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Conti correnti ed investimenti finanziari in Poste Italiane: i più amati in assoluto. Ecco perché

L’ente si è guadagnato il titolo di “cassaforte” sicura del risparmio degli italiani. Ecco i servizi che continuano raccolgono il favore dei risparmiatori.

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In occasione della 90ma edizione della Giornata Mondiale del Risparmio, Poste Italiane rinnova il proprio impegno per accrescere la cultura del risparmio ed acquisirne consapevolezza. Sin dalla sua istituzione, Poste Italiane ha educato gli italiani a credere nel valore del risparmio mettendo a disposizione strumenti sicuri, semplici e affidabili.L’offerta di prodotti come i Libretti Postali e i Buoni Fruttiferi, incontra da sempre il gradimento degli investitori, tanto da far meritare a Poste Italiane l’appellativo di “cassaforte” sicura del risparmio degli italiani. Alla fine del 2013 le consistenze di Buoni e Libretti Postali risultavano pari a 319 miliardi di euro che fanno di Poste Italiane la maggiore istituzione finanziaria del Paese. Nel primo semestre 2014 lo stock di Buoni e Libretti ammonta a circa 320 miliardi di euro.

Libretto Smart e minori
Poste Italiane mette a disposizione dei clienti il Libretto Postale Smart, che offre un tasso di interesse annuo lordo pari all’1,75% fino al 30 giugno 2015. I Libretti di Risparmio Postale sono da sempre il mezzo più semplice ed economico per investire i propri risparmi: sono emessi dalla Cassa depositi e prestiti, garantiti dallo Stato e collocati in esclusiva da Poste Italiane. Il Libretto Smart offre un rendimento maggiore rispetto al Libretto Ordinario, se vengono rispettati determinati comportamenti premiali, e mette a disposizione una serie di servizi accessori di grande utilità tra cui la carta libretto postale, per effettuare versamenti e prelievi, e la possibilità di operare anche online. Direttamente da www.poste.it i titolari di Libretto Smart possono consultare il saldo, la lista dei movimenti, verificare la posizione in Buoni Fruttiferi Postali collegati al Libretto, sottoscrivere Buoni ed effettuare girofondi; hanno anche a disposizione l’APP Risparmio Postale per accedere in modo rapido e sicuro a un’ampia gamma di servizi.
Lettera alle Associazioni dei Consumatori N° 16 del 30 ottobre 2014.

Particolarmente apprezzato dalla clientela anche il Libretto Speciale dedicato ai Minori, disponibile in tre versioni a seconda della fascia di età per educare i più piccoli al risparmio e all’uso consapevole del denaro. Può essere aperto dai genitori con un versamento minimo di 10 euro. Il tasso di interesse applicato è del 2,25% annuo lordo.
I pensionati con accredito della pensione sul Libretto usufruiscono invece di un plafond assicurativo di 700 euro a copertura dei rischi per eventuale furto dopo un prelievo allo sportello Postamat.

Buoni Fruttiferi, investimenti con la sicurezza del capitale
Massima garanzia anche per i risparmiatori che scelgono i Buoni Fruttiferi Postali, disponibili in diverse tipologie in tutti gli uffici postali. I Buoni Fruttiferi non hanno spese di emissione, gestione o rimborso e la ritenuta fiscale è del 12,50%. Costituiscono una forma di investimento a breve, medio e lungo termine e garantiscono sempre la restituzione del capitale investito. I Buoni Fruttiferi Postali offrono un’elevata flessibilità per quanto riguarda la modalità e il taglio di sottoscrizione: possono, infatti, essere sottoscritti in tagli da 50 euro e multipli in forma cartacea e in tagli da 250 euro e multipli in forma dematerializzata.

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Consumatori

Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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Paghereste un caffè l’80% in più della media? La polemica su Starbucks a Milano

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Starbucks, il colosso del caffè americano sbarca in Italia con il primo mega store a Milano: per il nostro Paese si tratta di una piccola rivoluzione culturale che da una parte, sicuramente, amplia la concorrenza tra bar e caffeterie, dall’altra suscita qualche perplessità sui costi, davvero molto alti. Pagare un caffè espresso 1,80 è davvero esagerato, senza contare i 3,50 euro del caffè americano, per poi salire di prezzo per caffè più sofisticati: è l’80% in più rispetto alla media milanese!

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili dell’Osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico, infatti, che utilizza i prezzi ufficiali rilevati dagli Uffici comunali di statistica nell’ambito della rilevazione mensile dell’Istat, in media il caffè espresso a Milano costa 1 euro, 1,10 euro la quotazione massima. Da Starbucks, quindi, si paga l’espresso, mediamente, 80 centesimi più rispetto al resto della città, 70 centesimi di differenza considerando i bar più cari. Considerato che per molti il caffè al bar è un’abitudine giornaliera irrinunciabile, diventa quasi un lusso!

Ma quanto costa, invece, il caffè fatto in casa? In generale utilizzando 7 grammi di miscela,  il caffè casalingo costa mediamente 12 centesimi, quindi andare da Starbucks ci costa il 2471% in più della tazzina di caffè home made.

Non tutti sanno però che il costo del caffè di casa dipende anche dallo strumento utilizzato: una tazzina di caffè con la tradizionale moka costa infatti circa 0,12 centesimi, mentre con la macchinetta a capsule 0,41 centesimi; per sapere qual è la macchinetta per il caffè più adatta alle diverse esigenze e confrontare i prezzi del caffè fatto con moka, macchinetta automatica, a capsule o a cialde, leggi la nostra indagine Quanto ci costa un caffè espresso fatto in casa

Autore: Unione Nazionale Consumatori

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