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Poste Italiane e Codici, verso il rimborso integrale dei buoni fruttiferi

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Verrà riconosciuto ai risparmiatori che ne avranno diritto grazie all’avvio di un rapporto di risoluzione bonaria. E un applicativo della Cdp dà il valore di liquidazione

I titolari di buoni fruttiferi postali emessi prima del 1986, che si erano visti applicare allo sportello il taglio del 20% sull’entità del rimborso, sulla base di un’errata interpretazione del decreto ministeriale del 13 giugno del 1986, come riferito alcune settimane fa da Lamiafinanza.it, d’ora in poi potranno vedere riconosciuti più rapidamente i propri diritti.

Il Codici (Centro per i diritti del cittadino) ha infatti reso ufficiale l’avvio di un rapporto di risoluzione bonaria con Poste Italiane che, dopo la descrizione delle eventuali scorrettezze, sta procedendo a elargire le somme dovute ai cittadini. E proprio per rendere più agevole l’iter dei rimborsi contestati, è stato istituito un tavolo di conciliazione con Poste, che si è resa disponibile anche ad incontri utili a chiarire dubbi e perplessità.

Le situazioni rimaste poco chiare potrebbero essere infatti ancora numerose perché l’applicazione errata del decreto potrebbe aver tratto in inganno anche i consumatori più attenti. In circolazione, attualmente, secondo una stima del Codici, sarebbero inoltre ben 100mila i buoni emessi dagli anni ’70 in poi.

“E’ necessario analizzare la situazione di ogni buono, non si può generalizzare – scrive l’associazione – Si deve prestare attenzione all’anno di emissione, la serie scritta nel buono, quella a cui realmente appartiene, la presenza o meno del timbro ecc. Solo controllando tali specifiche si può capire se il buono è rimborsabile diversamente o meno”.

Il problema principale riscontrato dal Codici, infatti, è che generalmente i consumatori non sono a conoscenza di tutto ciò e non si rendono conto, nel momento dell’incasso, di aver percepito somme non corrette.

Ma le difficoltà relative al calcolo dell’importo finale del rimborso possono essere alleviate utilizzando alcuni strumenti già disponibili per i risparmiatori, ma poco noti, tra cui un applicativo della Cassa depositi e prestiti.

Si tratta del “Calcolatore dei rendimenti dei Buoni Fruttiferi Postali”, che permette di calcolare il valore del rimborso. I sottoscrittori devono inserire, attraverso diversi passaggi, tutti i dati relativi ai buoni in loro possesso e in particolare: tipologia del Bfp (ordinario, a termine, indicizzato all’inflazione italiana, a 18 mesi, dedicato ai minori di età), data della sottoscrizione, importo nominale sottoscritto e valuta (lire o euro), data liquidazione e figura fiscale (nettista per le persone fisiche residenti in Italia). Alla fine si potrà conoscere il valore finale del proprio Bfp (in lire o in euro).

Fonte: lamiafinanza.it

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Consumatori

MUTUI PRIMA CASA- Appello ADICONSUM al Governo: rifinanziare presto

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Appello di Adiconsum al Ministro dell’Economia, Giovanni Tria:
rifinanziare al più presto il Fondo Consap per l’acquisto della prima casa.
Nessun onere a carico dello Stato per il rifinanziamento

15 gennaio 2019 – Sulla nostra pagina facebook continuano ad arrivare numerose richieste di consumatori in merito al rifinanziamento del Fondo Consap per l’acquisto della prima casa, lamentando anche il fatto che, a dispetto delle esigue risorse rimaste ma comunque ancora presenti, alcuni istituti di credito stanno declinando le domande di accensione dei mutui con questa modalità già da alcuni mesi – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale.

Lo scorso novembre – prosegue Danilo Galvagni, Vice Presidente di Adiconsum –  ci eravamo attivati lanciando l’allarme sull’imminente esaurimento delle risorse del Fondo Consap, inviando una lettera al Ministro, Giovanni Tria, chiedendo, oltre  ad un intervento urgente di rifinanziamento, anche l’apertura di un Tavolo con tutti gli stakeholder, comprese le Associazioni Consumatori, per omogeneizzare le regole e aumentare le opportunità. Questa lettera, purtroppo, al momento è ancora disattesa.

Il Fondo di garanzia Consap – continua Galvagni – ha svolto in questi anni un duplice ruolo: di tutela sociale, da un lato, permettendo l’accesso al credito anche a quelle persone prive di determinati requisiti (si pensi in primis al lavoratore con contratto di lavoro atipico) e di volano nel settore dell’edilizia, dall’altro.

Rivolgiamo, quindi, un appello al Ministro dell’Economia Tria – conclude De Masi – affinché intervenga al più presto per rifinanziare il Fondo, considerato che tale operazione non richiede alcun onere a carico dello Stato.

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Consumatori

Guerra TAXI vs NNC, secondo l’antitrust va liberalizzato il settore

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è stata sentita in audizione informale dinnanzi alla IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni) della Camera dei Deputati in merito al disegno di legge di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2018, n. 143 “Disposizioni urgenti in materia di autoservizi pubblici non di linea”. 
Nel corso dell’audizione è stato evidenziato come nel settore della mobilità non di linea si sia sviluppata nei tempi più recenti una domanda molto estesa e diversificata di servizi che tende a non distinguere più tra attività soggette a obblighi di servizio pubblico (taxi) e attività di mercato (NCC) e che, legata ad un concetto di mobilità urbana di tipo intermodale di servizi, fa ampio ricorso ai nuovi strumenti resi possibili dall’innovazione tecnologica.

In questo quadro, qualunque riforma organica della disciplina di settore dovrebbe avere quale obiettivo ultimo il pieno soddisfacimento delle nuove esigenze dei consumatori, affinché gli stessi possano trarre pieno beneficio dalle innovazioni tecnologiche e dai mutamenti intervenuti nelle modalità di offerta dei servizi.

A tale riguardo, l’Autorità ha posto in luce come le modifiche introdotte dal Decreto in via di conversione non appaiano andare nella direzione auspicata. Il mantenimento infatti di vincoli nelle modalità di prenotazione dei servizi e delle restrizioni territoriali all’offerta di servizi NCC, unitamente all’inutilizzabilità delle piattaforme tecnologiche e alla moratoria nel rilascio di nuove autorizzazioni, tenderà a rendere sempre più difficile l’incontro della domanda e dell’offerta, con l’effetto di deprimere il benessere dei consumatori finali in termini di minore ampiezza e qualità dei servizi offerti e di prezzi più elevati.

        Sulla base di tali considerazioni, l’Autorità ha ribadito il proprio favore a un disegno di riforma complessiva della normativa del settore della mobilità non di linea secondo le linee avanzate nelle sue numerose segnalazioni in senso pro-concorrenziale e nel rispetto rigoroso del principio di proporzionalità.

Nelle more di tale processo di riforma, l’Autorità ha sottolineato la necessità di procedere, in sede di conversione, a modificare quelle parti del Decreto idonee a mantenere o addirittura a rafforzare ingiustificate restrizioni concorrenziali nel settore della mobilità non di linea.

In particolare, l’Autorità ha suggerito di: i) eliminare ogni limitazione alle modalità di prenotazione del servizio di NCC; ii) abrogare le norme della legge n. 21/92 che di fatto determinano restrizioni territoriali all’operatività delle imprese NCC; iii) abrogare la norma che introduce una moratoria al rilascio di nuove autorizzazione NCC sino alla realizzazione del registro nazionale.

Roma, 16 gennaio 2019

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Consumatori

CONSOB: verso la nomina di Marcello Minenna. OK dei consumatori

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16 gennaio 2019 – Esprimiamo soddisfazione per le dichiarazioni dei leaders di maggioranza di voler procedere alla copertura della presidenza della Consob, già dal prossimo Consiglio dei Ministri, indicando nella persona di Marcello Minenna, il candidato da nominare.

Consideriamo il prof. Minenna, la sua storia personale e la sua indipendenza dalla politica e dai poteri finanziari, una figura di garanzia per i risparmiatori e per i cittadini tutti, al fine di contrastare le distorsioni e le problematiche che si sono determinate, spesso causate dal potere delle elite finanziarie. 

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