L’accusa è quella di peculato e riguarda l’ex direttore degli uffici postali di Cinisello e Monza, che avrebbe sottratto all’azienda circa mezzo milione di euro. Poste Italiane, si legge nelle cronache, si è costituita parte civile per avere un risarcimento dei danni. Secondo l’accusa, quando l’imputato era direttore dell’ufficio postale di Cinisello Balsamo nel 2006, avrebbe utilizzato per una parte delle affrancature una macchina etichettatrice supplementare a quelle ufficiali, trattenendosi i proventi pagati da alcune grosse aziende per le spedizioni. La stessa macchina sarebbe stata poi usata anche nell’ufficio postale di Monza, dove l’uomo avrebbe continuato ad operare con lo stesso sistema illecito. L’imputato finora ha negato tutte le accuse, ma sarà il sistema giudiziario a far luce sulla vicenda (fonte Il Giorno).

Insomma, sembrerebbe un altro caso di “infedeltà” riguardante i funzionari di Poste Italiane. Poco tempo fa, infatti, la fiducia degli abitanti di Laureana di Borrello (RC) è stata infranta dal comportamento di un dipendente dell’ufficio postale che si impossessava in maniera illecita di somme di denaro appartenenti agli utenti. In pratica, il funzionario operava versamenti in conto corrente per somme inferiori rispetto a quanto riportato nei bollettini postali, trattenendone la differenza corrisposta, correggendo manualmente l’importo riportato sui bollettini. Un vero e proprio disegno criminoso!

“Oggi non sappiamo ancora come stanno veramente le cose perché il processo è ancora in corso e le responsabilità non sono ancora state accertate – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale – ma è assolutamente lecito chiedersi quali saranno le conseguenze di tutto ciò sugli utenti dell’azienda. Chi tutelerà i cittadini? Chi si prenderà la responsabilità dei danni creati?”
Codici si impegnerà a seguire la vicenda e i suoi aggiornamenti, riflettendo anche sulle eventuali responsabilità di Poste Italiane in riferimento all’operato del suo direttore.