provvedimento.


Poiché molti, tra cui il nostro segnalatore, scelgono il prodotto confezionato proprio per protesta contro questo ennesimo balzello, è facile immaginare la rabbia del Consumatore che si è visto addebitare, su un prodotto confezionato, un inesistente sacchetto bio.

Ad onor del vero, il Punto Vendita ha immediatamente restituito la somma al consumatore e rettificato l’errore nei loro archivi, ma se il consumatore non se ne fosse accorto?

Invitiamo quindi tutti gli esercenti, soprattutto la Grande Distribuzione, ad adottare i sacchetti di carta riciclata, o addirittura i sacchetti di carta in materiale compostabile, prodotti realmente amici dell’ambiente insomma.

Soprattutto però invitiamo i consumatori a verificare sempre sullo scontrino se il numero di sacchetti pagati coincida con quelli utilizzati.

L’errore è sempre dietro l’angolo ma, chissà perché, raramente è a favore del consumatore.

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GAS: LE VERITA’ NON DETTE SUL PIANO DI SOSTITUZIONE DEI CONTATORI

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fonte: orizzontenergia.it

Il piano di sostituzione dei contatori del gas è in corso già da diversi mesi; sono numerosi i consumatori che hanno ricevuto la notifica di sostituzione del contatore dal proprio operatore. L’Associazione Codici precisa che la sostituzione non è obbligatoria per ogni consumatore: se infatti il nostro contatore non ha più di 15 anni di attività non è necessaria la sostituzione. Nel corso dell’articolo vengono forniti maggiori dettagli in merito.Migliaia di consumatori stanno ricevendo le lettere dal proprio distributore locale per la sostituzione del contatore del vecchio contatore meccanico del gas con il nuovo apparecchio elettronico che consente la tele-lettura dei consumi a distanza.

Questa sostituzione, in capo al distributore locale, è dettata da una delibera dell’Aeegsi n. 631/2013/R/gas del 27 Dicembre 2013, la quale prevede l’installazione dei contatori tele-letti. Questi dovrebbero facilitare la lettura attraverso display e la trasmissione del dato di lettura.

Ricordiamo al consumatore che non è obbligato a sostituire il contatore del gas come invece scritto nella lettera che viene recapitata a casa, infatti, come ci spiega Luigi Gabriele (Responsabile Affari Istituzionali e regolatori di CODICI): “In capo all’utente non c’è alcun obbligo di sostituzione del contatore”. “È il distributore ad essere obbligato a garantire che i contatori funzionino e ogni 15 anni “dovrebbe” fare un controllo metrico su ogni apparecchio per verificare che risponda alle condizioni metrico legali”.

Ma questi controlli hanno un costo elevato per i distributori che quindi preferiscono sostituire direttamente i contatori, ricevendo poi una cospicua remunerazione, prevista dalla stessa delibera dell’Autorità. Solo Italgas incasserà 3 miliardi e mezzo di euro da questa operazione.

L’unico obbligo che ha il consumatore è quello di accertarsi che il proprio contatore funzioni correttamente dopo 15 anni di vita. Ne deriva che, se il nostro apparecchio ha più di 15 anni, non siamo nelle condizioni di rifiutare l’operazione di sostituzione, mentre se abbiamo un contatore più moderno possiamo evitarla.

Il piano di installazione ha diverse scadenze a seconda del contatore e della dimensione del distributore.
Ad esempio al 30 Giugno 2017, secondo lo stato di avanzamento del piano di sostituzione dei contatori domestici pubblicato sul sito di Italgas Reti, risultano installati il 27% contatori, pari a 1.680.000 unità. L’obiettivo al 31 Dicembre 2018 è del 52% a fronte di un obiettivo minimo del 50% fissato dall’Autorità.

gas meter

L’operazione di sostituzione dei contatori del gas è sostanzialmente analoga a quella dei contatori dell’energia elettrica, ma ha fatto meno rumore perché c’è una differenza sostanziale – spiega Luigi Gabriele – Nel settore del gas, a differenza di quello dell’energia elettrica, la distribuzione è parcellizzata in un numero molto consistente di distributori, soprattutto a livello locale con decine di municipalizzate”.

Secondo l’ultima rilevazione dell’Aeegsi, in Italia il 50% delle fatture è ancora basato su consumi stimati e da anni le associazioni dei consumatori denunciano che milioni di contatori non vengono letti almeno una volta all’anno, come previsto dalle delibere dell’Autorità. Ed è anche per questo che i distributori si stanno affrettando a sostituire i contatori per cercare di riallinearsi con le letture.

CodiciCodici non ha aderito al Protocollo di intesa con Italgas; nonostante questa operazione massiva, non crediamo che magicamente avverrà la fine delle letture stimate e dei maxiconguagli, perché il distributore pur essendo remunerato in bolletta attraverso gli oneri di sistema non adempie ai propri obblighi.  Inoltre l’operatore, nella lettera recapitata a casa dei consumatori, continua ad affermare che il cliente non può rifiutare la sostituzione del contatore; noi ribadiamo che l’obbligo è in capo al distributore non al consumatore e quest’ultimo può liberamente scegliere di sostituirlo in base al fatto che il contatore abbia o meno 15 anni.

Il problema di detenere in modo esclusivo il dato di misura  conferisce al distributore un potere immenso e da questo deriva la madre di tutti i problemi, ovvero i maxiconguagli e le stime.

E’ stato sempre iniquo retribuire automaticamente in bolletta un’operazione che non veniva svolta e che nemmeno in futuro lo sarà, dato che anche il nuovo smart meter sarà tele-letto.

 

Articolo redatto da Codici in collaborazione con Orizzontenergia

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