A giugno dell’anno scorso è scattato l’obbligo per i professionisti e gli esercenti di possedere un pos, uno strumento di pagamento elettronico. L’entrata in vigore ha generato non pochi malumori insieme alla circolazione di notizie infondate. Ad esempio, c’era chi sosteneva che la misura comportasse l’obbligo per i consumatori di pagare sopra i 30 euro con la carta.

Quello che invece ha sconcertato le Associazioni dei consumatori riguarda la mancanza di una trasparente concorrenza fra gli istituti di credito che esigono delle commissioni su ciascun pagamento.

A sette mesi, i dati della Banca d’Italia affermano che i pos sono diminuiti di circa 30.000 unità invece che aumentare. La rivoluzione che avrebbe dovuto arginare la grande mole del commercio in nero non si è quindi compiuta.

Ad oggi infatti sappiamo che lo strumento di pagamento è solo un costo per gli esercenti e i professionisti: circa 300€ l’anno, più una percentuale su ogni transazione.

Oggi CODICI e le altre associazioni verranno ascoltate dalla commissione Finanze della Camera riguardo alla revisione della disciplina.

“Siamo felici che i parlamentari vogliano rivedere la norma – commentano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale CODICI e Luigi Gabriele responsabile Affari Istituzionali -. In audizione CODICI presenterà anche delle proposte per rivedere le norme che tengano in conto i diritti dei consumatori e quelli degli esercenti”.

In particolare ecco le proposte che avanzerà oggi in commissione CODICI:

– Pagamento tramite pos anche negli uffici della Pubblica Amministrazione

– Apertura e favoreggiamento di altre modalità e tecnologie di pagamento elettronico (app ecc.)

– Generare concorrenza tra sistemi e far detrarre i costi di gestione agli esercenti

– Deducibilità dei pagamenti elettronici (così come oggi avviene in farmacia per es.)

– Riduzione del carico fiscale per chi sceglie gli strumenti di pagamento elettronici e l’intera tracciatura, mediante l’introduzione di una aliquota ridotta denominata €-Tax rate come ad esempio per le START Up o per le PMI sotto i 200.000€/anno.