Debole con i forti e forte con i deboli. Amico delle banche e nemico delle Pmi. Ormai abbiamo imparato a conoscere il governo Renzi. Ma il MoVimento 5 Stelle non demorde e insiste sul tema del Pos obbligatorio, dal 30 giugno scorso, per i professionisti e gli artigiani in relazione ai pagamenti sopra i 30 euro.

Stavolta è un’interrogazione del portavoce alla Camera Andrea Colletti a incalzare: “Per il professionista l’installazione di un Pos costa in media un centinaio di euro, a cui si deve aggiungere un canone mensile di circa 30 euro da pagare alla banca e una commissione che oscilla tra l’1 e il 3 per cento per ogni pagamento eseguito con questo sistema”. Esistono “molti professionisti con un reddito modesto, anche al di sotto dei 10mila euro annui, per i quali sarebbe gravemente iniquo doversi sobbarcare anche la spesa di gestione del Pos” aggiunge l’interrogazione del M5S.

A questo punto abbiamo insistito sui punti già avanzati in una precedente risoluzione. E abbiamo rivolto l’attenzione soprattutto su una soglia minima di fatturato per le imprese cui applicare l’obbligo. Infine, abbiamo chiesto al ministero dello Sviluppo economico “se abbia effettivamente valutato il rischio che l’obbligo del Pos possa gravare quale tassa occulta in favore del sistema bancario e a danno degli stessi professionisti”.

A fronte di una prescrizione da operetta, perché senza sanzioni, e di un meccanismo tutto a favore delle banche, perché lascia i costi a carico delle imprese, il governo ci ha risposto come al solito con tanta aria fritta e nulla di concreto. Anzi, il sottosegretario Simona Vicari ha ineffabilmente spiegato: “Le banche, inoltre, offrendo la possibilità di effettuare operazioni via Pos, offrono un servizio soggetto alle regole del mercato”.

Il mercato? Quello che le banche italiane hanno sempre calpestato in nome dei cartelli, dei patti occulti e del capitalismo di relazione?

Il MoVimento 5 Stelle chiede al governo di aiutare chi sul mercato ci sta davvero: artigiani, commercianti, partite Iva, professionisti. E non i soliti amici degli amici che alle spalle del mercato hanno sempre fatto i loro comodi.