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Poste, un altro funzionario infedele. Truffati i correntisti

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L’accusa è quella di peculato e riguarda l’ex direttore degli uffici postali di Cinisello e Monza, che avrebbe sottratto all’azienda circa mezzo milione di euro. Poste Italiane, si legge nelle cronache, si è costituita parte civile per avere un risarcimento dei danni. Secondo l’accusa, quando l’imputato era direttore dell’ufficio postale di Cinisello Balsamo nel 2006, avrebbe utilizzato per una parte delle affrancature una macchina etichettatrice supplementare a quelle ufficiali, trattenendosi i proventi pagati da alcune grosse aziende per le spedizioni. La stessa macchina sarebbe stata poi usata anche nell’ufficio postale di Monza, dove l’uomo avrebbe continuato ad operare con lo stesso sistema illecito. L’imputato finora ha negato tutte le accuse, ma sarà il sistema giudiziario a far luce sulla vicenda (fonte Il Giorno).

Insomma, sembrerebbe un altro caso di “infedeltà” riguardante i funzionari di Poste Italiane. Poco tempo fa, infatti, la fiducia degli abitanti di Laureana di Borrello (RC) è stata infranta dal comportamento di un dipendente dell’ufficio postale che si impossessava in maniera illecita di somme di denaro appartenenti agli utenti. In pratica, il funzionario operava versamenti in conto corrente per somme inferiori rispetto a quanto riportato nei bollettini postali, trattenendone la differenza corrisposta, correggendo manualmente l’importo riportato sui bollettini. Un vero e proprio disegno criminoso!

“Oggi non sappiamo ancora come stanno veramente le cose perché il processo è ancora in corso e le responsabilità non sono ancora state accertate – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale – ma è assolutamente lecito chiedersi quali saranno le conseguenze di tutto ciò sugli utenti dell’azienda. Chi tutelerà i cittadini? Chi si prenderà la responsabilità dei danni creati?”
Codici si impegnerà a seguire la vicenda e i suoi aggiornamenti, riflettendo anche sulle eventuali responsabilità di Poste Italiane in riferimento all’operato del suo direttore.

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Scuole. Il 15 marzo sciopero Globale per il clima

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Fridays for Future: Federconsumatori aderisce alle iniziative per garantire un futuro al pianeta e promuovere lo sviluppo sostenibile.

La Federconsumatori, da sempre impegnata nella difesa dell’ambiente e nello sviluppo della cultura delle sostenibilità aderisce con convinzione al movimento Fridays for Future.

Una battaglia nata dal coraggio e dalla determinazione di Greta Thunberg, che ha coinvolto giovani studenti in tutto il mondo con l’obiettivo di fermare il cambiamento climatico e garantire un futuro al nostro pianeta.

In tal senso sosterremo lo sciopero globale promosso dagli studenti “School Strike 4 Climate” indetto il 15 marzo per rivendicare il proprio diritto alla giustizia climatica.

L’adesione a tale iniziativa si inquadra in uno scenario più vasto in cui la Federconsumatori è impegnata a promuovere lo sviluppo sostenibile e l’efficienza energetica, nonché a rivendicare un maggiore impegno dei governi per il clima e la tutela ambientale, specialmente alla luce dei dati allarmanti provenienti dai principali osservatori sul clima.

Gli impegni assunti a livello internazionale sono degli obiettivi fondamentali da cui partire, fissando sempre più in alto i limiti alle emissioni di gas a effetto serra e l’incremento della quota di energia soddisfatta da fonti rinnovabili.

Non è solo un problema di ordine economico o geopolitico, ma si tratta di una vera e propria questione di giustizia sociale, che investe le condizioni di vita delle nuove generazioni. Per garantire a loro un futuro è necessario agire con responsabilità oggi: il primo passo è prendere parte alle iniziative che ogni venerdì si stanno diffondendo anche nelle piazze italiane.

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Dis-Servizio sanitario. I cassaintegrati i più colpiti socialmente. 70% dei cittadini rinuncia ai farmaci.

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Mercoledì 6 febbraio 2019 – ore 13.00
XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati

guarda il video dell’audizione:

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CONTRACCETTIVO A RISCHIO: CODACONS PRESENTA ESPOSTO IN PROCURA

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Un contraccettivo permanente dagli effetti collaterali pericolosi al punto da portare il Ministero della salute a disporne il richiamo su tutto il territorio nazionale. E’ il caso del contraccettivo “Essure”, prodotto dalla Conceptus Inc., un’azienda sussidiaria della Bayer, finito nel mirino del Codacons che lancia oggi una azione collettiva in favore di tutte le donne che hanno scelto di impiantare il prodotto in questione.

Nel periodo di tempo in cui è stato sul mercato, Essure sarebbe stato impiantato a circa 7000 donne italiane, in alternativa all’operazione chirurgica quale metodo contraccettivo permanente ed irreversibile – spiega il Codacons – Dal momento dell’immissione in commercio, tuttavia, moltissime donne hanno lamentato gravi effetti collaterali seguiti all’impianto, dalla perforazione delle tube di Falloppio e dell’utero alle emorragie e gravidanze indesiderate, arrivando in un numero rilevante di casi alla rimozione chirurgica del dispositivo.

A seguito di tali complicanze il Ministero della Salute ha richiesto, attraverso un avviso di sicurezza, di procedere in via precauzionale al tempestivo richiamo di tutte le unità ancora presenti presso le strutture sanitarie sul territorio nazionale.

Il Codacons – che nei giorni scorsi sul caso ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma – ha deciso di scendere in campo a tutela delle donne che hanno fatto ricorso al contraccettivo Essure, mettendo a disposizione uno staff medico-legale per valutare le dovute azioni da intraprendere a loro tutela e finalizzate ad ottenere il risarcimento dei danni subiti, anche in relazione ai rischi sanitari corsi.

Tutti gli interessati possono ottenere info alla pagina https://codacons.it/sotto-accusa-il-dispositivo-contraccettivo-permanente-essure-agisci-ora-per-chiedere-il-risarcimento/

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